Accadde oggi, 21 Agosto: 1772, la Svezia, in controtendenza ritorna nella monarchia assoluta, progettando il suo futuro “isolato”! – 2006, la prima prova dell’esistenza della Materia Oscura, che costituisce quasi il 90% dell’Universo!

 

Non è vero che più sappiamo e più ci accorgiamo di non sapere!

E’ che scopriamo, da un parte quanto ancora c’è davanti a noi, dall’altra quanto eravamo ignoranti prima!

Ci siamo accorti che l’Universo che viviamo è per noi infinitamente grande.

Non sapevamo che la quasi totalità di questo infinito è fatto di una materia a noi oscura!

 

di Daniele Vanni

 

 

In cosmologia con materia oscura si definisce l’ipotetica componente di materia che non è direttamente osservabile, in quanto, diversamente dalla materia conosciuta, non emette radiazione elettromagnetica e si manifesta unicamente attraverso gli effetti gravitazionali.

E non è una cosa insignificante, se si stima che la materia oscura costituisca la grandissima parte, quasi il 90%, della massa presente nell’universo!

Inizialmente veniva indicata come “massa mancante”, nonostante effettivamente esista materia, in quanto sono osservabili gli effetti gravitazionali della sua massa. Tuttavia questa materia non emette alcuna radiazione elettromagnetica e non risulta pertanto individuabile dagli strumenti di analisi spettroscopica, da cui l’aggettivo “oscura”.

Il termine massa mancante può essere fuorviante, dato che non è la massa a mancare, ma solo la sua “luce”! O la nostra conoscenza!

Va precisato che il concetto di materia oscura ha senso all’interno dell’attuale modello standard della cosmologia basato sul Big Bang, per ragioni fondamentali: attraverso queste ipotesi, infatti, si riescono a spiegare la formazione di galassie e ammassi di galassie.

Nel 2008, grazie allo studio di diversi ricercatori, tra cui francesi e canadesi coordinati dall’Istituto di Astrofisica di Parigi, si ebbe la definitiva evidenza della presenza di materia oscura. Difatti, utilizzando il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope (Cfht), posto sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, gli studiosi osservarono migliaia di immagini per verificare la deviazione che la luce subiva nel suo viaggio cosmico, constatando che essa veniva deviata anche in punti dove non erano visibili masse. Fu grazie a queste osservazioni dei suoi effetti gravitazionali che, pur non visibile, si scoprì la materia oscura.

Il 21 agosto 2006, la NASA ha rilasciato un comunicato stampa secondo cui il telescopio Chandra avrebbe trovato prove dirette dell’esistenza della materia oscura nello scontro tra due ammassi di galassie.

All’inizio del 2007, gli astronomi del Cosmic Evolution Survey e Hubble Space Telescope, utilizzando le informazioni ottenute dal telescopio Hubble e da strumenti a terra, hanno tracciato una mappa della materia oscura rilevando che questa permea l’universo; ove si trova materia visibile deve essere presente anche grande quantità di materia oscura, ma questa è presente anche in zone dove non si trova materia visibile.

Il 3 aprile 2013, gli scienziati della NASA hanno riferito che una traccia di materia oscura potrebbe essere stata rilevata dalla Alpha Magnetic Spectrometer sulla Stazione Spaziale Internazionale

 

La massa mancante La storia ebbe inizio nel 1933 quando l’astronomo Fritz Zwickystava studiando il moto di ammassi di galassie lontani e di grande massa, nella fattispecie l’ammasso della Chioma e quello della Vergine. Zwicky stimò la massa di ogni galassia dell’ammasso basandosi sulla sua luminosità, e sommò tutte le masse galattiche per ottenere la massa totale dell’ammasso. Ottene poi una seconda stima indipendente della massa totale, basata sulla misura della dispersione delle velocità individuali delle galassie nell’ammasso. Con sua grande sorpresa, questa seconda stima di massa dinamica era 400 volte più grande della stima basata sulla luce delle galassie. Però fu solo negli anni Settanta che gli scienziati iniziarono ad esplorare questa discrepanza in modo sistematico. Fu in quel periodo che l’esistenza della materia oscura iniziò ad essere presa sul serio.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Svezia alla conquista dell’Europa, poi di una democrazia parlamentare, poi di una monarchia in beato isolamento

 

 

La cosa veramente “strana” occupandoci di storia è hce dopo la calata dei “barbari” ed il venir meno dell’Impero romano, la quasi totalità dei re, principi, per non parlare di vassalli conti, duchi, valvassori, baroni e tutta la sequela dei nobili, per la stragrande maggioranza fa capo a popolazioni germaniche di prima o seconda battuta. O tedeschi o franchi..che finiscono per formare il “sangue” di tutte o quasi le monarchie europee successive, dalla Francia alla Russia dall’Inghilterra a naturalmente Austria e Germania, risalendo anche a quelle scandinave, cioè a quelle terre dalle quali erano discesi i loro avi!!!

 

E per ritornare al 21 di Agosto che ricordiamo e commentiamo oggi, vediamo che in Svezia si era formata una dinastia tedesca, che comandava una terra potente, produttrice di ottimi acciai e cannoni che per un certo periodo guardò anche alla possibilità (come hanno fatto tutte le nazione europee, meno l’Italia, uscita dal Medioevo a pezzi, la Polonia, vaso di coccio fra vasi di ferro e le nazionalità balcaniche greche o di dipendenza austriaca , in perenne ballottaggio fra Asia, intesa come Arabi, Ottomani e fede musulmana ed Europa.

 

Carlo XII (Stoccolma, 17 giugno 1682 – Fredrikshald, 30 novembre 1718) fu re di Svezia dal 1697 al 1718.

 

Dal 1700 fino alla morte condusse le sue truppe, i cosiddetti “karoliner”, in guerra contro la Danimarca, la Russia e la Sassonia, senza più ritornare a Stoccolma.

 

Nel 1700, una triplice alleanza di Danimarca-Norvegia, Sassonia–Polonia-Lituania e Russia lanciò un attacco al protettorato svedese dell’Holstein-Gottorp ed alle province di Livonia e Ingria, cercando di demolire la potenza dell’impero svedese, sfruttando l’inesperienza del giovane sovrano. In questo modo ebbe inizio laGrande Guerra del Nord.

Guidando il formidabile esercito svedese contro l’alleanza, dal 1706 Carlo riuscì a mettere in crisi tutte le forze nemiche, ad eccezione, tanto per cambiare e Napoleone ed Hitler non furono mai capaci di studiare storia, che forse non serve per prendere ed esercitare il potere! della potente Russia!

 

La successiva azione di Carlo di invadere Mosca si concluse con una sconfitta dell’esercito svedese nelle battaglie di Poltava e di Perevolochna.

Il re trascorse quindi alcuni anni in esilio nell’Impero ottomano, prima di tornare (pervicace nell’errore, come solo sa esserlo l’essere umano!) ad attaccare la Norvegia, tentando ancora una volta di separare le forze danesi da quelle russe.

Due campagne fallimentari si conclusero poi con la morte dello stesso Carlo XII, durante l’assedio di Fredriksten nel 1718.

In quel tempo, gran parte dell’impero svedese era sotto occupazione militare, anche se la Svezia propriamente detta rimaneva stato sovrano. Questa situazione venne successivamente formalizzata e moderata dal trattato di Nystad, che vide non solo la fine dell’Impero svedesema anche della sua monarchia assoluta e della sua macchina da guerra così potente, dando vita all’età del governo parlamentare, tra le prime nazioni in Europa a raggiungere questa prospettiva sino alla salita al potere poi di Gustavo III che restaurerà a pieno il potere régio.

 

Gustavo III

 

Re di Svezia

In carica:    1771 – 1792

Predecessore:     Adolfo Federico

Successore:        Gustavo IV Adolfo

Nome completo:          Gustavo di Holstein-Gottorp

Altri titoli    Re dei Goti e dei Wendi

Granduca di Finlandia

Duca di Pomerania

Principe di Rügen

Signore di Wismar

Erede di Norvegia

Duca di Schleswig-Holstein, Stormarn e Dithmarschen

Conte di Oldenburg e Delmenhorst.

Nascita:     Stoccolma, 24 gennaio 1746

Morte:       Stoccolma, 29 marzo 1792

Luogo di sepoltura:      Chiesa di Riddarholmen, Stoccolma

Casa reale        Holstein-Gottorp

Padre:        Adolfo Federico di Svezia

Madre:               Luisa Ulrica di Prussia

Consorte:   Sofia Maddalena di Danimarca

Figli:  Gustavo Adolfo

Carlo Gustavo

 

 

Gustavo III di Svezia (Stoccolma, 24 gennaio 1746 – Stoccolma, 29 marzo 1792) fu re di Svezia dal 1771 alla propria morte nel 1792.

 

Tra i maggiori sovrani del suo tempo ed indubbiamente tra le più dotate figure di spicco della storia svedese, Gustavo III seppe reintrodurre in Svezia il concetto di un governo monarchico forte ed assolutistico che al paese era mancato dalla morte di Carlo XII nel 1718. Con un colpo di Stato, infatti, egli seppe porre fine all’Età della Libertà e promosse una campagna per rivalutare la figura e lo splendore della monarchia e dell’impero svedese, il tutto completato da una sempre maggiore relegazione del parlamento a compiti minoritari. Divenuto un despota illuminato, il suo utilizzo dei fondi pubblici in grandi somme portò a delle controversie sul suo governo.

 

I tentativi di sottomettere dapprima la Norvegia con l’aiuto della Russia e poi di riprendere le province del Baltico, conducendo una guerra contro lo zar, ricondusse in auge il mito della Svezia come grande potenza militare. Ammiratore di Voltaire, Gustavo III legalizzò il cattolicesimo e l’ebraismo nel suo regno e promosse riforme che avvantaggiarono il liberalismo economico oltre alle riforme sociali ed all’abolizione, in molti casi, della tortura e della pena capitale, sebbene permanesse una certa limitazione della libertà di stampa.

 

Sin dalle prime avvisaglie di rivolta in Francia, che preludevano alla Rivoluzione francese, Gustavo III si schierò col partito monarchico a sostegno del re Luigi XVI, offrendo alla sua controparte francese l’appoggio solidale di un compagno d’arme e di un alleato politico.

Venne assassinato da una cospirazione di nobili che inneggiavano al tirannicidio,anche se le vere motivazioni potevano essere anche altre di natura più privata.

 

Patrono delle arti e benefattore della letteratura, Gustavo III fondò diverse accademie tra cui l’Accademia Svedese, (quella che poi oggi distribuisce il Nobel, figlio della dinamite!) creando anche un costume nazionale e dando inizio alle operazioni per la costruzione di un teatro régio.

Nel 1772 fondò l’Ordine di Vasa come ricompensa per quanti si fossero distinti nello sviluppo dell’agricoltura, delle arti, delle scienze, delle tecnologie e del commercio.

 

A partire dal 1780 fu membro della massoneria.

 

 

La rivoluzione

 

Al suo ritorno in Svezia, Gustavo III tentò di mediare tra i partiti della madrepatria al fine di cercare un equilibrio che potesse consentirgli di attuare le sue riforme.

Il 21 giugno 1771, aprì la prima seduta del parlamento sotto il suo governo, con un discorso con toni forti: era la prima volta da più di un secolo che un re svedese aveva apostrofato in tal guisa il parlamento di Svezia. Egli aveva richiamato tutti i partiti a sacrificare la loro animosità per il bene comune della nazione ricordando loro che essi erano i “primi cittadini del popolo libero”. Venne così formato un comitato di salvaguardia che in un primo tempo sembrò non rendere risultati e poi invece finì per essere sentito come un atto punitivo.

 

Il successivo tentativo del partito dominante di ridurlo ad un roi fainéant (sovrano senza poteri), lo incoraggiò a considerare l’idea di una vera e propria rivoluzione. Sembrava ormai inevitabile che la Svezia dovesse soccombere nel grande “Sistema del Nord” auspicato dal vice-cancelliere russo conte Nikita Ivanovič Panin, il che nell’ottica dell’Impero Russo avrebbe portato alla degna conclusione degli antichi scontri tra le due nazioni, sottomettendo per sempre il regno svedese all’egemonia russa nei mari del nord. L’unico tentativo per evitare tutto questo sembrò a Gustavo III quello di intentare un colpo di Stato per preservare l’indipendenza della nazione.

 

Fu a questo punto che Gustavo III venne avvicinato da Jacob Magnus Sprengtporten, un nobiluomo finlandese che già si era scontrato coi partiti per l’idea di una rivoluzione. Egli prese possesso della fortezza di Sveaborg con un colpo di mano su invito segreto di Gustavo III per poi raggiungere il re ed i suoi amici presso Stoccolma. I complotti vennero quindi rafforzati da Johan Christopher Toll, anch’egli vittima dei contrasti coi partiti svedesi. Toll propose di sollevare una seconda rivolta nella provincia della Scania e di prendere possesso della fortezza di Kristianstad a sud. Dopo diversi dibattiti, alla fine, anche il suo progetto venne avallato segretamente dal re.

 

Carlo, il maggiore dei fratelli minori del re, venne quindi formalmente incaricato di mobilitare tutte le guarnigioni delle fortezze della Svezia meridionale per reprimere la rivolta a Kristianstad, ma quando giunse nei pressi delle fortezze stesse, si accomunò con i ribelli e marciò da sud verso la capitale con le nuove truppe del re. Questa stessa operazione rivoluzionaria venne sottoscritta dal finanziere Nicolas Beaujon, e dall’ambasciatore svedese in Francia, il conte Gustaf Philip Creutz.

 

Il 6 agosto 1772, Toll riuscì ad espugnare la fortezza di Kristianstad.

Il 16 agosto Sprengtporten ebbe successo nel prendere Sveaborg e quello stesso giorno il capo del partito conservatore, Ture Rudbeck, giunse a Stoccolma con notizie di nuove insurrezioni a sud e Gustavo stesso si trovò isolato nel bel mezzo dei suoi nemici. Sprengtporten era impegnato ancora in Finlandia e Toll era a diversi chilometri di distanza e comunque ancora molto tempo sarebbe passato nella presa della capitale e nell’attesa del loro aiuto il re si risolse a tergiversare le posizioni.

 

Egli decise quindi di muoversi in maniera diretta e precisa.

La sera del 18 agosto, tutti gli alti ufficiali di stanza alla corte ebbero il messaggio segreto di riunirsi nella grande piazza davanti all’arsenale per la mattina successiva.

Alle 10.00, del 19 agosto, Gustavo salì sul proprio cavallo e si recò verso l’arsenale, venendo raggiunto sulla strada da un folto stuolo di aderenti e prese il comando dei 200 ufficiali riuniti al suo comando. Dopo una consueta parata si recò nel palazzo dell’arsenale per esporre il proprio piano: “se mi seguirete” disse Gustavo III “così come i vostri antenati seguirono Gustavo Vasa e Gustavo Adolfo, io metterò con voi a repentaglio la mia stessa vita ed il mio sangue per voi e per la salvezza della nostra madrepatria!” e la risposta fu pronta: “Seguiremo il sacrificio di sangue e vita al fianco di Vostra Maestà”.

 

Nel frattempo, il Consiglio Privato ed il suo presidente, Rudbeck, erano stati arrestati e messi al sicuro dalla marina reale svedese.

A questo punto Gustavo compì un tour della città e venne ovunque ricevuto con folle entusiaste delle proprie azioni che lo acclamavano come il liberatore.

Venne composta per l’occasione una canzone da Carl Mikael Bellman dal titolo Gustafs skål.

 

La sera del 20 agosto gli araldi regi percorrevano ormai le strade della città proclamando che il mattino seguente gli Stati Generali sarebbero stati convocati a palazzo; ogni deputato assente sarebbe stato dichiarato nemico del paese e del re.

Il 21 agosto gli Stati vennero riuniti ed il re apparve nelle piene vesti regali prendendo sede sul proprio trono e pronunciando la sua famosa filippica che viene ancora vista come un pezzo grandioso dell’oratoria svedese con la quale evidenziò la nota poco patriottica e la venialità dei partiti politici:

 

« …si è dato luogo al disagio, il quale ha portato alla vendetta, la quale ha portato alla persecuzione, la quale ha portato a nuove rivoluzioni che infine hanno portato il paese in un periodo di malessere. L’ambizione sconsiderata di alcune persone e la loro fame di gloria hanno portato a seri danni in tutto il reame e molto sangue è stato versato da tutti i partiti, e l’unico risultato ottenuto è stata la sofferenza del popolo. Spesso le basi della loro potenza sono state gettate a costo della vita di molti cittadini e spesso ciò è stato raggiunto anche a spese dello stato stesso. Nei tempi in cui la legge era chiara ed inequivocabile, la legge è stata distorta e quando questo non fosse stato possibile essa è stata divelta. Niente è stato sacrificato per la popolazione e la supremazia del singolo è andata addirittura soverchiando il parlamento e la legge stessa. Questa eccessiva libertà, uno dei diritti fondamentali dell’uomo, si è trasformata in un inenarrabile dispotismo aristocratico nelle mani dei partiti di governo che hanno assoggettato tutte le istituzioni al loro volere… »

 

(Gustavo III di Svezia)

 

 

Venne pertanto varato in quell’occasione il processo per una nuova costituzione che venne accettata all’unanimità da tutti i partiti ed il parlamento venne sciolto.

 

La Svezia aveva perso l’Europa, ma conquistato il futuro che la fa, fino ad oggi, molto invidiata!

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