Accadde oggi, 24 Maggio: 1915, l’Italia entra in Guerra!

 

Il Piave, le trincee, gli Alpini e la guerra di posizione. 700.000 giovani vite che si perderanno, in tre anni di avanzate e ritirate, di assalti alla baionetta e bombe a mano contro le mitragliatrici.

 

di Daniele Vanni

 

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio

dei primi fanti il ventiquattro maggio;

l’esercito marciava per raggiunger la frontiera

per far contro il nemico una barriera!

Muti passaron quella notte i fanti,

tacere bisognava e andare avanti.

S’udiva intanto dalle amate sponde

sommesso e lieve il tripudiar de l’onde.

 

 

Quante volte, almeno nei lettori con qualche anno e qualche capello bianco, avranno sentito le prime parole della Canzone del Piave! quelle che sottolineano il 24 maggio 1915, la data del nostro ingresso nella disastrosa Prima Guerra Mondiale, i cui effetti subiamo ancor oggi.

Ma la “canzone fu scritta dopo Caporetto e dopo Vittorio Veneto. Anche se per l’Italia non c’era stata nessuna vittoria. Anzi! L’unico fronte sul quale Austriaci e Tedeschi avevano sfondato era stato quello italiano!

E l’entrata in guerra del nostro paese ha tanti aspetti davvero oscuri!!

L’Italia dopo aver fatto il Risorgimento e tre guerre d’Indipendenza, incendiando il cuore (e spesso spengendolo!! sulle barricate o in cruenti campi di battaglia) di tanti giovani, scrittori, patrioti o semplicemente contadini analfabeti che avevano creduto in un nuovo “risorgimento” di un’Italia spenta perlomeno dalle ultime battaglie dei Romani! stendeva una Triplice Alleanza proprio con i nemici di sempre: Austria e Germania! Ma inaspettatamente (la storia ci dirà se corsero mega-tangenti, altre quelle di Chiesa a Milano!) nel 1911, l’Italia si scopre dopo un primo boom industriale, addirittura potenza coloniale ed attacca l’Impero Ottomano (uno dei tre da spartirsi con il prossimo conflitto mondiale, assieme a quello austro-ungarico e quello russo) buttandosi ala scellerata conquista della Libia! Chi volle questa operazione, preludio dell’ennesimo voltagabbana, orchestrato poi da D’Annunzio e Mussolini, attori di second’ordine, del 24 Maggio 1915, quando dopo trattative serrate (e penso molti miliardi!) Francia ed Inghilterra che, guarda caso!, erano state le prime artefici dell’Unità d’Italia, riescono a far scendere un’impreparatissima Italia che non ha nulla da guadagnare, visto che le richieste territoriali, l’Austria è ben pronta a cederle in cambio di una ferrea neutralità! contro l’Austria e poi dopo un anno contro la Germania. E solo l’intervento americano ci salverà dal fatto di vedere nuovamente i Lanzichenecchi se non a S. Pietro perlomeno in tutta la Pianura Padana!

 

A noi Italiani, comunque questa guerra che non ci porterà niente! costerà oltre 700.000 giovani vite, per conquistare un territorio che in parte non si sente italiano neppur oggi e che comunque, Austria e Impero Germanico, di cui eravamo alleati fin dai trattati del , avevano promesso di annetterci, in caso di nostra neutralità.

Dopo un anno in cui ci si è dichiarati contrari alla guerra, poi neutrali, poi possibilisti, alle ore 4 del 24 maggio, dal Forte Verena, (distrutto e poi occupato dagli Austrici nel 1916) sull’altopiano di Asiago, parte un primo colpo di cannone verso le fortezze austriache situate sulla Piana di Vezzena: l’Italia inizia ufficialmente le operazioni militari nella Prima Guerra Mondiale.

La Belle Epoque era finita l’anno prima, ed era iniziata la strage per dividersi Imperi che facevano gola a molti: quello Ottomano in fase agonica, quello Austro-ungarico, dilaniato dal coacervo di tanti popoli diversi, quello Russo, spazzato via dalla Rivoluzione; quello coloniale Tedesco.

A noi toccherà molto poco, per cui si parlerà, e sarà un tema agitato dalla propaganda Fascista, di ”vittoria mutilata”.

Gli unici che ne trarranno enormi vantaggi, a parte quelli coloniali, ma transitori per Francia ed Inghilterra, furono il Giappone in Asia, e, soprattutto, gli Stati Uniti che da allora domineranno la scena politica, militare, ma anche commerciale e finanziaria mondiale!

Intanto c’erano stati quasi 10 milioni di soldati morti! Oltre 21 milioni feriti! Altri milioni che soffrivano e soffriranno, molti per sempre!, di disturbo post-traumtico, definito allora: nevrosi di guerra!

Il colpo veramente mortale lo dette, la “Spagnola”, la più grande pandemia della storia umana, generata sì da un virus influenzale, ma che trovò terreno fertilissimo nelle condizioni generate dalla guerra. Allo scoppio dell’epidemia, il conflitto durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di militari vivevano quindi ammassati sui vari fronti, in trincee anguste con condizioni igieniche terribili, favorendo la diffusione del virus.

Il contesto storico in cui si diffuse questa che era una mutazione di una “semplice” influenza, con la denutrizione non solo dei soldati, ma anche delle popolazioni civili stremate, in particolare quelle dell’asse tedesco, causò una decimazione della popolazione, molto più grande di quanto non avessero fatto gli eventi bellici di per se stessi.

Non a caso, certa storiografia tedesca, un po’ troppo patriottica, ma con qualche fondamento di verità, attribuisce a questa diversa incidenza della Spagnola, la causa della sconfitta finale. Terminata la guerra, però, la spagnola si diffuse ulteriormente, in quanto i reduci, tornando a casa, trasmisero il virus ai civili.

Alla fine dell’epidemia, si conteranno oltre 50 milioni di morti! Ma stime attuali parlano anche del doppio! Dei quali, oltre i caduti in trincea, altri 500.000 Italiani!

 

 

 

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