Accadde Oggi, 23 Febbraio 1455, il primo libro stampato al mondo, la Bibbia di Gutenberg

 

di Daniele Vanni

 

 

La Bibbia di Gutenbergo «Bibbia a quarantadue linee» (B42) è il primo libro stampato in Europa con la tecnica dei caratteri mobili.

Nel 2001 è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco delle memorie del mondo.

La stampa a caratteri mobili è una tecnica di stampa inventata dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1453. Questo per quanto riguarda l’Europa: in Asia, infatti, esisteva fin dal 1041, grazie alla tecnica dell’inventore cinese Bi Sheng (Huizhou, 990–1051).

In verità, il lavoro di Gutenberg, per stampare 180 copie, durò due anni e terminò solo nell’agosto del 1456, ma la data del 23 febbraio 1455, è quella considerata per tradizione.

 

Il procedimento di stampa di Gutenberg consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena. L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri. Con il termine incunabolo(o incunabulo) si definisce convenzionalmente un documento stampato con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e l’anno 1500 incluso. A volte è detto anche quattrocentina. Il termine deriva dal latino incunabulum (plurale incunabula), che significa “in culla”. Con la tecnica precedente, cioè la xilografia (da cui il torchio xilografico), le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che poteva essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva molto spesso.

 

Realizzata a Magonza tra il 1453 e il 1455 da Johannes Gutenberg (nella cui officina lavorava l’incisore Peter Schöffer) e Johann Fust, la Bibbia di Gutenberg si compone di due volumi in folio(cioè metà del foglio originale di carta, piegato in due) di 322 e 319 fogli.

Riproduce il testo della Vulgata, la Bibbia latina tradotta da san Gerolamo nel V secolo: l’Antico Testamento occupa il primo volume e una parte del secondo, che contiene anche tutto il Nuovo Testamento.

Una parte degli esemplari fu stampata su pergamena, un’altra su carta di canapa, importata dall’Italia.

Venduta per sottoscrizione, questa Bibbia latina fu originariamente acquistata da istituzioni religiose, soprattutto monasteri. Su una tiratura di circa 180 esemplari, 48 si sono conservati fino ad oggi, e alcune pagine sciolte si trovano in alcune biblioteche, come quella del museo Correr di Venezia o la biblioteca municipale di Colmar. La maggioranza degli esemplari si trova in Germania. In Francia, la Bibliothèque nationale de France ne possiede tre copie su pergamena, e la bibliothèque Mazarine una copia su carta. In Svizzera, la Fondazione Martin Bodmer espone permanentemente il suo esemplare vicino a Ginevra.

 

Lavorazione

 

Per collaudare la sua pressa da stampa e i suoi caratteri mobili in lega metallica, Gutenberg cominciò, attorno al 1450, a comporre dei testi che riproduceva su pagine di carta in fibra di canapa, poi intraprese la stampa di piccoli libriccini, come la grammatica latina di Donato.

 

L’essenza della lavorazione è manuale. Per comporre ciascuna linea di testo, occorre selezionare a uno a uno i caratteri (in rilievo e invertiti) corrispondenti alle lettere delle parole e posizionarli in una «forma» speciale, situata sul piano della pressa. Una volta che tutte le linee sono state composte, la forma è ricoperta d’inchiostro con l’aiuto di pennelli di crine di cavallo. Si posiziona quindi una pagina di carta preventivamente inumidita, che una tavola di legno, la «platina», comprime sotto l’azione di una vite in legno.

 

Il numero di presse presenti nella tipografia di Gutenberg resta sconosciuto, ma la quantità delle pagine stampate lascia pensare che ne abbia utilizzate più di una. Le presse erano manovrate da due operai, ed è possibile che la tipografia impiegasse fino a dodici operai, senza contare le persone impiegate per i caratteri, l’inchiostratura, la preparazione dei fogli di carta, la piegatura e così via.

 

La realizzazione di 180 copie della Bibbia durò circa tre anni, un periodo in cui un amanuense avrebbe portato a termine la riproduzione di una sola Bibbia.

 

Composizione

 

Sulle prime pagine della Bibbia gutenberghiana sono evidenti le tracce degli esperimenti tipografici dello stampatore: sui fogli dall’1 al 5 sono stampate 40 righe di testo, mentre sul foglio 5 verso sono 41, poi dal foglio 6 in avanti le linee diventano 42, distribuite su due colonne (com’era d’uso nei messali). Un’altra evoluzione: Gutenberg tentò di stampare i titoli in rosso, ma poi rinunciò, senza dubbio perché l’operazione era troppo onerosa: avrebbe richiesto di passare ciascun foglio due volte sotto la pressa. Questa tecnica fu in seguito ampiamente messa in opera dai suoi successori del XV secolo.

 

Per comporre la Bibbia, Gutenberg copiò la scrittura detta gotica, utilizzata all’epoca per i testi liturgici, in particolare per i messali. Adottò una dimensione dei caratteri simile a quella dei manoscritti di grande formato, utilizzati in particolare per la lettura a voce alta.

 

La Bibbia di Gutenberg assomiglia a un codice e come nei migliori manoscritti tutte le righe terminano allineate sul margine destro. Stampatori e tipografi parlano di righe «giustificate» per designare quest’allineamento. Per ottenere la giustificazione, Gutenberg non utilizzò spazi di dimensione variabile fra le parole, ma distribuì segni di punteggiatura più o meno larghi, impiegò delle legature e sostituì alcune parole con le loro abbreviazioni.

 

Lo spazio destinato alle rubriche e alle miniature era lasciato in bianco. Un miniatore poteva essere incaricato dal proprietario di decorare il libro dopo la stampa. Questa rifinitura era lasciata agli acquirenti, che potevano così scegliere artisti di loro fiducia e decorazioni più o meno dispendiose.

 

La Bibbia a 42 linee del 1455 circa è uno dei libri più preziosi al mondo. Il valore di un esemplare completo si aggira sui 10 milioni di dollari!

 

 

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