Accadde Oggi, 25 Febbraio: 1922, viene ghigliottinato Landrù

 

di Daniele Vanni

 

Da qualche anno a questa parte, per nuova sensibilità, si parla molto di omicidio al femminile o femminicidio.

Proprio come oggi, il 25 Febbraio, nel 1922 veniva ghigliottinato il personaggio, il cui nome è passato addirittura a significare l’assassino per antonomasia di donne, Henry Landru.

 

Figlio di una sarta e lavandaia, pare aversse, vicino Notre Dame a Parigi, un’infanzia felice, con ottimi studi, anche se non riuscì a terminare il corso d’architettura.

Nel 1889 conobbe una ragazza di nome Marie-Catherine Rémy, bellissima donna che svolgeva la mansione di lavandaia. Lui si presentò al cospetto di Marie-Catherine raccontando d’essere un tecnico che stava ultimando la pratica in architettura. Purtroppo Henri fu chiamato a svolgere il servizio militare legale. Per tre anni sognò tutte le notti di poter abbracciare la sua donna. Il giorno 7 di ottobre 1893, ultimata la chiamata alle armi, Henri sposa Marie-Catherine. Dall’unione tra i due nasceranno 4 figli.

Da qui, il dissesto economico, il giro vorticoso di cambio di lavori, oltre 15! e poi l’approdo nel mondo delle truffe, dove Landrù, come nell’omicidio, era naturalmente portato.

S’inventò una fabbrica di biciclette che vendeva in cambio del versamento di un terzo del prezzo di vendita.

Naturalmente se la dette a gambe, forse neanche in bicicletta cn gli anticipi che erano giunti da tutta la Francia! Ma per poco, perché assieme alle truffe, fu tutto un entrare ed uscire dalle carceri, dove tentò anche un madestro (era una truffa??!) tentativo di suicidio.

Si avvicinava però per lui, quella soglia di condanne che in Francia prevedeva la relgazione. cioè la deportazione in una colonia penale, in genere la terribile Guyana.

Ed ecco allora il “salto di qualità”!

Fingendo condizioni di agiatezza economica, (per lui parlava il suo inconscio) seduceva le donne, conducendole a soggiornare in una villa a Gambais, (Seine-et-Oise, l’attuale dipartimento di Yvelines) affittata per l’occasione.

Durante le amorose giornate, lasciava intravedere un probabile matrimonio.

Ma Henri Landru riusciva a far firmare alle donne una procura che gli permetteva di far man bassa dei loro conti bancari e degli averi materiali. Era la loro condanna a morte. Ottenuto quanto desiderato, strangolava le vittime, facendo sparire i corpi. Le donne erano fatte a pezzi e buona parte del corpo veniva bruciato nel camino della villa di Gambais. Per quanto la villa si trovasse in aperta campagna, non era del tutto isolata. Alcuni residenti di abitazioni vicine avevano da tempo notato due particolari: il primo relativo al fatto che il camino fosse acceso in periodi in cui non era necessario il riscaldamento degli edifici, il secondo riguardava il terribile e pestilenziale odore che quel fumo conduceva in tutta la zona. I vicini contattarono svariate volte la polizia, affinché facesse delle verifiche e delle indagini su quell’abitazione. Ma Landru non era uno sprovveduto. Il criminale riuscì a restare nell’ombra a lungo grazie alla sua furbizia: una volta che il cadavere della vittima era completamente incenerito, e il fuoco spento, puliva accuratamente il forno dalla cenere che poi spargeva nei campi vicini. In questo modo riuscì ad eliminare la gran parte delle tracce e delle prove dei suoi orrendi crimini.

Alla fine del 1918 accadde però un fatto a cui Landru non aveva minimamente pensato. Il sindaco di Gambais ricevette una lettera che chiedeva informazioni su Anne Collomb che si era trasferita in quel paese con un tale di nome Dupont.

Il sindaco rispose, d’ufficio, che non conosceva la persona. Ma ecco sopraggiungere un’altra identica richiesta di una seconda donna che si era trasferita a Gambais dove aveva trovato un compagno…

Ci volle poco a capire che in entrambe i casi, il “fidanzato” era sempre Landrù!

Che aveva agito almeno altre otto volte!

Almeno dai resti (denti e framenti di ossa…) trovati nei campi.

 

Fu la fine per Henri Désiré Landru meglio conosciuto come Henri Landru o Barbablù(Parigi, 12 aprile 1869 – Versailles, 25 febbraio 1922) criminale e assassino seriale francese, assurto a ruolo di mostro femminicida per antonomasia.

 

Grazie alla sua eloquenza, e l’affascinante foltissima barba ed enormi baffi, riusciva a far firmare alle sue vittime una procura che gli permetteva di far man bassa dei loro conti bancari. Una volta ottenuta, le strangolava e ne faceva sparire i corpi bruciandoli nella stufa situata nella cucina della villa.

 

Fu arrestato il 12 aprile 1919 con l’accusa di truffa, appropriazione indebita in seguito alle denunce sporte da alcuni parenti delle vittime dopo la loro scomparsa. Ma ben presto, dall’analisi di vari indizi concordanti, -non riuscì a mangiare o a distruggere i fogli di un taccuino dove aveva annotato dei nomi e viaggi…- l’accusa si trasformò in quella dell’omicidio di almeno dieci donne e di un ragazzino che accompagnava una delle vittime!

Il processo, che ebbe all’epoca un’enorme eco, si aprì il 7 novembre 1921 davanti alla Corte d’Assise di Seine-et-Oise nella sede di Versailles.

 

Henri Landru negò fin dall’inizio di essere l’autore dei crimini, ammettendo tuttavia di aver truffato le presunte vittime. Manifestò a più riprese un atteggiamento spesso provocatorio nei confronti della corte, arrivando perfino ad esclamare: “Mostratemi i cadaveri!”.

La cucina a legna nella quale aveva bruciato i corpi fu trasportata nell’aula del tribunale mentre una meticolosa perquisizione del giardino della casa di Gambais rivelò inequivocabili prove…

 

Il suo avvocato Maître de Moro-Giafferi difese strenuamente il suo cliente, ma di fronte a una serie di testimonianze schiaccianti e a numerosissime prove circostanziali, non poté evitarne la condanna a morte, pronunciata il 30 novembre 1921.

La richiesta di grazia inviata a Alexandre Millerand, presidente della repubblica francese, fu rifiutata il 24 febbraio 1922.

L’esecuzione pubblica della sentenza avvenne alle ore 6.05 del 25 febbraio 1922 nel cortile della prigione di St. Pierre a Versailles dove era stato allestito il patibolo e la ghigliottina.

La testa, rotolata nel cesto della morte, mummificata si trova nel Museum of Death di Hollywood.

 

Il caso di Landru ha interessato molti registi e attori…

Charlie Chaplin s’ispirò al caso per creare il personaggio di Monsieur Verdoux del 1948. Il film presenta il criminale come una sorta di vittima della crisi economica che colpì l’Europa negli anni venti.

Nel film(sempre leggeri e parodie per un attore che poteva dare certo di più) Totò e le donne, del 1952, il protagonista, nella soffitta di casa in cui si rifugia, per scappare dalla moglie, allestisce un altarino nel quale tiene acceso un lume in omaggio di Landru, venerandolo come un fiero avversario delle donne.

 

 

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