Accadde oggi: 23 Gennaio 1960: il Batiscafo Triste con Piccard, raggiunge  la maggior profondità marina della Terra

 

Gli uomini sono andati sulla Luna, ma non sono più scesi così in profondità: a quasi 11.000 metri sotto il livello del mare, nella Fossa delle Marianne!

 

di Daniele Vanni

 

 

Per “batiscafo” s’intende (secondo l’etimo greco: batius, che vuol dire: profondo) un piccolo sommergibile ad auto-propulsione, adatto ad immergersi in profondità sensibilmente maggiori di quelle normalmente raggiunte dagli attuali sommergibili militari (i quali possono raggiungere poche centinaia di metri) e quindi progettato in modo da poter sostenere elevatissimi carichi di pressione.

Il batiscafo è generalmente in grado di ospitare un equipaggio molto ridotto.

Allorquando è realizzato in forma sferica è chiamato batisfera, ed è solitamente senza equipaggio.

 

 

Il batiscafo Trieste I

 

Il termine deriva dal greco βαθυς (“base”, “profondo”) e skàphos (“chiglia”, “nave”) e significa quindi “scafo che si può immergere in profondità”.

I primi tentativi dell’uomo di sfidare l’acqua e di immergersi per un qualche tempo al di sotto, al di là della semplice resistenza umana, risalgono al IX secolo a.C., quando gli Assiri avevano escogitato un metodo che ci hanno lasciato rappresentato in disegni che raffigurano uomini che respirano aria conservata in anfore,pochi metri sotto il livello del mare.

Gli esempi successivi, sono numerosi e rimandano a battaglie campali come l’assedio della città di Tiro voluto da Alessandro  Magno, il quale non riuscendo ad attaccare la città dalla terra ferma e con l’utilizzo delle sue navi (la città di Tiro era dotata di fortificazioni molto ampie ed era costruita su un’isola collocata  mezzo miglio dalla costa), fece costruire un ponte che venne allestito grazie all’utilizzo di strumentazioni per il lavoro subacqueo: campane, boccagli e otri che venivano utilizzate come bombole.

Leonardo da Vinciimmaginò uno scafo che si poteva immergere sotto la superficie del mare e realizzò anche studi sull’immersione dell’uomo, collegato alla superficie attraverso tubi (palombaro).

Sembra che abbia fatto alcune prove pratiche. Ma, comeper il volo, non ne sappiamo molto di più.

Questo sogno antico dell’uomo, si è realizzato molto più tardi, quando la tecnica si è evoluta e quando sono stati prodotti e utilizzati materiali adatti. Uno dei primi sommergibili è stato costruito durante la Guerra civile americana.Segno di quanto era avanti quel paese, di cui nessuno si era ben reso. Neppure quando sbarcò con il suo esercito in vero non preparatissimo, ma certo non a corto di mezzi, come invece erano gli Italiani, e che spostarono il baricentro della Prima Guerra Mondiale, in pochi mesi!

 

L’esplorazione delle profondità tuttavia ha avuto inizio, praticamente, solo con la fine della Seconda Guerra Mondiale, che aveva visto larghissimo uso di mezzi sommergibili.

 

Il moderno batiscafo

 

Attualmente, questo mezzo è utilizzato sia per scopi militari che civili, e tra questi ultimi, molto importanti risultano gli impieghi scientifici.

Può avere forme più o meno affusolate, sempre di piccole dimensioni, e solitamente, a seconda dell’uso al quale è destinato, arriva anche a profondità di diverse migliaia di metri.

 

Il “primo mezzo sottomarino, di pace, per ricerche scientifiche” (registro ufficiale della US Navy) fu il C3,batiscafo artigianale immaginato e progettato dall’italiano Pietro Vassena nel 1948, sul lago di Como, che il 12 marzo 1948 al largo di Argegno scese a – 412 metri, stabilendo così il record mondiale di profondità dell’epoca.

 

Il primo batiscafo vero e proprio, adatto ad immersioni marine, fu l’FNRS-2, costruito in Belgio da Auguste Piccard.

Il secondo batiscafo progettato da Piccard è stato il batiscafo Trieste I, costruito dai cantieri navali di Monfalcone, dalle acciaierie Terni e assemblato a Castellamare di Stabia.

Fu comprato in seguito dalla marina statunitense nel 1958.

Nel 1960, il Trieste, con a bordo Jacques Piccard (figlio di Auguste), stabilì il record mondiale di immersione ancora oggi imbattuto raggiungendo il fondo del cosiddetto Challenger Deep: il punto più profondo della fossa delle Marianne vicino all’isola di Guam, probabilmente la maggiore profondità marina esistente.

Il punto più profondo, l’abisso Challenger, si trova a circa 10.994 metri sotto il livello del mare.

La depressione deve il suo nome al battello oceanografico HMS Challenger (1858) che durante la spedizione negli anni 1872-1876 fece le prime misurazioni della sua profondità.

 

Solo quattro discese sono state qui compiute.

La prima in assoluto è stata effettuata dal batiscafo Trieste con a bordo Jacques Piccard (che contribuì alla progettazione del batiscafo assieme a suo padre, Auguste Piccard)e il tenente della Marina Americana Don Walsh, che il 23 gennaio del 1960 raggiunsero il fondale marino misurando una profondità di 10 916 m.

Fecero seguito delle discese di veicoli robotizzati, privi di equipaggio e comandati a distanza dagli scafi Kaikō nel 1995 e Nereus nel 2009. Nel marzo 2012 un discesa solitaria è stata ottenuta dal veicolo Deepsea Challenger, pilotato dal regista James Cameron.

 

L’idea alla base del batiscafo Trieste è costituita da una cabina per l’equipaggio simile a una batisfera sospesa sotto un galleggiante ripieno di liquido più leggero dell’acqua come la benzina.

La propulsione è fornita da motori alimentati da una batteria elettrica. Jacques Piccard realizzò, nel 1968-1969, un batiscafo battezzato Ben Franklin, capace di immergersi sino a 600 metri con un equipaggio di sei uomini.

 

Il 2 agosto 2007, un’altra impresa storica è stata compiuta dal batiscafo russo Mir-2, che è arrivato a 4.302 metri di profondità, toccando il fondo marino del Polo Nord.

Tale immersione rientra nelle campagne di ricerca di fonti di idrocarburi sottomarine.

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