Accadde oggi, 20 Giugno: 451 d.C., l’ultima grande vittoria dei Romani

 

 

Fu l’ultima vera, grande vittoria per contrastare l’ormai inarrestabile calata dei Barbari!

Questa volta si trattava degli Unni di Attila, ma di qua e di là negli schieramenti erano presenti tante popolazioni che a turno insidiavano e avrebbero insidiato i confini dell’Impero, che venticinque anni dopo sarebbe crollato definitivamente.

 

 

 

 

di Daniele Vanni

 

 

La Battaglia deiCampi Catalaunici(o Catalauni, o anche Maurici), detta anche battaglia di Chalons, si svolse il 20 giugno 451 in una pianura della Gallia nei pressi dell’odierna Châlons-en-Champagne, capoluogo del dipartimento della Marna e della regione della Champagne-Ardenne, ad una trentina di km. a sud-ovest da Reims, ed un’ottantina di km a nord da Troyes, città romana (Augustobona Tricassis), di notevole importanza, in quanto al centro di numerose vie di comunicazione. Tra queste la Via Agrippa, che la collegava a nord con Reims, mentre a sud con Langres, (Andemantunnum) grande snodo per Treviri e Coloniae, o a sud per Losanna e Aosta. Altre vie romane collegavano Troyes con Poitiers, Autun e Orléans.

Forse il luogo esatto, potrebbe trovarsi nel comune di Vadenay, dove esiste un pianoro detto “Il Camposanto dei Demoni”, ma è tutto da indagare! Certo è che i “Romani” intercettarono Attila, che proveniente dalle sorgenti del Danubio, aveva preso sul Reno, Strasburgo, poi Worms, Magonza, Colonia, per poi oltrepassare il confine renano e nella Gallia prendere Tournay, Cambrai, Amiens, puntando su Parigi; mentre un’altra colonna di Unni, puntando sempre su Parigi e poi Orleans, aveva preso, seguendo la Mosella, Treviri, Metz,  per poi conquistare Reims. A questo punto le due orde unne si erano probabilmente riunite per paura dei Romani e furono sconfitte, forse mentre cercavano un rientro al di là del Reno, tra Senna e Mosella.

 

La vittoria romana ottenuta ai Campi Catalaunicinon fu certo decisiva. Come la stragrande maggioranza delle battaglie!

Certo, però, fu l’ultima grande vittoria dell’Impero Romano.

Ma ormai si trattava, almeno a vedere la composizione dei due eserciti, perlopiù, di una “cosa” fra Barbari!

Lo schieramento dei Romani, guidato dall’ultimo valoroso generale Ezio(insieme a Teodorico I dei Visigoti e Sangibano degli Alani), contava poco di romano, formato per lo più da barbari e affiancati da Visigoti, Alani, Franchi, Sassoni, Burgundi, Bagaudi.

Gli avversari, gli Unni di Attila, erano affiancati da Gepidi, Rugi, Ostrogoti, Sciri e Turingi, popolazioni sottomesse agli Unni e costretti a fornire contingenti militari. Oltre ad Attila, comandavano i propri reparti Valamiro (Ostrogoti) e Ardarico (Gepidi).

L’esercito romano contava 120 000 effettivi tra tutti gli alleati, Unni e “alleati” 150 000. Alla fine, i Romani persero circa 50 000 uomini, gli Unni, oltre 80 000.

Per di più Ezio non volle sfruttare la vittoria appieno, rinunciando a inseguire le forze unne in ritirata, nel timore che il loro annientamento avrebbe accresciuto troppo la forza degli alleati più potenti dei Romani, i Visigoti. Così frustrato nei suoi piani di saccheggio in Gallia, l’anno successivo Attila rivolse il suo esercito contro l’Italia.

Intorno all’anno 450 il controllo dei Romani sulla Gallia era divenuto quasi nominale, e numerose popolazioni germaniche avevano preso il controllo di intere regioni col consenso più o meno esplicito dell’autorità imperiale, che li aveva promossi al rango di foederati. La Gallia del nord, tra il Reno e la Marna, era sotto il controllo dei Franchi, in Aquitania si erano stabiliti i Visigoti, mentre i Burgundi occupavano la regione vicina alle Alpi.

Numerose furono le motivazioni che spinsero Attila a condurre gli Unni e i loro alleati nella spedizione in Gallia nel 451. Forse Attila fu spinto dal re dei Vandali Genserico a muovere guerra ai Visigoti, per via di una profonda rivalità esistente fra i due popoli e togliere così un prezioso alleato all’Impero romano.

Per di più Attila era stato umiliato perché intendeva sposarsi con Onoria, sorella dell’imperatore Valentiniano III, il che gli avrebbe permesso di inserirsi nell’asse ereditario dell’Impero romano d’Occidente; ma per gli stessi motivi la sua richiesta di matrimonio fu respinta da Valentiniano.

Ulteriore motivo, infine, fu l’ascesa al trono dell’Impero romano d’Oriente da parte di Marciano. Imperatore più deciso dei suoi predecessori a contrastare il potere unno nei Balcani, rifiutò il pagamento di qualsiasi tributo ad Attila, il quale pertanto decise di condurre il suo esercito, che aveva bisogno di fare bottino per mantenere la propria coesione, in una spedizione contro la Gallia, ritenendola un facile obiettivo.

Attila attraversò il Reno con il suo esercito nella primavera del 451, saccheggiando Divodurum (Metz) poi fu la volta di Reims. L’esercito di Attila raggiunse infine Aurelianum (l’odierna Orléans) in giugno. Forse Attila si aspettava un tradimento degli Alani che gli consegnassero la città, ma non   avvenne.

Nel frattempo, informato dell’invasione, il magister militum Ezio si era affrettato a rafforzare il suo esercito, composto di poche e sparse truppe ausiliarie, e quasi nessun soldato regolare. Dopo molti tentativi, riuscì a convincere ad unirsi ad Ezio non soltanto Teodorico, ma anche un buon numero di altri barbari presenti in Gallia. Quest’esercito, composto quindi da popolazioni diverse, si diresse quindi alla volta di Aurelianum, dove giunse presumibilmente il 14 giugno, salvando la città ridotta allo stremo e inseguendo gli Unni fino allo scontro del 20 giugno.

In una zona non ben conosciuta, ma non lontana da Reims.

 

 

 

 

 

 

Nei sarcofagi romani di quell’epoca, spesso ricorrevano le scene di battaglie contro i barbari

 

Sulla Colonna Traiana, i legionari mostrano teste dei nemici barbari sconfitti!

 

Ricostruzione di cavalieri Unni

 

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