Accadde Oggi, 2 Gennaio: 366, gli Alemanni attraversano il Reno gelato e invadono l’Impero Romano

 

 

Un’invasione dopo l’altra, i popoli nordici (che già da tre secoli costituivano il nerbo dell’esercito di Roma) logorano il confine e l’impero romano

 

 

di Daniele Vanni

 

Le invasioni delle tribù germaniche di Frisi, Sassoni, Franchi, Alemanni, Burgundi, Marcomanni, Quadi, Lugi, Vandali, Iutungi, Gepidi e Goti, le tribù daciche dei Carpi, quelle sarmatiche di Iazigi, Roxolani ed Alani, oltre a Bastarni, Sciti, Borani, Eruli ed Unni (lungo i fiumi Reno-Danubio ed il Mar Nero),(iniziate nel 166, quando i Quadi e i Marcomanni invasero l’Impero romano e giunsero ad Aquileia, dove vennero fermati da Marco Aurelio) a partire dalla seconda metà del IV secolo, si trasformarono da semplici scorrerie in vere e proprie migrazioni di intere popolazioni, che da nomadi divennero sedentarie, una volta conquistata un’area nel territorio dell’impero.

Il fenomeno, a volte indicato anche con il termine tedesco Völkerwanderung (“migrazioni di popoli”), si conclude sostanzialmente con la formazione dei Regni latino-germanici (o “romano-barbarici”) dalla disgregazione dell’Impero romano d’Occidente, la fine definitiva del cosiddetto Mondo Classico (o evo antico) e l’entrata dell’Europa nell’alto Medioevo, avvenimenti tradizionalmente collocati nel periodo della tarda antichità.

Alla morte di Antonino Pio, l’Impero Romano, ormai in pace da lungo tempo, subì una serie di attacchi contemporanei lungo molti dei suoi fronti. I Pitti nella Scozia premevano contro il vallo di Antonino, la Spagna subiva le continue scorrerie dei pirati Mauri, mentre in Germania, tra l’alto Danubio ed il Reno, i Catti e i Cauci penetravano oltre le frontiere e lungo le coste, invadendo la Gallia Belgica e gli Agri Decumates. Il nuovo sovrano partico Vologese III, divenuto re nel 148, occupava l’Armenia, ponendo sul suo trono il fratello Pacoro, per poi invadere la vicina provincia romana di Siria (161).

Nel II secolo d.C., all’interno e ai margini della massa germanica si erano verificati, infatti, movimenti e mescolanze di popoli, capaci di indurre trasformazioni di natura politica, con l’avvento di un fenomeno nuovo tra i Germani: interi popoli (come Marcomanni, Quadi e Naristi, Vandali, Cotini, Iazigi, Buri ecc.), sotto la pressione dei Germani orientali[1] (su tutti i Goti), furono costretti a ristrutturarsi e ad organizzarsi in sistemi sociali più robusti e permanenti, ovvero si raggrupparono in coalizioni (“confederazioni”) di natura più che altro militare, con la conseguenza che il limes renano-danubiano finì per essere sottoposto a una maggiore pressione. Tale trasformazione fu anche, se non soprattutto, indotta dalla vicinanza e dal confronto con la civiltà imperiale romana, con le sue ricchezze, la sua lingua, le sue armi, la sua organizzazione. Dunque, alle tribù germaniche guerriere con capi eletti democraticamente tipiche dei secoli precedenti, subentrarono coalizioni (come quella degli Alemanni, dei Franchi, etc.) rette da un’aristocrazia guerriera, prefigurazione della futura nobiltà feudale. Alla fine la pressione violenta di altri popoli migranti (Goti, Vandali, Sarmati) finì per costringere queste confederazioni di popoli confinanti con l’Impero Romano a decidere di dare l’assalto direttamente alle province renano-danubiane, all’inizio per semplici fini di saccheggio e bottino (III secolo d.C.), dalla metà del IV secolo in poi invece con lo scopo di stabilirsi all’interno dei territori dell’Impero romano d’Occidente.

I primi a muoversi, come abbiamo visto, furono i Quadi e i Marcomanni, poi fu un continuo, che si può riassumere in quattro fasi: Prima, Guerre marcomanniche (166-189) – Seconda fase, invasioni del III° sec. (212- 305) – Terza, invasioni del IV° sec. (305 – 399) – Quarta fase, invasioni del V° sec. (400 – 476).

 

Alemanni

 

Gli Alemanni, anche conosciuti come Allemanni o Alamanni, (o Suebi o Svevi) erano originariamente un’alleanza di tribù germaniche (tra le quali: Catti, Naristi, Ermunduri, Iutungi e parte dei Semnoni e moltissimi altri)stanziate attorno alla parte superiore del fiume Meno, in una regione che oggi è posizionata nel sud-ovest della Germania.

 

Origini

 

Una delle prime testimonianze dell’esistenza di questo insieme di popoli è il cognomen Alamannicus assunto dall’imperatore Caracalla (che regnò dal 211 al 217), che celebrò tramite esso la loro sconfitta per sua mano.

La natura dell’alleanza e le precedenti affiliazioni tribali rimangono assai poco conosciute, anche se la base era comunque di tipo aggressivo, essendosi susseguiti numerosi attacchi alle province della Germania Superior.

Si ritiene abbiano assunto come modello del loro agire i Franchi, la prima alleanza di tribù germaniche, che aveva fermato la penetrazione romana sul basso Reno prima di invadere la provincia della Germania inferiore.

Dal I secolo, il Reno era diventato il confine naturale che separava la Gallia romana dalle regioni germaniche: tribù germaniche, celti e tribù miste di queste due componenti etniche si erano stabilite in queste zone.

I Romani divisero questi territori in due distretti: Germania superiore e Germania inferiore, situate rispettivamente lungo l’alto e il basso Reno: la Germania Superior includeva le regioni che si trovavano tra l’alto corso del Reno e l’alto corso del Danubio, chiamata anche Agri Decumates, un’espressione di incerta origine tradotta da alcuni storici come i “dieci cantoni”: quello che volesse realmente significare è tuttavia tuttora oscuro. Anche se richiama, e ci sarebbe molto da riflettere, il nome moderno della Svizzera.

Il confine fortificato della Germania Superior con i territori non controllati dall’impero fu chiamato Limes Germanicus.

Le bande di Alemanni superarono frequentemente questo confine, penetrando la Germania Superior e gli Agri Decumates e occupando l’Alsazia, la Svizzera settentrionale e parti della Baviera e dell’Austria, regioni precedentemente occupate da tribù celtiche che erano sottomesse alla giurisdizione romana.

Furono popolazioni sempre ostiche al potere imperiale, tanto che la fama di Proculo, usurpatore del trono imperiale nel 280, derivò dai suoi successi contro queste tribù.

 

Il nome

Come indicato dallo storico romano del terzo secolo Asinio Quadratoil loro nome significa “tutti gli uomini” e sta a indicare il loro eterogeneo conglomerato tribale, e questo fu il nome che si è consolidato nella storiografia nel corso dei secoli.

Tuttavia, come ci è stato tramandato dal monaco dell’abbazia di San Gallo Valafrido Strabone, che scrisse nel nono secolo, le popolazioni del nord della Svizzera e delle regioni confinanti, che gli stranieri chiamavano Alemanni, chiamavano loro stessi Suebi o Svevi

 

Prima menzione

Il primo documento in cui gli Alemanni vennero menzionati fu la descrizione della campagna di Caracalla del 213, compilata dallo storico Cassio Dione Cocceiano: al tempo gli Alemanni occupavano il bacino del Meno a sud del territorio popolato dalla tribù dei Catti. Dione ritrae gli Alemanni come vittime del suo sanguinario imperatore:secondo lo storico, Caracalla, chiamato in aiuto dagli stessi Alemanni, approfittò della loro debolezza per colonizzare il loro territorio, cambiare il nome dei loro insediamenti e uccidere i loro guerrieri più valorosi. Quando l’imperatore cadde ammalato, gli Alamanni rivendicarono di aver lanciato su di lui una maledizione: Caracalla si dice, contrastò questa influenza malvagia, chiamando in aiuto gli spiriti dei suoi antenati. In risposta al loro maleficio l’imperatore inviò loro contro la Legio II Traiana Fortis che li sconfisse e che fu per questo chiamata Germanica.

 

Storia successiva

 

Vinti da Caracalla sul Meno, arrivarono ad attaccare insieme ai Goti l’Italia del Nord nel 268, quando furono sconfitti sul lago Benacus (l’odierno lago di Garda).

Vennero sconfitti nuovamente da Probo (277) e successivamente dall’imperatore Giuliano nella battaglia di Strasburgo (357).

Nel III e IV secolo vi fu ancora una distinzione tra gli Alemanni e Svevi o Suebi, con la sconfitta di questi popoli da parte di Clodoveo I, una prima volta nel 476/477, e una seconda volta nel 506 con l’uccisione del rex Alamannorum.

Da questo momento persero alcuni territori con le relative popolazioni che appunto andarono a formare il nucleo della Svevia. Pur non costituendo più, da questo momento, un’entità politica, la loro importanza etnografica all’interno delle politiche dei Franchi e degli Ostrogoti rimase importante.

 Dopo l’uccisione del loro re, tentarono un’alleanza con gli Ostrogoti. S’insediarono sotto la protezione dei Goti parte nel nord Italia e parte nella regione tra il Lago di Costanza e il tratto alpino del Reno. Nel 537 il re Vitige cedette ai Franchi l’Alemannia gotica e da questo momento esse fece stabilmente parte del regno dei Franchi, occupando in seguito buona parte dell’altopiano svizzero e varie regioni dell’arco alpino.

Al VI secolo risale la loro conversione al cristianesimo, ad opera principalmente di Colombano di Bobbio.

Gli stati germanici, formatisi dalla confederazione alemannica, ricevettero durante il lento processo di disgregazione dell’Impero Romano il nome di Alemannia.

Questa regione, dopo la caduta di Roma verrà occupata dai Franchi.

 

 

Battaglie contro i Romani

 

260 – Battaglia di Milano – I Romani di Gallieno battono 300.000 Alemanni.

268 – Battaglia del lago Benaco – I Romani sotto Claudio II sconfiggono gli Alemanni.

271 –

Battaglia di Piacenza – L’imperatore Aureliano è sconfitto dalle forze alemanne che invadono la penisola italiana.

Battaglia di Fano – Aureliano sconfigge gli Alemanni, che iniziano a ritirarsi dall’Italia.

Battaglia di Pavia – Aureliano distrugge l’esercito alemanno in ritirata.

298 –

Battaglia di Lingones – Il Cesare Costanzo Cloro sconfigge gli Alemanni.

Battaglia di Vindonissa – Costanzo sconfigge nuovamente gli Alemanni.

356 – Battaglia di Reims – Il Cesare Giuliano è sconfitto dagli Alemanni

357 – Battaglia di Strasburgo – Giuliano espelle gli Alemanni dalla Valle del Reno

368 – Battaglia di Solicinium – I Romani, sotto l’imperatore Valentiniano I, sconfiggono un’altra incursione alemanna.

378 – Battaglia di Argentovaria – L’imperatore Graziano è vittorioso sugli Alemanni.

 

Linguaggio

 

Il tedesco parlato nei territori dove erano stanziati gli Alemanni è chiamato tedesco alemanno ed è considerato un sottogruppo del linguaggio alto tedesco antico (Althochdeutsch), di cui le iscrizioni runiche alemanne sono considerate le più antiche testimonianze.

Questa derivazione della lingua tedesca infatti è stata originata nel V secolo in Alemannia e presso i longobardi: prima di allora le tribù Alemanne non parlavano questo tipo di dialetto, ma uno solo leggermente differente da quello parlato dalle altre tribù germaniche oltre i confini romani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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