Accadde Oggi, 2 Ottobre: 1928, nasce l’Opus Dei

Opus Dei! Un nome che come quello dei Gesuiti fa pensare ad oscure manovre a sette o peggio: “massonerie” cattoliche!

di Daniele Vanni

La Prelatura della Santa Croce e Opus Dei(in Latino: Praelatura Sanctae Crucis et Operis Dei), più conosciuta nella forma abbreviata Opus Dei (letteralmente, “Opera di Dio”),è una prelatura personale della Chiesa cattolica, l’unica esistente attualmente nell’ordinamento canonico.

Prelato (o presule, da ptaefectus, preferito per dignità, investito di particolari funzioni giurisdizionali (nel caso dell’Opus Dei, solo personali!) o presbitero, cioè il più anziono a cui affidare il governo della comunità). Quindi nel caso, seppur personale, i “prelati” dell’Opus Dei sono gli unici a cui, all’interno della Chiesa Cattolica, è permesso il matrimonio e la famiglia!

L’Opus Dei fu fondata il 2 ottobre 1928 da Josemaría Escrivá per «diffondere il messaggio che il lavoro e le circostanze ordinarie sono occasione di incontro con Dio e di servizio nei confronti degli altri, per il miglioramento della società».

Ha ottenuto lo status di prelatura personale in forza della costituzione apostolica Ut sit del 1982; è retta dagli Statuti emanati da Giovanni Paolo II nel 1982.

È retta dal prelato Fernando Ocáriz.

Succeduto a Escrivà – del Portillo – Echevarria…tutti, straordinariamente! spagnoli!La fondazione

Josemaría Escrivá de Balaguer (c’è chi lo ha malignamente tradotto: proiettile da guerra!) (1902-1975), sacerdote cattolico spagnolo, è il fondatore dell’Opus Dei.

Secondo quanto da lui stesso raccontato, il 2 ottobre 1928 durante un ritiro avrebbe avuto una ispirazione mistica e avrebbe compreso il compito della sua vita che Dio gli avrebbe affidato: far sì che i “cristiani inseriti nel tessuto connettivo della società civile – con la loro famiglia, gli amici, il lavoro professionale e le loro nobili aspirazioni – comprendano che la loro vita, così come è, può essere l’occasione di un incontro con Cristo, ed è pertanto una strada di santità e di apostolato”. Questa ispirazione contrastava con l’idea, all’epoca molto diffusa nel mondo cattolico, che per diventare santi bisognasse dedicarsi interamente a Dio, tramite l’appartenenza all’ordine sacro o allo stato religioso.

Il nome “Opus Dei” (Opera di Dio) fu scelto dal fondatore perché sintetizzava il concetto di santificazione del lavoro e al contempo chiariva che il lavoro dovesse essere offerto “a maggior gloria di Dio”.

Genesi 2,5 afferma che l’essere umano è fatto per lavorare e perciò Escrivá, respingendo il concetto della teologia medioevale, secondo il quale il lavoro è conseguenza del peccato originale, riteneva che fosse una via primaria per incontrare Dio.

Questo principio è stato fatto proprio dal Concilio Vaticano II e sintetizzato con l’espressione: «vocazione universale alla santità».

Fu chiaro a Escrivá, fin dall’inizio, che i membri dell’Opus Dei: “non agiscono in gruppo, ma individualmente, con libertà e responsabilità personali. L’Opus Dei non è quindi un’organizzazione chiusa”.Come molti detrattori sostengono, affermando che esistono aderenti noti e “logge” segrete!

I fedeli, proprio perché devono santificarsi nel mondo, collaborano sempre con tutte le persone con cui sono in contatto, attraverso il lavoro e la partecipazione alla vita civica”.

Il 14 febbraio 1930 segna l’inizio del ramo femminile dell’Opera.

Dopo il Concilio Vaticano II vi furono molte critiche all’Opus Dei riguardo al suo carattere ultraconservatore e reazionario.

L’accusa all’Opus Dei di avere la forma di una setta massonica (“massoneria bianca”) è stata ripresa per contestare l’appoggio alle dittature in Sudamerica ed in Spagna e l’influenza di idee di stampo fascista.

Si è parlato di molti scandali di cardinali vicini ai dittatori (e torturatori!) sudamericani e di quando hanno, prima smantellato e poi, addirittura personalmente! sostituito grandi e grandissimi personaggi e martiri della cosiddetta “Teologia della Liberazione”!

Nel 1997,don Giussaniaffermò, utilizzando una metafora, che i ciellini sarebbero i «balilla, gli irregolari che tirano le pietre», mentre quelli dell’Opus Dei «hanno i panzer: vanno avanti ben corazzati, con i cingoli, anche se li hanno rivestiti di gomma. Il rumore non si sente, ma ci sono, eccome. E ce ne renderemo conto sempre di più»[127].

Nel 1978, Indro Montanelliscrisse la seguente lettera all’allora papa Paolo VI: “Beatissimo Padre, ritengo che sia opportuno e utile per la Chiesa Cattolica e per la nostra società, bisognosa di modelli di vita esemplare, iniziare la causa di beatificazione di monsignor Josemarìa Escrivà de Balaguer. Conosco e stimo l’Opus Dei, da lui fondata e ritengo che la fama di santità che circonda la sua persona sia pienamente giustificata”[

 

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