Busto di Nerva

Accadde Oggi, 18 Settembre: 96, Nerva diviene Imperatore di Roma:

Sarà il primo, nel Principato adottivo, ultimo imperatore “italiano”: già il senato è infarcito di uomini che vengono “dall’estero”…fra poco Roma non sarà più l’ombelico del mondo!

di Daniele Vanni

Marco Cocceio Nerva Cesare Augusto(in latino: Marcus Cocceius Nerva Caesar Augustus; nelle epigrafi:

IMP•NERVA•CAES•AVG•PONT•MAX•TR•POT

Narni, 8 novembre 30 – Roma, 27 gennaio 98), meglio conosciuto semplicemente come Nerva, è stato un imperatore romano, primo degli imperatori adottivi, regnante dal 18 settembre 96 fino alla sua morte avvenuta nel 98.

Biografia

Origini familiari

Nacque presso l’antica colonia romana di Narnia, l’odierna Narni (in provincia di Terni), figlio di Cocceio Nerva, famoso giureconsulto, e di Sergia Plautilla, figlia a sua volta del console Popilio Lena.

Aveva un fratello, Gaio Cocceio Nerva.

Molto amico di Vespasiano, ne fu nominato generale e governatore della provincia Mauritania.

Fu l’ultimo imperatore italico sia di nascita che di famiglia.

Nerva non aveva seguito l’usuale carriera amministrativa (il cursus honorum), anche se era stato console durante l’impero di Vespasiano nel 71 e con Domiziano nel 90.

Ascesa al potere

Quando fu organizzata la congiura contro Domiziano, Nerva acconsentì a divenirne il successore. Egli era molto stimato come anziano senatore edera noto come persona mite e accorta.

Alla morte di Domiziano, Nerva fu acclamato imperatore in Senato da tutte le classi concordi sul suo nome.

Durante il suo regno, brevema significativo, apportò un grande cambiamento: il “principato adottivo”. Questa riforma prevedeva che l’imperatore in carica in quel momento dovesse decidere, prima della sua morte, il suo successore all’interno del senato; questo faceva sì che i senatori venissero responsabilizzati.

Inoltre, dall’anno dei quattro imperatori il senato aveva subito un cambiamento di generazione: i senatori cominciavano a provenire anche dalle province, rinnovando così l’antico e oligarchico senato romano. Nerva e Traiano inoltre furono intelligenti a favorire anche le altre classi, annunciando che il successore poteva essere scelto anche tra la plebe.

Le loro speranze non andarono deluse: infatti, secondo Tacito, nel suo breve regno fuse le idee di impero, libertà e pace, dando inizio a un secolo poi considerato d’oro.

Appena eletto, fece cessare le persecuzioni contro i cristiani, consentì agli esiliati di rientrare a Roma, abolì i processi di lesa maestà, reintegrò il Senato nelle sue prerogative, prodigò le sue terre e i denari per soccorrere i poveri; inoltre abolì il fiscus iudaicus (che gravava sugli ebrei dell’Impero)e la vicesima hereditatum.

Nonostante ciò, fu molto duro contro i suoi delatori.

Fu addirittura giudicato troppo mite dal Senato e subì una congiura che venne sventata esiliando a Taranto colui che ne era a capo, il senatore Calpurnio Crasso.

Nel 97 fu nominato console per la terza volta e gli fu collega Lucio Verginio Rufo.

Riforme economiche

In campo economico, Nerva attuò una politica di sgravi fiscali e di incentivi che doveva favorire le comunità italiche.

Gli Ebrei furono esentati dal tributo che era stato imposto sotto i Flavi.

 Una legge agraria assegnò appezzamenti di terreno a cittadini nullatenenti.

Le spese che le città dovevano sostenere per il mantenimento del cursus publicus, cioè del servizio postale, furono addossate alle casse imperiali.

A Roma fu riorganizzato il sistema dell’approvvigionamento idrico; ci resta di quegli anni l’opera fondamentale scritta dal curatore delle acque, Sesto Giulio Frontino, sulla progettazione e la manutenzione degli acquedotti.

Un altro grande provvedimento fu la “Politica degli alimenta” che consisteva nell’erogare prestiti a tasso agevolato, sussidi alle famiglie povere ed l’istruzione gratuita per gli orfani.

Adozione di Traiano

Poiché Nerva sapeva che il suo incarico non sarebbe durato al lungo, oramai vecchio e malato, decise di adottare un figlio.

In omaggio all’interesse dello Stato non scelse un successore nella propria famiglia, ma scelse Marco Ulpio Traiano, generale delle legioni a difesa del confine renano, a discapito del governatore della Siria, Marco Cornelio Nigrino Curiazio Materno.

L’adozione coincise con un’importante vittoria militare in Pannonia, che diede all’adottato Traiano l’appellativo di Cesare Germanico. Marco Cocceio Nerva lo nominò proconsole e gli conferì la tribunicia potestas.

Nerva fu nuovamente nominato console, con Traiano, nel 98, ma morì dopo tre mesi di carica. Il suo successore volle un funerale di grande solennità. Le sue ceneri furono poste nel mausoleo di Augusto. Nonostante abbiamo governato per meno di due anni, egli è ricordato come uno dei migliori imperatori di Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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