ACCADDE OGGI – 19 Ottobre 439, i Vandali conquistano Cartagine (poi saccheggeranno Roma!)

 

Un 18 di ottobre, quello del 202 a.C., Cartagine aveva visto, a qualche decina di chilometri dal suo porto, nell’interno dell’attuale Tunisia, la battaglia che segnava la sua fine: quella di Zama.

Era un 19 ottobre, quello del 439 d.C. quando le sue antiche mura venivano violate un esercito ed una popolazione venuta da lontanissimo, addirittura dalla Scandinavia!

I Vandali (Wandili) erano infatti una popolazione germanica orientale come i Burgundi, i Goti, ed i Longobardi, che come questi era calata dalle isole scandinave e del Baltico. Dopo una prima migrazione nei territori dell’attuale Polonia (tra il bacino dell’Oder e della Vistola), sotto la pressione di altre tribù germaniche, si spostarono più a sud, dove combatterono e sottomisero la popolazione celtica dei Boi. Si stanziarono quindi nei territori dell’attuale Slesia e Boemia, creando una federazione di tribù comprendente Burgundi, Rugi e Silingi, detta dei Lugi (compagni).

In perenne contrasto con i Goti, attorno al 400, lasciarono la Pannonia, spinti dall’avanzata delle orde unne. Si diressero verso il Reno, si scontrarono con i Franchi,lo oltrepassarono. Ad essi si unirono tante altre famose tribù germaniche. Devastarono la Gallia e nel 409 superarono i Pirenei per invadere la penisola iberica.n Qui si fusero con i Romani divenendone federati e forse si accordarono con qualche governatore che si voleva staccare da Roma per creare uno stato indipendente. Primi vagiti di Spagna e Portogallo!

Dopo qualche anno furono attaccati e decimati da un esercito di Visigoti che i Romani usarono per mettere, come spesso facevano, unpopolo barbaro contr l’altro, per mantenere il potere: in questo caso si trattava di due popoli germanici assai affini tra di loro!

Nella nuova loro terra i Vandali divennero ance esperti marinai e si dettero alla pirateria, infestando Baleari e la parte occidentale del Mediterraneo. Da questa nuovo loro capacità, sotto la pressione di Romani e Visigoti, venne loro l’idea di invadere e spostarsi nell’Africa mediterranea.

Nel 429 Genserico guidò il suo popolo (circa 80.000 persone, di cui 15.000 in armi) nell’Africa, richiamatovi dalla situazione di caos venutosi a creare per la rivolta dei Mauri, che l’autorità imperiale non riusciva a controllare e forse chiamato dal generale romano Bonifacio caduto in sospetto presso la corte romana.

Portata a termine la traversata (di circa 15 km) i Vandali si riversarono in Mauretania (l’odierno Marocco e l’attuale Algeria nordoccidentale), dove conquistarono Caesarea (l’attuale Cherchel, vicino ad Algeri) e l’attraversarono tutta. Giunti in Numidia Cirtensis o Cirtana (l’odierna Algeria orientale), sconfissero i Romani, e la conquistarono, nel 430. I Romani si erano però asserragliati nelle città, in particolare a Cirta ed Ippona; Bonifacio si era chiuso in Ippona, cui i Vandali posero l’assedio (durante l’assedio, il 28 agosto 430, morì sant’Agostino), ma, mancando di tecniche e di macchinari, non riuscirono in un primo momento a prenderla; riuscirono però a sconfiggere un contingente militare mandato da Roma, costringendo Bonifacio a rinchiudersi nuovamente a Ippona, che, finalmente cadde e fu conquistata dai Vandali di Genserico.

Dato che Bonifacio era stato richiamato in Italia (432), Genserico invase la Numidia proconsolare (le province di Zeugitana e di Byzacena), ma la guerra cominciava a pesare perché i Vandali avevano subito molte perdite, per cui furono intavolate trattative e l’imperatore Valentiniano III riconobbe i Vandali al servizio dell’impero romano, come foederati, per il proconsolato di Numidia Cirtana, con capitale Ippona, senza la cessione formale di alcun territorio.

Genserico cominciò a comportarsi come un sovrano autonomo, destituendo sacerdoti ortodossi, che si opponevano all’arianesimo dei Vandali che, dal 437, cominciarono ad esercitare la pirateria; pirati vandali, unitisi ai pirati berberi, in quell’anno, razziarono le coste siciliane.

Genseric sacking Rome(1)

Genseric sacking Rome

Il 19 ottobre 439 conquistarono Cartagine, senza colpo ferire; ci fu saccheggio con atti di violenza, ma, stando alle cronache dell’epoca, nessun edificio fu deliberatamente distrutto o danneggiato; il clero cattolico e la nobiltà vissero il dramma della schiavitù o dell’esilio e tutte le proprietà ecclesiastiche vennero trasferite al clero ariano.

Essendosi impadroniti di una parte della flotta navale romana d’Occidente, ormeggiata nel porto di Cartagine, nel 440, organizzarono incursioni in tutto il Mar Mediterraneo, soprattutto in Sicilia e Sardegna, i due granai dell’Impero d’Occidente, Corsica e le isole Baleari.

L’imperatore d’occidente Valentiniano III, nel 442, venne a patti con Genserico riconoscendo ai Vandali l’indipendenza e la sovranità sulle terre e sui popoli da loro conquistati, cioè la Numidia Cirtensis, la Zeugitana e la Byzacena (l’insieme delle tre costituisce l’Algeria orientale e la Tunisia attuali). In cambio i Romani ottenevano la restituzione delle Mauritanie e della parte di Numidia occupata dai Vandali nel 435. In questo modo fu raggiunta la pace.

Questo trattato segnò la fine delle migrazioni del popolo vandalo, che si stabilì nelle ricche terre della Zeugitana, costringendo i precedenti proprietari o a trasferirsi in altre località o a lavorare per i nuovi padroni in posizione subordinata. La stessa sorte toccò anche ai sacerdoti ortodossi che risiedevano nelle zone della cosiddetta “assegnazione vandalica”.

Cartagine divenne la capitale del regno vandalo e Genserico approvò una nuova datazione che partiva dal 19 ottobre 439, data della presa di Cartagine. Per i successivi trent’anni, i Vandali compirono scorrerie nel Mediterraneo.

Nel 455 l’Imperatore d’Occidente Valentiniano III fu assassinato in una congiura ordita da Petronio Massimo, che fu eletto imperatore.

Nel 455 il re vandalo Genserico salpò con la sua potente flotta da Cartagine, risalì il Tevere ed infine saccheggiò Roma.

Il sacco di Roma dei Vandali avvenne il 2 giugno del 455: era il terzo in ordine cronologico dopo quello del 390 a.C. ad opera dei Galli e quello avvenuto nel 410 ad opera dei Visigoti, ma questo simbolicamente partiva da Cartagine, che era stata la grande nemica di Roma, che ora era accomunata nella sorte dallo strapotere dei barbari germanici!

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