Accadde Oggi, 22 Novembre: 1286, l’uccisione ancora non risolta del Re di Danimarca – 1963, l’uccisione, ancora non risolta! del Presidente Kennedy a Dallas

 

«Dov’eri quando hanno sparato a Kennedy?» fu una domanda posta di frequente negli anni successivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto. A significare la portata di un trauma mai riassorbito dal popolo americano che dopo quell’attentato non ha più ritrovato la serenità precedente.

 

Ma anche nel Medioevo, – “c’è del marcio in Danimarca” scriveva Shakespeare, a significare che il male era non in una nazione, ma dentro l’uomo! – si uccidevano i potenti e non si trovavano gli assassini!

 

di Daniele Vanni

 

Eric V “Klipping” (1249 – 22 novembre 1286) fu Re di Danimarca dal 1259 al 1286.

 

Figlio di Cristoforo I, fino al 1264 governò sotto gli auspici della madre, la competente Regina Margrethe Sambiria.

 

In questo periodo fu per qualche tempo (1261-1262) prigioniero nell’Holstein, dopo una sconfitta militare, e in seguito venne portato per qualche anno nel Brandeburgo.

Eric cercò di rafforzare il suo potere sulla chiesa e la nobiltà.

Il suo conflitto con la prima portò ad un risultato soddisfacente, ma nel 1282 fu costretto dai secondi ad accettare un accordo (un “Håndfæstning” – una specie di Magna Carta danese) che ne limitava l’autorità. Negli anni 1270, Eric V attaccò lo Småland.

 

Una rivalità senza fine tra Eric e i suoi sostenitori da una parte, e i sodali dell’ex re Abele dall’altra, indusse la regina Margrethe a scrivere al Papa attorno al 1262 o 1263, chiedendogli di permettere che le donne potessero ereditare il trono danese, rendendo così possibile ad una delle sorelle di Eric di diventare regina regnante di Danimarca, in caso di morte del giovane re (che non aveva ancora figli). Il Papa apparentemente accettò, ma la cosa non divenne mai un problema, ad Eric successe il figlio, che venne chiamato Eric in onore dello zio, Eric IV.

 

 

Assassinio

 

Eric V venne assassinato il 22 novembre del 1286, e diversi dei più potenti nobili della nazione, guidati da Stig Andersen Hvide, vennero messi fuori legge dalla corte danese.

Che avessero o meno a che fare con l’assassinio, che si svolse in un piccolo villaggio nei pressi di Viborg, chiamato Finderup, è ancora argomento di discussione.

La leggenda narra che molti nobili giurarono che avrebbero assassinato Eric per vendicarsi di offese o torti politici.

Il capo dei cospiratori pare fosse il maresciallo (danese: marsk ) Stig Andersen Hvide e Jacob Nielsen, conte di Halland.

Questi comprarono Rane Jonsen , uno dei compagni del re, per essere informati sulle attività del re, al fine di soddisfare il loro giuramento.

 

Nel novembre 1286, il re era a Viborg, nello Jutland centrale. Dopo una lunga giornata di caccia in campagna guidata da Rane Jonsen, il re e alcuni inservienti non riuscirono a trovare la strada per la fattoria del re a Viborg.

Rane astutamente, secondo un piano ben preparato, suggerì che si sarebbero potuti rifugiati per la notte, quella del 22 novembre 1286, nella stalla della chiesa nel villaggio di Finderup.

Gli assassini, vestiti da monaci francescani, che erano evidentemente già in zona, furono informati sulla posizione dei re e attesero che tutti si sistemassero per la notte.

Una volta che il re si addormentò, si precipitarono dai loro nascondigli e pugnalarono e uccisero il re a morte. La tradizione dice che lo straziarono con 56 coltellate!

Il racconto popolare che è cresciuto intorno a questo evento, assicura che il primo a colpire fu Stig Andersen, al quale il Re Eric, come in una canzone provenzale o una di De Andrè, aveva sedotto la moglie, mentre Stig  era fuori proprio con l’esercito del re.

Il cadavere insanguinato di Eric fu scoperto il mattino dopo.

 

La corte incolpò immediatamente i più potenti nobili della nazione, Marsk Stig Andersen Hvide e il conte Jacob di Halland, e li bandì. Se effettivamente avevano qualcosa a che fare con l’omicidio rimane un mistero.

Sicuramente Stig Andersen non era l’unica persona che aveva motivo di volere vedere re Eric eliminato.

Il duca Valdemar dello Jutland meridionale, Jakob Erlandsen e diversi vescovi erano di certo aspri nemici del re.

La morte di Eric significò che i diritti e le garanzie della carta del 1282 persero la loro efficacia, dal momento che il prossimo re non sarebbe stato vincolato dallo stesso accordo e quindi siano o non siano stati i veri assassini, con questo delitto persero quasi tutto il potere e l’influenza che lo statuto del 1282 aveva dato loro.

L’omicidio di Eric, accoltellato nel sonno, è un mistero medioevale che non è mai stato risolto.

 

 

 

 

 

«Dov’eri quando hanno sparato a Kennedy?» fu una domanda posta di frequente negli anni successivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto.

 

Lee Harvey Oswaldvenne arrestato alle 13:50 in un cinema poco distante da Dealy Plaza.

Davvero strano che un assassino, un killer, dopo aver ucciso un Presidente degli USA, vada al cinema nei pressi dell’attentato, famoso al pari di quello di Cesare!

Dealey Plaza (pronuncia: Dili Plaza) è una piazza nello storico distretto West End, nella parte nord-occidentale della città di Dallas, divenuta tristemente famosa, per l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy il 22 novembre del 1963.

Il parco fu terminato nel 1940 alla periferia ovest di Dallas al centro di tre vie: Main Street, Elm Street e Commerce Street, che convergono ad un sottopasso della ferrovia.

Fu chiamato così in onore di George Bannerman Dealey (1859-1946), un editore del The Dallas Morning News e sindaco della città che aveva operato per lo sviluppo dell’area.

Dealey Plaza è storicamente conosciuta come il luogo del primo Tempio massonico (ora distrutto) ed evidenziato da un’epigrafe, mentre i monumenti in Dealey Plaza sono dedicati a uomini illustri della città e antecedenti al 1963. Il monumento in onore del Presidente Kennedy è un cenotafio locato in un altro isolato.

 

Il Dealey Plaza è circondato da edifici, tra questi quello che fu il Texas School Book Depository, da cui, secondo la Commissione Warren e la HSCA, Lee Harvey Oswald sparò e uccise John F. Kennedy.

C’è anche una collinetta erbosa a nord ovest, da cui, secondo la HSCA, con alta probabilità un secondo uomo sparò e mancò il Presidente il 22 novembre del 1963.

L’edificio sede dell’ex Deposito libri della Texas School nel 2003

A ovest c’è il famoso sottopasso che imboccò la Lincoln a tutta velocità per trasportare JFK in ospedale.

I turisti che visitano Dallas, visitano anche il luogo dell’assassinio e il Sixth Floor Museum che occupa i primi due piani del famoso deposito. Dal 1989 oltre 5 milioni di persone hanno visitato il museo.

L’United States National Park Service ha riconosciuto il Dealey Plaza come “Posto Storico nazionale” nel 1993. Di conseguenza nulla fu più cambiato o ricostruito nella zona adiacente. Tutto è pressoché fermo a quegli anni (una piccola lapide commemorativa ricorda l’evento), in grande contrasto con gli edifici ultra-moderni di Dallas che spiccano all’orizzonte. Negli ultimi quarant’anni Elm Street è stata ripavimentata diverse volte; i cespugli, gli alberi e le siepi sono cresciuti; sono stati aggiunti lampioni; i cartelli stradali sono stati rimossi e ricollocati o sostituiti.

Verso la fine del 2003 è stato approvato un nuovo piano regolatore, per riportare il Dealey Plaza esattamente com’era il 22 novembre del 1963!

Una cosa non straordinaria, unica! in una realtà come quella americana, dove giornalmente vengono distrutti luoghi storici o commemorativi! A dimostrazione di cosa abbia rappresentato questo assassinio nell’inconscio americano!!!

 

Ritorniamo ad Oswald. Quasi orfano, costretto a girovagare da una famiglia ad un’altra, il carattere di Oswald mutò in maniera repentina. Da ragazzo triste e solitario ma sostanzialmente innocuo, diventò aggressivo e violento, al punto tale che la direzione della scuola da lui frequentata chiese una perizia psichiatrica. La diagnosi fu che il piccolo Oswald era un giovane ammalato di disturbi che originavano comportamenti maneschi, in preda a frequenti deliri di onnipotenza, del tutto isolato rispetto al contesto sociale e gravemente sofferente per una perdurante carenza affettiva; si andarono definendo i suoi comportamenti tipicamente sociopatici, borderline e narcisisti, tendenze che verranno in lui identificate anche successivamente.

Comunque dopo diversi tentativi riesce ad arruolarsi nei marines, appassionato d’armi, ma con difficile ambientamento sotto le armi, dove si dichiara nientemeno che comunista! E fa anche un viaggio a Mosca dove chiede inutilmente la cittadinanza.

Ritornato con ancor più difficoltà negli USA continuò con la moglie e vagheggiare cruente e violente rivoluzioni.

Si avvicina ai controrivoluzionari cubani (che quando conoscono le sue idee, decidono quasi quasi di fargli la pelle!) e lavora in una tipografia, stampandosi anche documenti falsi e acquistando il celebre “Carcano” un vecchio fucile prodotto a Terni in Italia: un modello 91, dall’anno di prima fabbricazione 1891, modificato.

Diventa sempre più filocastrista, viene licenziato cade in depressione. Organizza un attentato ad un generale razzista…Quindi il salto verso il Presidente!

La mattina del 22 novembre 1963 si svegliò, andò in cantina a prendere il suo fucile Carcano e si fece accompagnare al lavoro da un vicino di casa, con il fucile smontato. Tutti i movimenti di Oswald dalle 7,10 alle 13,55 sono stati seguiti e segnalati dai testimoni oculari alla polizia.

Oswald si appartò al sesto piano in mezzo ad alcuni scatoloni spostati di recente davanti alla finestra dalla quale partirono gli spari, secondo la balistica, e montò il fucile. Sugli scatoloni vi erano solo le sue impronte digitali. Mentre il corteo del Presidente stava attraversando la città dall’aeroporto di Dallas, per recarsi al Trade Mart, un centro di uffici in periferia in cui Kennedy era atteso per un discorso e un banchetto, alle 12.30 in Dealey Plaza, si sentirono degli spari registrati dalla Centrale di Polizia di Dallas. Dalle fotografie si vede che un primo colpo a vuoto fece voltare le persone a guardare indietro e ferì leggermente un passante al volto, un secondo colpo ferì Kennedy alle spalle e, da un filmato in 8 mm girato dal sarto Abraham Zapruder, si vede Kennedy sofferente portarsi le mani alla gola e John Connally ferito e sofferente. Il proiettile, entrato nella schiena di Kennedy e uscito dalla trachea, successivamente colpì Connally, in posizione non allineata col presidente, mentre la limousine svoltava ed entrambi guardavano a destra. La pallottola, intatta per aver attraversato solo tessuti molli nel corpo di Kennedy, gli incrinò una costola, gli ruppe il radio, e persa potenza, si fermò nella coscia (successivamente cadde nella barella, danneggiata in parte dall’impatto con le ossa del governatore, ma intera). Dopo cinque secondi, mentre la macchina stava per accelerare un terzo colpo mortale colpì Kennedy alla testa, facendo volare via una parte della calotta cranica; si è a lungo dibattuto, inoltre, se sia stato sparato un quarto colpo, senza arrivare a un risultato condiviso.

 

Alle 19:00 accusato di aver ucciso un poliziotto di Dallas ed alle 23:30 di aver assassinato il presidente nel quadro di una “cospirazione conservatrice”, Oswald viene a sua volta ucciso (in maniera inspiegabile, inconcepibile!) dopo appena due giorni, il 24 novembre, prima di venire portato in tribunale – dunque senza che ci fosse stato il tempo di intentare a suo carico alcun processo, all’interno del seminterrato della stazione di polizia di Dallas da Jack Ruby, il proprietario di un night club di Dallas noto alle autorità per i suoi legami con la mafia. Ruby giustificò il suo gesto sostenendo di essere un grande patriota e di essere rimasto turbato dalla morte di JFK. Cinque giorni dopo la morte di Oswald, il presidente Lyndon B. Johnson creò la Commissione Warren, presieduta dal giudice Earl Warren, per indagare sull’omicidio.

 

Kennedy venne sepolto presso il John Fitzgerald Kennedy Gravesite, nel Cimitero nazionale di Arlington, in Virginia.

Nel 1993, il libro Case Closed: Lee Harvey Oswald and the Assassination of JFK del giornalista investigativo Gerald Posner, analizzò le prove su cui si basano le principali teorie cospirative, concludendo che nulla di quanto si sa fino ad ora dimostra l’esistenza di un complotto. Il libro è stato molto criticato dai cospirazionisti, per avere omesso o interpretato soggettivamente fatti ed elementi tesi ad escludere il complotto.

Dopo l’autopsia (anch’essa discussa e contestata come tutto quello che passerà alla storia con la stessa importanza e risonanza dell’assassinio di Cesare!) il corpo di Kennedy fu preparato per i funerali e portato alla Casa Bianca. Domenica 24 la salma fu trasportata alla rotonda del Campidoglio in Washington dove per tutto il giorno e la notte, centinaia di migliaia di persone resero omaggio al presidente. Il 25 novembre 1963 fu il giorno del funerale e giornata di lutto nazionale.

Mentre veniva trasmesso il funerale, le vie delle città erano deserte; scuole, uffici, negozi e fabbriche erano quasi tutti chiusi. Chi rimase aperto consentì di assistere ai servizi commemorativi. Le campane delle chiese suonarono a lutto e in alcune città gli ufficiali di polizia indossarono la fascia nera. Fu ordinato il silenzio nazionale alle 12.00 EST (17.00 UTC) per cinque minuti, all’inizio del funerale. Centinaia di migliaia di persone in Europa, in Unione Sovietica e Giappone guardarono il funerale trasmesso via satellite dalle TV.

Tutte le religioni ed i fedeli commemorarono Kennedy. La maggior parte dei capi di Stato espresse il proprio dolore e molti governi chiesero ai loro cittadini di riconoscere il dolore degli Stati Uniti come se fosse il proprio, assistendo ad una commemorazione con bandiere a mezz’asta. Per settimane dopo il funerale, continuarono ad essere celebrate funzioni commemorative per il presidente degli USA.

 

Gli spari di Dallas (quanti? Da dove? Da quante armi?) esplosero alle 12,30 di venerdì 22 Novembre 1963.

 

«Dov’eri quando hanno sparato a Kennedy?».

 

 

 

Ritratto del Presidente Kennedy (Aaron Shikler)

 

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