Accadde Oggi, 2 Novembre: 1960, nella moralista e vittoriana Inghilterra esce lo scabroso “L’amante di Lady Chatterly”

 

Quando uscì la prima vera traduzione integrale in Italia, ci fu anche un’interrogazione parlamentare! Oggi si conoscono i veri contorni ed i protagonisti di questo celeberrimo cult della “trasgressione” …quando questa esisteva ancora!

di Daniele Vanni

Con tutto quello che succede oggi, ci sarebbe davvero da ridere!

Pensando alla censura, sì, sembra impossibile, ma fino a poco tempo fa, in questa Italia dove è possibile tutto ed il contrario di tutto esisteva una “censura” cioè organi statali, ma ne esisteva anche di clericali (e poi ne esisteva una sportiva, una a scuola, che era un istituto dove siandava per imparare e chi non imparava era giustamente bocciato e dove s’insegnava addirittura educazione civica, che oggi sembra roba da Marte!

Forse per un giovane d’oggi sarebbe addirittura inconcepibile: eppure solo nella data odierna il 2 Novembre, non di secoli fa, ma del 1960, cioè appena ieri l’altro! si concludeva la vicenda giudiziaria che aveva impedito, nell’Inghilterra. ancora vittoriana per moralità, per 32 anni, la pubblicazione di un romanzo come L’amante di Lady Chatterleyche oggi sembrerebbe un libretto per educande o collegiali: ma non ci sono più né le une, né le altre! E se andate ad un giovane a chiedere il termine, invariabilmente, non vi sa rispondere! Ma è così anche se chiedete non di Virgilio o di Omero, ma anche di Garibaldi!

Ma torniamo al libro (che tra poco sarà un oggetto sconosciuto! ma non fatevi fregare da quelli che dicono che l’hanno sostituito con il Web o con Wikipedia: questi signorini non hanno mai letto neppureun sito tutto intero e coloro che visitano un giornale on-line, oggi, non vi pernottano per più di 10 secondi di media!) Questo “libro” cioè un oggetto fatto di pagine da leggere e meditare, non è un capolavoro, ma certo ha delle belle pagine, di amore vero, carnale, che tanto avevano fatto parlare ed era stato scritto,  per di più: in Italia, nei pressi di Firenze, addirittura nel 1928!

In Italia, proprio a Firenze, era stato tradotto e stampato, ma in forma edulcorata e censurata! nel 1945.

Ma torniamo all’inizio della storia del romanzo, che è interessante soprattutto per l’esistenza reale, cioè la vita reale, vissuta e non romanzata, dello scrittore e dei principali protagonisti.

L’amante di Lady Chatterley(titolo originale inglese: Lady Chatterley’s Lover) è un romanzo di David Herbert Lawrence, scritto in Toscana in tre successive stesure tra il 1925 e il 1928 e pubblicato per la prima volta a Firenze. L’opera venne immediatamente tacciata di oscenità, a causa dei riferimenti espliciti di carattere sessuale e al fatto che in essa veniva descritta una relazione tra una donna della nobiltà, sposata con un baronetto paraplegico, ed un uomo appartenente alla working class. Il romanzo venne perciò messo al bando in tutta Europa e specialmente nell’Inghilterra del tempo, ancora dominata dalla morale vittoriana, tanto che, come abbiamo detto, sarà pubblicato in Gran Bretagna solo nel 1960.

Il romanzo ha scosso nel profondo, non solo la sensibilità di generazioni di lettori del ventesimo secolo, ma anche i pregiudizi sul piacere femminile e sulla virilità. A suscitare la disapprovazione dei benpensanti non fu la semplice descrizione degli amori della protagonista: la protagonista è il simbolo di un risveglio culturale e sociale che pervade l’Europa negli anni Venti, ed è un risveglio che non riguarda limitatamente l’universo femminile, ma certo forse quello che scandalizzò di più è questo protagonismo, vitale, che non apparteneva più ai soli uomini.

Lady Chatterley, infatti, eroina ribelle e rivoluzionaria suo malgrado, forse a causa delle sue esperienze giovanili, che la rendono inadeguata alla vita rigorosa di una signora dell’alta società, è spinta ad opporsi sia alle convenzioni imposte dalla sua posizione sociale, sia al potere maschile.

Lo squallore di un distretto industriale del nord dell’Inghilterra è la molla decisiva che le fa comprendere l’avvilimento della sua esistenza e cercare una vita migliore, fino a portare alle estreme conseguenze la sua storia d’amore e la sua rivolta contro la società.

La narrazione fu ispirata dal tradimento (voluto, cercato e addirittura organizzato, si è detto, dallo stesso marito?) della moglie di Lawrence, Frieda von Richthofen.

La vicenda, infatti, narra di una nobildonna, Lady Chatterley, che, sposata ad un uomo di nobile origine, ritornato paralizzato dalla Prima Guerra mondiale, si trova a dover assistere suo marito in una tenuta immersa nelle nebbiose Midlands inglesi, e lo tradisce con un guardiacaccia, dal quale forse vorrebbe un figlio.

Ma quali furono le vicende reali che mossero lo scrittore?

Verso la fine di marzo del 1912, incontrò Frieda von Richthofen, figlia del ricchissimo barone tedesco Friedrich, appartenente a una delle più importanti famiglie nobiliari germaniche (ad essa appartenevano uomini molto famosi, come il leggendario “Barone Rosso”, l’aviatore Manfred von Richthofen) e moglie del professore inglese Ernest Weekley.

A maggio dello stesso anno, i due fuggirono assieme (stavo per dire, visto il Barone Rosso: volarono!) in Germania, presso i suoi parenti in Metz. Nello stesso mese, lo scrittore faceva uscire il suo secondo romanzo, con un nome quantomai appropriato alla sua situazione: Il trasgressore.

Dopo la breve sosta in Germania, paese di provenienza di Frieda, con grande determinazione e un profondo desiderio di esplorare realtà non contaminate dall’industrializzazione, (!!) i due si diressero verso sud, attraverso un viaggio che li avrebbe portati sempre, e comunque, verso il sole. Quel sole di cui, con il passare degli anni, Lawrence sentirà una necessità crescente, diventando un mito, ma anche una fonte di energia vitale irrinunciabile, sia a livello interiore che fisico, soprattutto a causa della tubercolosi che ne minava la salute.

Il loro “peregrinare” li portò in Italia e nell’estate del 1912 furono a Riva Del Garda, che all’epoca era sotto la dominazione austriaca.

Fu in questo “paradiso”, come Lawrence stesso ebbe a definirlo, che egli terminò “Figli ed amanti”, scrisse “Crepuscolo in Italia” e cominciò “La ragazza perduta” e “The Sisters” (che diventò “The Rainbow” a Lerici, in Liguria, l’anno seguente) e “Donne innamorate” nel 1920.

Nel frattempo pubblicò, nel febbraio 1913 la sua prima raccolta di poesie, “Love Poems and Others” e a maggio il terzo romanzo, “Figli ed amanti”.

Il 13 luglio 1914, tornato in Inghilterra, sposò Frieda che, nel frattempo, aveva ottenuto il divorzio dal marito.

Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale soggiornò con la moglie in varie località inglesi, tra le quali la Cornovaglia, da dove la coppia venne espulsa nell’ottobre del 1917, per il pacifismo di lui e la nazionalità tedesca di lei.

Ritornò in Italia, nel novembre 1919 e soggiornò con la moglie in diverse località italiane tra cui Firenze, La Spezia, Spotorno, Picinisco, Ravello, Capri, Taormina, Cagliari e altri luoghi della Sardegna.

Dopo una breve parentesi tra Germania e Austria, nell’estate del 1921 tornò in Italia. In questo periodo vennero pubblicati altre sue opere tra le quali “La psicanalisi e l’inconscio” (maggio 1921);

Nel 1922, iniziò a tradurre le opere di Verga.

Il 26 febbraio 1922 si imbarcò con la moglie da Napoli per l’India. Soggiornò a Ceylon e ad aprile si recò in Australia, dove scrisse il suo ottavo romanzo, “Canguro”.

Proseguì il suo viaggio attraverso il Pacifico ad agosto, passando per Nuova Zelanda, le Isole Cook e Tahiti, approdando il 4 settembre a San Francisco.

Si trasferì poi nel 1923 in Messico, a Chapala dove iniziò quello che sarebbe stato il suo decimo romanzo, “Il serpente piumato”.

In agosto, a New York la moglie si imbarcò per l’Inghilterra, mentre egli si mise in viaggio per la California.

Nel frattempo, tra Los Angeles ed il Messico, terminò in ottobre il suo nono romanzo, “Il ragazzo nella boscaglia”. Poi a novembre, a Vera Cruz, s’imbarcò per tornare a Londra, dove si stabilì con Frieda.

Dopo essere stato a Parigi nel gennaio del 1924, ritornò in America e soggiornò prima nel Nuovo Messico e dalla metà di ottobre di nuovo in Messico, dove all’inizio del 1925 terminò la stesura de Il serpente piumato.

È in questo periodo che gli venne diagnosticata la tubercolosi. Tornò quindi in Europa cercando località, specialmente in Italia, con climi favorevoli alla sua condizione di salute.

Risiedette per un certo tempo a Spotorno dove si sviluppò la vicenda di cui parliamo e poi si trasferì nella Villa Mirenda a Scandicci, allora chiamata Casellina e Torri, nei pressi di Firenze.

Lì, si dedicò alla pittura, ma soprattutto vi scrisse il suo undicesimo romanzo “L’amante di Lady Chatterley”che verrà pubblicato in edizione privata nel 1928, ispirato sembra alla relazione della moglie Frieda von Richthofen con il tenente Angelo Ravagli (che sarà poi il suo terzo il suo futuro terzo marito!).

Scavando, non ci volle molto a capire che il focoso “guardia caccia” che inseguiva bucolicamente ed ancestralmente nudo “Lady Chatterley” non fosse che lui! Angelo Ravagli, vigoroso capitano italiano dei bersaglieri!Raggiunto da colleghi giornalisti, non fu mai ritroso e ammise non solo la “tresca” cioè l’ adulterio con Connie, ma anche i più intimi particolari, affermando candidamente che era stato consumato a Villa Bernarda di Spotorno, una costruzione rosa, a tre piani, che allo scrittore rammentava un vascello a tre ponti.

Qui Lawrence visse il suo dramma coniugale.

Sir Clifford, dunque, è lui; Connie, sua moglie, la bellissima Frieda von Richthofen; il guardacaccia «dal viso rosso e baffi rossi», che salutava «con un gesto rapido da soldato», Ravaglia, appunto!

“…ero maschio e non c’era donna che non subisse il mio fascino. Tutte cadevano ai miei piedi. Ho avuto, sì, molte donne. Mamma mia! Un sacco!” dice Ravaglia in una intervista, nel quale si permette di puntualizzare ed anche “spiegare” il celeberrimo romanzo! – “E ora lei sta per chiedermi com’era lui, lo scrittore… Una larva. Malaticcio. Scontroso. Antipatico. Quel suo povero corpo non aveva mai avuto niente di marziale, di atletico. Eppure si permetteva di giudicarmi un tipo da quattro soldi. Detestava la mia traboccante salute, la mia esuberante sensualità all’ italiana. Era geloso del mio coinvolgere le donne con la sicurezza del prestigiatore. Lo sa? Mi aspettava dietro gli angoli, per sibilarmi in faccia: “Sesso a buon mercato!…Io avevo trentaquattro anni, lo scrittore quaranta. Frieda più di quaranta: ancora molto bella, però, sul formoso. Di trascorsi amorosi ne aveva quasi quanto me. Assurdo che un’ameba d’ uomo s’ostinasse a tenersi accanto una femmina così, incendiabile col primo cerino, tanto più frustrata nei sensi. Ne avevo di fanatiche intorno, con corpi anche meglio, ma sa perché lei mi attraeva? Premetto che in guerra, come bersagliere ciclista che pedalava in sù, nelle montagne, ho avuto molte medaglie, insomma sono stato un eroe non solo in centinaia di letti. Frieda mi attraeva perché era cugina di Manfredo von Richthofen, l’ asso dell’ aviazione tedesca, il “Barone Rosso”, una leggenda, non si faceva che parlare di lui in trincea, prima e dopo i combattimenti…Come accadde, dice? Non pensi a Via col vento. Fu una settimana di delirio. Me la feci prima con la madre e poi con la figlia: Barbara, viziata e viziosa, in competizione con Frieda. Ma la madre era una tigre e andava forte. Possedendola, immaginavo di pilotare l’aereo del “Barone Rosso”, che aveva abbattuto ottanta velivoli. Facevamo l’ amore dovunque ci capitava, in mezzo agli ulivi, nella vigna, nel capanno della villa….».

Ah, dimenticavo! A parte l’edizione stampata in privato a Firenze, dove Lawrence era amico di grandi editori e tipografi fiorentini, la prima edizione italiana del 1945, vide tutti i termini scabrosi edulcorati e certi passi soppressi. Quando Mondadori tentò nel 1947, la prima vera traduzione integrale, ci fu persino un’interrogazione parlamentare!

Nei tanti adattamenti cinematografici il personaggio di Lady Chatterley è stato interpretato da:

Danielle Darrieux nella versione del 1955 diretta da Marc Allégret;

Sylvia Kristel nel remake del 1981 diretto da Just Jaeckin;

Malù nel film erotico italiano La storia di Lady Chatterley del 1989 di Lorenzo Onorati;

Joely Richardson nel film televisivo, uscito in forma ridotta anche al cinema, Lady Chatterley del 1993 di Ken Russell

Marina Hands nell’ultima versione del 2006 di Pascale Ferran.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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