Accadde oggi, 21 Maggio: 1674, sale al trono un re di Polonia che salverà l’Europa con l’aiuto di un Cardinale lucchese…!

 

Jan Sobieski, re di Polonia, salvò Vienna dall’assedio dei Turchi, che altrimenti avrebbe invaso tutta l’Europa. Ma su richiesta del Cardinale Francesco Buonvisi da Lucca. E attenzione!! ad una nostra scoperta della quale non vi diciamo di più! I cannoni che spararono in difesa di Vienna, venivano dalle ferriere di Barga!!!

 

di Daniele Vanni

 

Giovanni III di Polonia, in polacco Jan Sobieski(Olesko, 17 agosto 1629 – Wilanów, 17 giugno 1696), iniziò in questa data, il 21 Maggio 1674, ad essere re di Polonia, e a capo della Confederazione Polacco-Lituanadal 1674 al 1696 e fu soprannominato dai Turchi, il Leone di Lehistan.

Era figlio di Jakub Sobieski, Palatino di Rutenia e di Zofia Teofillia Daniłowicz, figlia di un hetman, un capo dell’esercito.

In gioventù frequentò l’Università Jagellonica e in seguito intraprese, insieme al fratello Marek, una serie di viaggi nell’Europa Occidentale. Successivamente combatté al servizio di Giovanni II Casimiro di Polonia contro Cosacchi, Tartari, Svedesi di Carlo X Gustavo di Svezia, e Moscoviti.

Nel 1665 sposò una nobile francese, Marie Casimire Louise de la Grange d’Arquien, già dama di corte della regina Maria Luisa di Gonzaga-Nevers e vedova del nobile Jan “Sobiepan” Zamoyski. Così si accostò al partito francofilo, nella corsa al trono polacco.

Fu eletto re della Confederazione Polacco-Lituana nel 1674.

 

 

John_III_Sobieski

 

Grazie all’acume e all’intervento diplomatico del lucchese Cardinal Francesco Buonvisi, che Nunzio Apostolico in Polonia e poi in Austria, da anni andava intessendo una rete europea, intervenne in aiuto dell’imperatore Leopoldo I contro le forze ottomane.

Così fu il vincitore della Battaglia di Vienna, e distrusse con una manovra geniale della sua cavalleria, da lui stesso comandata, il grosso dell’esercito ottomano al comando di Kara Mustafa (12 settembre 1683).

 

Francesco_Buonvisi

 

Nel 1683, il Gran Visir ottomano aveva lanciato una campagna militare in direzione dell’Austria, nel tentativo di raggiungere l’obiettivo di più di un secolo e mezzo di guerre: la conquista di Vienna e dell’est europeo.

A metà luglio il suo esercito di 200.000 uomini pose sotto assedio Vienna (difesa da 10.000 soldati al comando del generale Ernst Rüdiger von Starhemberg) ricalcando i passi di Solimano il Magnifico nel 1529. A settembre 1683, aveva preso una parte delle mura e sembrava essere sulla via della vittoria definitiva.

Ma il giorno 12 dello stesso mese gli imperiali del duca Carlo V di Lorena e i loro alleati polacchi, al comando di re Jan Sobieski, approfittarono dell’incompetenza di Mustafà e dello scadente dispiegamento delle sue truppe, vincendo la battaglia di Vienna con un devastante attacco sul fianco condotto dalla cavalleria polacca di Sobieski. I Turchi si ritirarono in Ungheria per non tornare mai più nell’Europa centrale. Nella fretta di lasciare l’Austria Kara Mustafa fu costretto ad abbandonare nel suo accampamento immense ricchezze: oltre a oro e argento, fontane trasportabili, documenti, segretari e oltre 1.500 concubine, vero svago del Gran Visir! La schiacciante vittoria sui turchi fece di Giovanni uno dei condottieri e dei sovrani più importanti d’Europa: Papa Innocenzo XI gli fece dono dello stocco pontificio ed una stanza gli venne dedicata nei Musei Vaticani.

 

 

Mustafà

 

Durante il suo regno dovette poi condurre altre guerre offensive e difensive, per tutelare i confini della nazione (più vasta di quella attuale, comprendendo infatti Lituania, Bielorussia ed Ucraina) dall’ingerenza russa ed ottomana, anche alleandosi con l’Impero, il Papato e la Repubblica di Venezia.

Giovanni III fu l’ultimo re di Polonia dotato di grande personalità, soprattutto militare; protagonista e artefice degli ultimi splendori del Regno di Polonia. Dopo la sua morte, il paese subirà le prepotenze degli stati confinanti, fino a scomparire da lì ad un secolo per mano di Russia, Prussia e Austria, che metteranno sul trono sovrani fantocci e che infine se lo spartiranno ben tre volte.

 

 

 

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