Accadde oggi, 2 Luglio: Marconi brevetta nella “sua” Inghilterra, la “sua” radio!

 

 

Non bisogna pensare ai geni, agli inventori, come persone eccezionali che elaborano dal nulla. Certo si tratta di persone “speciali”, dotati di un’intelligenza non comune, ma come deve essere accaduto per il fuoco, la ruota, così nelle invenzioni moderne, si tratta, nelle grandi scoperte, di un processo dove in tanti hanno portato qualcosa, per raggiungere la metà. Ne è un esempio Marconi, che non avrebbe certo potuto realizzare la “radio” senza le scoperte fatte, precedentemente, da altri. E altri erano arrivati nello stesso tempo alle sue conclusioni. E forse anche prima!

Un nome? Tesla.

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Quando ascoltiamo la radio o vediamo la tv o anche facciamo quelle interminabili telefonate che caratterizzano tutti gli automobilisti italiani, non pensiamo certo a come tutto ciò possa avvenire!

E’ un po’ come quando prendiamo la patente di guida: le prime volte pensiamo alla frizione, alla marcia da mettere…poi dopo un pò di prudenza, tutto avviene da sé e andiamo via spericolati!

Così le generazione che ci hanno preceduto si accostavano alla radio, al telefono con un timore reverenziale, come fossero magie! Eppure anche oggi noi che ne siamo divoratori voraci, poco o niente sappiamo di onde elettromagnetiche, di sistema standard, di fotoni…

Meglio che per noi resti tutto un mistero!

Ci sono menti destinate a questo. Come Fabiola Gianotti che dirige il Cern, come Guglielmo Marconi, un italiano che forse viene ricordato, una volta tanto, al di sopra dei suoi meriti! Ci lamentiamo sempre delle scoperte di Leonardo poi usate da altri, del telefono di Meucci, del motore a scoppio di Barsanti e Matteucci, utilizzati industrialmente da altri e da altri paesi invece che l’Italia. Ecco, nel caso di Marconi, forse furbo, perché di madre inglese, c’è da ridimensionare un po’ l’aura di genio assoluto, ma non quella di saper sfruttare il suo  genio! Infatti, proprio in questa data, il 2 luglio del 1897, e proprio in Inghilterra, brevettavae faceva ”sua” la radio, che in verità, non nasceva dal nulla, ma altri avevano contribuito, e forse più di Marconi, a creare. Comunque un anno dopo, a Guglielmo Marconi veniva conferito il Premio Nobel.

C’erano state però diverse persone perlomeno altrettanto meritevoli. Intanto lo scozzese Maxwellche aveva elaborato per primo una moderna teoria delle onde elettromagnetiche, addirittura nel 1864, quando elaborò le equazioni di Maxwell, prefigurando giustamente che anche la luce potesse essere un tipo di onda. E per primo, assieme all’inglese Faraday(quello della dinamo, dei motori elettrici e di cento altre invenzioni, qualcuna contestata con Italiani!) ipotizzò che segnali elettrici potessero essere inviati attraverso l’aria! Hertz, tedesco, e morto prematuramente, altrimenti per Marconi sarebbe stato un guaio, che per primo dimostrò l’esistenza delle onde elettromagnetiche con un apparato di sua costruzione, il dipolo hertziano, in grado di emettere onde radio. In suo onore, nel sistema internazionale la frequenza è misurata in hertz.

Temistocle Calzecchi Onesti, laureatosi a Pisa, inventore del coesore, al cui sviluppo contribuirono successivamente vari ricercatori, tra cui Sir Oliver Lodgeed il francese Edouard Branly, che lo elaborarono in un “sintonizzatore” (nel 1889, praticamente una radio capace di captare onde herziane con un’emittente capace di inviarle anche se a breve distanza) poi comprato intelligentemente e usato da Guglielmo Marconi!

Nel contempo, il russo Aleksandr Stepanovič Popoventrava in polemica con il genio italo-inglese, perché sosteneva di aver sperimentato già da tempo un sistema del tutto simile a quello di Marconi!

Poi il genio pazzoide di Nikola Tesla! Il serbo (ma per altri croato) che proprio per la sua scelleratezza, un misto di genialità e vera pazzia, è difficile da inquadrare, ma è certo che già nel 1891, tenne conferenze e pubbliche dimostrazioni di trasmissioni radio. Ufficializzate nel 1893 con una vera e propria radio senza fili (anche se le potenzialità di questa, forse troppo precorritrice dei tempi) sarebbe stata utilizzabile solo con le valvole termoioniche e triodi, inventati una ventina di anni dopo!

Lui ebbe uno scontro con un italiano, non pratico come Marconi, Galileo Ferraris, con il quale contese a lungo l’invenzione del motore a corrente alternata.

Nel 1912, Tesla venne candidato al Premio Nobel per la fisica. Egli lo rifiutò, offeso per non averlo ricevuto nel 1909 al posto di Guglielmo Marconi, che invece lo aveva ben accettato, anche se condiviso con il tedesco Karl Ferdinand Braun, che era giunto agli stessi traguardi di Marconi e forse anche qualcosa di più e che fu l’inventore del tubo catodico che permise la tv!

Quello che è certo, al di là della capacità di saper sfruttare o meno le proprie o le altrui scoperte, è che il celeberrimo esperimento in cui Marconi lancia un segnale a distanza ed il suo contadino spara con il fucile in aria, per confermare che il segnale è stato ricevuto, avvenne a Sasso Marconi (nella collina dietro Villa Griffone)l’8 dicembre 1895.

Nikola Tesla, all’inizio del 1895, aveva trasmesso un segnale a West Point, ad oltre 50 km di distanza!

Aleksandr Popov aveva realizzato un ricevitore di onde radio nel maggio dello stesso anno!

Nel 1943, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti riconosce a Nikola Tesla la paternità del brevetto della radio.

 

 

 

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