Accadde oggi, 19 Settembre: 1137, Saladino pone l’assedio alla Gerusalemme cristiana

di Daniele Vanni

Il suo nome era Yosuf, che a noi suonerebbe come: Giuseppe.

La sua etnia, quella curda, quelle decine di milioni di persone che ancora oggi non hanno una nazione propria. Schiacciati dai popoli musulmani, religione alla quale pure hanno aderito in massa.

Agli europei medioevali il suo nome faceva terrore. In Italia, molto dopo, era notissimo, come “il feroce”, ma per via di una figurina da collezione introvabile!

Questa era abbinata ad un concorso a premi iniziativa che ha sempre smosso le masse italiche!

Naturalmente stiamo parlando del concorso a premi, lanciato dalla Perugina e da Buitoni, con il premio per chi ne avesse riempiti ben 150 di una Fiat Topolino!

Siamo nel 1937 e parliamo naturalmente del “Feroce Saladino”, reso introvabile ad arte da una strategia commerciale che stimolò addirittura la stampa di falsi delle figurine litografate a colori da raccogliere in album, disegnate dal fumettista Angelo Bioletto.

Nato nel 1137 (otto secoli esatti prima della caricatura del fumettista italiano) Saldino,tutt’altro che feroce, anche nel confronto dei Cristiani, sovrano e condottiero curdo, sultano d’Egitto, Siria, Yemen e Hijaz, dal 1174 alla sua morte, col laqab di al-Malik al-Nāṣir (“il sovrano vittorioso“) che fonderà la dinastia degli Ayyubidi, è annoverato tra i più grandi strateghi di tutti i tempi.

Musulmano sunnita, di origine curda, Saladino ha rappresentato l’opposizione musulmana alle crociate europee nel Levante. Al culmine del suo potere, il suo sultanato incluse Egitto, Siria, Mesopotamia, Hijaz, Yemen e altre parti del Nordafrica.

Inviato presso i Fatimidi egiziani dal suo signore zengide Nūr al-Dīn Zengī nel 1163, Saladino scalò presto i ranghi del governo fatimide, diventando loro visir, anche in virtù dei suoi successi militari contro gli assalti dei crociati nel territorio egiziano e la sua intimità con l’Imam fatimide al-ʿĀḍid.

Quando lo zio di Saladino Shīrkūh morì nel 1169, al-ʿĀḍid nominò Saladino visir: evento non tanto straordinario quello di nominare visir un sunnita, vista la consuetudine fatimide di nominare non occasionalmente anche cristiani o ebrei alla guida dell’Imamato sciita ismailita. Durante il suo mandato come visir, Saladino cominciò a minare l’istituzione fatimide e dopo la morte di al-ʿĀḍid nel 1171 assunse il governo in nome del suo signore zengide, proclamando la fedeltà dei territori già fatimidi al califfato di Baghdad. Negli anni successivi, condusse incursioni contro i crociati in Palestina, ordinò la fortunata campagna di conquista dello Yemen e scongiurò ribellioni pro-fatimidi in Egitto.

Non molto tempo dopo la morte di Nūr al-Dīn nel 1174, Saladino avviò la conquista della Siria, entrando pacificamente a Damasco su richiesta del sovrano buyide della città. Entro la metà del 1175, Saladino aveva conquistato Ḥamā e Homs, attirandosi l’ostilità dei vari zengidi, per nulla favorevoli all’ascesa del loro antico vassallo. Saladino sconfisse però l’esercito zengide in battaglia e fu successivamente proclamato “Sultano di Egitto e Siria” dal califfo abbaside al-Mustaḍīʾ. Portò a termine ulteriori conquiste nel nord della Siria e della Jazira, sfuggendo a due attentati alla sua vita perpetrati dagli Assassini, prima di tornare in Egitto nel 1177 per affrontare problemi interni al suo regno. Nel 1182, Saladino consolidò la conquista della Siria con la cattura di Aleppo, anche se non riuscì a conquistare la roccaforte zengide di Mosul.

Sotto la guida personale di Saladino, l’esercito ayyubide sconfisse i crociati nella decisiva battaglia di Ḥattīn nel 1187, aprendo la strada alla riconquista musulmana della Palestina dai crociati, che vi si erano insediati 88 anni prima. Anche se il Regno di Gerusalemme, come regno crociato, avrebbe continuato ad esistere per un periodo prolungato, la sconfitta subita ad Ḥattīn segnò una svolta nel suo conflitto con i poteri musulmani della regione.

Saladino entrò trionfante nella città il 2 ottobre 1187. Ai Crociati rimase solo il controllo di Tiro, Tripoli ed Antiochia, che pure Saladino attaccò nel 1188, ma senza successo.

Saladino è diventato una figura di spicco nella cultura musulmana, araba, turca e curda.

Nel 1193 morì a Damasco, dopo aver devoluto gran parte della sua ricchezza ai suoi sudditi.

Cosa che mai fecero re e sovrani cristiani!

 

 

 

 

 

 

 

 

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