Accadde oggi – 21 Dicembre 1902, Madame Curie annuncia la scoperta del Radio

Marie Skłodowska, meglio nota come Marie Curie o ancora: Madam Curie (Varsavia, 7 novembre 1867 – Passy, 4 luglio 1934), è stata una chimica e fisica polacca e in seguito francese.

Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) per i loro studi sulle radiazioni e, nel 1911, del premio Nobel per la chimica per la sua scoperta del radio e del polonio.

21 dic Marie_Curie_c1920

Marie_Curie

Negli ultimi anni della sua vita fu colpita da una grave forma di anemia aplastica, malattia quasi certamente contratta a causa delle lunghe esposizioni alle radiazioni di cui, all’epoca, si ignorava la pericolosità. Morì nel sanatorio di Sancellemoz di Passy in Alta Savoia, nel 1934. Ancora oggi tutti i suoi appunti di laboratorio successivi al 1890, persino i suoi ricettari di cucina, sono considerati pericolosi a causa del loro contatto con sostanze radioattive. Sono conservati in apposite scatole piombate e chiunque voglia consultarli deve indossare abiti di protezione.

Marie Curie dedicò la sua vita all’isolamento e alla concentrazione del radio e del polonio, presenti in piccolissime quantità nella pechblenda, un minerale radioattivo e una delle principali fonti naturali di uranio. I coniugi Curie notarono che alcuni campioni erano più radioattivi di quanto lo sarebbero stati se costituiti di uranio puro; ciò implicava che nella pechblenda fossero presenti altri elementi. Decisero così di esaminare tonnellate di pechblenda riuscendo così, nel luglio del 1898, ad isolare una piccola quantità di un nuovo elemento dalle caratteristiche simili al tellurio e 330 volte più radioattivo dell’uranio che fu chiamato polonio in onore del paese della scienziata. Il resoconto di tale lavoro, unitamente a quello immediatamente successivo che portò alla scoperta del radio, divenne la tesi di dottorato di Maria Skłodowska.

Il polonio però ha un’attività eccessiva, una vita troppo breve perché ne sia possibile l’estrazione su scala industriale; per questo il radio eclisserà ben presto la sua gloria. Ma il polonio ha una particolarità che gli darà occasione di rivincita trentaquattro anni dopo. Emette un solo raggio: il raggio alfa ad alta energia, mentre il radio ne emette molti. Nel 1932, servendosi di una sorgente di polonio, James Chadwick scoprirà una delle tre particelle elementari dell’atomo, che cercava da dieci anni: il neutrone.

Maria ha avuto forse troppa fretta nel battezzare il nuovo elemento, infatti, hanno appena avuto la certezza della sua esistenza, che nuovi esperimenti portano a concludere i coniugi Curie che la pechblenda debba contenere un altro nuovo elemento.

« Vorrei che avesse un bel colore »  afferma Pierre.

I sali di radio puri sono incolori, ma le loro radiazioni colorano le provette di vetro che li contengono con una tinta azzurro-malva. In quantità sufficiente, le radiazioni provocano un chiarore visibile al buio. Quando questo chiarore cominciò a irradiarsi nell’oscurità del laboratorio, Pierre fu felice: ignorava gli effetti nocivi che queste radiazioni hanno sull’organismo umano!

Il radio si trova, come l’uranio, nella pechblenda, ma in quantità infinitesimale. Per ottenere alcuni milligrammi di radio, abbastanza puro da poter stabilire il suo peso atomico, è necessario trattare tonnellate di pechblenda. Maria lavora instancabilmente nel suo capannone/laboratorio; attinge da un sacco una ventina di chili di pechblenda per volta che versa in una bacinella di ghisa. Poi, mette la bacinella sul fuoco, scioglie, filtra, precipita, raccoglie, discioglie ancora, ottiene una soluzione, la travasa, la misura. E ricomincia. L’operazione di purificazione richiede l’utilizzazione di solfuro di idrogeno. È un gas tossico e nella rimessa non c’è cappa di aerazione. Inoltre se un granello di polvere o una particella di carbone cadessero in uno dei recipienti dove le soluzioni purificate cristallizzano, sarebbero giorni di lavoro perduti. Maria si dedica con accanimento a separare il radio dal bario con il metodo della cristallizzazione frazionata che ha ideato e messo a punto.

Il 28 marzo 1902 Maria annota sul suo quaderno nero:

RA = 225,93. Peso di un atomo di radio.

È la fine di un’avventura senza altri precedenti noti nella storia della scienza.

Nei salotti parigini non si parla d’altro che del radio. L’Accademia delle scienze apre ai Curie un credito di 20.000 franchi per “l’estrazione delle materie radioattive”. Ne nascerà una terapeutica, un’industria e una leggenda.

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