Accadde oggi: 18 Novembre: Giornata Europea degli Antibiotici

 

Gli antibiotici, di cui oggi si celebra la Giornata, un prodotto naturale di certi microorganismi, una volta nelle mani dell’uomo hanno cambiato la vita dell’umanità. Ma, adesso, questa vita fino ad ora al servizio dell’umanità, sta cambiando nuovamente…

 

di Daniele Vanni

 

Si definisce antibiotico una sostanza prodotta, in natura, (è strana questa definizione che ricorre qui, ma anche su molti cibi ed altro: dato che tutte le produzioni umane sono fatte, almeno sino a qualche decennio fa sulla Terra, cos’è che è naturale e cosa non lo è??) da un microrganismo, capace di ucciderne altri.

Il significato della parola (dal greco) è «contro la vita».

Il termine nell’uso comune attuale indica invece un farmaco, di origine naturale (antibiotico in senso stretto) o di sintesi (chemioterapico), in grado di rallentare o fermare la proliferazione dei batteri.

Gli antibiotici si distinguono pertanto in batteriostatici(cioè bloccano la riproduzione del batterio, impedendone la scissione) e battericidi(cioè uccidono direttamente il microrganismo).

Non hanno effetto contro i virus (a parte una possibile attività antivirale della rifampicina nei Poxvirus).

 

Storia

 

L’uso di muffe e piante particolari nella cura delle infezioni era già noto in molte culture antiche– greca, egiziana, cinese – la cui efficacia era dovuta alle sostanze antibiotiche prodotte dalla specie vegetale o dalla muffa; non si aveva però la possibilità di distinguere la componente effettivamente attiva, né di isolarla.

Vincenzo Tiberio, medico molisano dell’Università di Napoli, già nel 1895 descrisse il potere battericida di alcune muffe.

 

Le ricerche moderne iniziarono con la scoperta casuale della penicillina nel 1928 da parte di Alexander Fleming.

Oltre dieci anni dopo Ernst Chain e Howard Walter Florey riuscirono a ottenere gli antibiotici in forma pura. I tre per questo conseguirono il premio Nobel per la medicina nel 1945.

 

Cronologia dell’immissione sul mercato dei diversi antibiotici

 

1935 prontosil (precursore orale della sulfanilimmide)

1936 solfanilammide

1939 sulfacetammide

1940 sulfametizolo

1942 benzilpenicillina

1942 sulfadimidina

1943 sulfamerazina

1944 streptomicina

1947 sulfadiazina

1948 clorotetraciclina

1949 cloramfenicolo

1949 neomicina

1950 ossitetraciclina

1950 penicillina G procaina

1952 eritromicina

1954 benzatina penicillina

1955 spiramicina

1955 tetraciclina

1955 tiamfenicolo

1955 vancomicina

1956 fenossimetilpenicillina

1958 colistina

1958 demeclociclina

1959 virginiamicina

1960 meticillina

1960 metronidazolo

1961 ampicillina

1961 spectinomicina

1961 sulfametossazolo

1961 trimetoprim

1962 cloxacillina

1962 acido fusidico

1963 fusafungina

1963 limeciclina

1964 gentamicina

1966 doxiciclina

1967 carbenicillina

1967 rifampicina

1968 clindamicina

1970 cefalexina

1971 cefazolina

1971 pivampicillina

1971 tinidazolo

1972 amoxicillina

1972 cefradina

1972 minociclina

1972 pristinamicina

1973 fosfomicina

1974 talampicillina

1975 tobramicina

1975 bacampicillina

1975 ticarcillina

1976 amikacina

1977 azlocillina

1977 cefadroxil

1977 cefamandolo

1977 cefoxitina

1977 cefuroxima

1977 mezlocillina

1977 pivmecillinam

1979 cefaclor

1980 cefmetazolo

1980 cefotaxima

1980 cefsulodina

1980 piperacillina

1981 amoxicillina/acido clavulanico (co-amoxiclav)

1981 cefperazone

1981 cefotiam

1981 cefsulodina

1981 latamoxef

1981 netelmicina

1982 apalcillina

1982 ceftriaxone

1982 micronomicina

1983 cefmenossima

1983 ceftazidima

1983 ceftirossima

1983 norfloxacina

1984 cefonicid

1984 cefotetan

1984 temocillina

1985 cefpiramide

1985 imipenem/cilastatina

1985 ofloxacina

1986 mupirocina

1986 aztreonam

1986 cefoperazone/sulbactam

1986 ticarcillina/acido clavulanico

1987 ampicillina/sulbactam

1987 cefixima

1987 roxitromicina

1987 sultamicillina

1987 ciprofloxacin

1987 rifaximina

1988 azitromicina

1988 cefaclor

1988 flomoxef

1988 isepamicina

1988 midecamicina

1988 rifapentina

1988 teicoplanina

1989 cefpodoxima

1989 enrofloxacina

1989 lomefloxacina

1990 arbekacina

1990 cefozidima

1990 claritromicina

1991 cefdinir

1992 cefetamet

1992 cefpirome

1992 cefprozil

1992 ceftibufene

1992 fleroxacina

1992 loracarbef

1992 piperacillina/tazobactam

1992 rufloxacina

1993 brodimoprim

1993 diritromicina

1993 levofloxacina

1993 nadifloxacina

1993 panipenem/betamipron

1993 sparfloxacina

1994 cefepime

1999 quinupristina-dalfopristina

2000 linezolid

2001 telitromicina

2003 daptomicina

2005 tigeciclina

2005 doripenem

2009 telavancin

2011 fidaxomicina

2013 ceftarolina fosamil

2017 Delafloxacina

 

Meccanismo d’azione

 

Poiché gli antibiotici non agiscono su una sola struttura batterica, si distinguono a seconda che agiscano:

 

attaccando la parete cellulare batterica: penicilline, cefalosporine, monobattami, carbapenemi, bacitracina, glicopeptidi (vancomicina) e cicloserina;

 

attaccando la membrana cellulare del batterio: polimixine;

 

interferendo con la sintesi degli acidi nucleici: chinoloni, rifampicina, nitrofurantoina, nitroimidazoli;

 

interferendo con la sintesi proteica: aminoglicosidi, tetracicline, cloramfenicolo, macrolidi, clindamicina, spectinomicina, mupirocina;

 

interferendo col metabolismo energetico: sulfamidici, trimetoprim, dapsone, isoniazide;

 

Spettro d’azione

 

È possibile distinguere gli antibiotici in base alla loro efficacia contro:

 

cocchi e bacilli Gram-positivi (aerobi): penicillina ad ampio spettro, vancomicina;

cocchi e bacilli Gram-negativi (aerobi): cefalosporine, chinoloni, tetracicline, aminoglicosidi;

batteri gram + anaerobi: penicillina, clindamicina.

 

 

Effetti indesiderati

 

Gli antibiotici possono colpire il microbiota umano e dare, di conseguenza, alterazioni dell’alvo, compensabili con l’assunzione di fermenti lattici. E soprattutto di vitamine per supplire alla carenza dovuta alla scomparsa dei batteri presenti nel nostr intestino.

 

Gli antibiotici possono provocare effetti indesiderati, come reazioni allergiche, dovute alla sensibilità dell’individuo verso uno o più componenti, oppure tossicità ad alto livello di vari distretti dell’organismo o, ancora, intolleranza provocata dall’interazione con altri farmaci.

La dipendenza da questi farmaci e l’abuso degli stessi possono portare alla morte.

 

Abuso di antibiotici e resistenza batterica

 

L’abuso di antibiotici, con l’andare del tempo, (soprattutto nell’allevamento animale!) ne causa l’inefficacia, in quanto i microrganismi sono in grado di sviluppare una resistenza nei confronti di un antibiotico che viene assunto con frequenza. Questa resistenza è il risultato di una mutazione a livello genetico, la quale può essere di due tipi:

 

– Cromosomica, ovvero una mutazione che si verifica a livello di cromosoma batterico;

 

– Extracromosomica o Plasmidica, ovvero quando la mutazione avviene a livello del DNA extracromosomico, e, con precisione, a livello dei plasmidi R.

 

L’antibiotico-resistenza rende il microrganismo immune all’antibiotico, annullandone gli effetti.

 

L’antibiotico resistenza è il fenomeno per cui gli antibiotici non riescono a debellare le infezioni batteriche: quando succede è necessario cambiare tipo di antibiotico, ma vi sono batteri che sono diventati del tutto insensibili a numerosi antibiotici, anche appartenenti a famiglie chimiche diverse.

 

Questo significa che non è affatto raro che un’infezione batterica non riesca a essere curata in alcun modo e di morire per questo, soprattutto se il paziente affetto dalla problematica ha un sistema immunitario molto debole e non riesce per questo a riprendersi.

 

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza è stato alimentato negli anni, da un uso indiscriminato di questi importantissimi farmaci, sia per l’uso scriteriato dei medici di famiglia (e a volte anche quelli ospedalieri!) sia soprattutto per le quantità davvero industriali, abnormi usati sui 10 miliardi di animali ogni anno allevati per le nostre mense!

 

Quindi si è arrivati ad un vero e proprio inquinamento da antibiotici, un nuovo veleno dell’ambiente

L’Onu lancia l’allarme: “E’ una minaccia emergente per la salute”.E’ un vero e proprio inquinamento “medico” che va a sommarsi ad altre evidenze scientifiche dei danni provocati dal disastro ambientale generato dall’uomo: basti pensare che stime prudenziali, ad esempio per lo smog che inaliamo, ci dicono che questa aria così limpida uccide circa 6 milioni di persone ogni anno!

 

E mentre questo tipo di aria e di alimentazione logora i nostri fisici, rendendoli più sensibili, non solo ad allergie, intolleranze, etc. ma anche ai batteri ecco che lo stesso inquinamento, ci sta rendendo anche resistenti agli antibiotici. Più del previsto. A lanciare l’allarme è l’agenzia ambientale dell’Onu, l’Unep, che accende i riflettori sulla dispersione nell’ambiente di medicine e altre sostanze farmacologiche e chimiche, usate in milioni di tonnellate prevalentemente negli allevamenti.

 

In un dossier sulle frontiere dell’ambiente, diffuso in occasione dell’assemblea a Nairobi, in Kenya, l’Unep definisce la resistenza agli antibiotici causata dall’inquinamento ambientale tra le maggiori minacce emergenti per la salute globale.

 

Gli esperti evidenziano che nell’ultimo secolo l’uso di antibiotici per curare gli uomini è cresciuto del 36%. Sempre più massiccio però è l’uso che se ne fa negli allevamenti, dove il documento prevede una crescita del 67% di utilizzo di antibiotici entro il 2030!

Un trend molto pericoloso visto, ad esempio, che i tre quarti degli antibiotici sfruttati tramite l’acquacoltura rischiano di finire dispersi nell’ambiente circostante!

 

Insomma l’inquinamento da antibiotici sta diventando il nuovo veleno dell’ambiente, sul quale non bisogna abbassare la guardia. Nel mondo, ricorda l’Unep, 700 mila persone muoiono ogni anno per infezioni resistenti agli antibiotici. Muoiono in pratica perché gli antibiotici disponibili diventano sempre meno efficaci contro agenti patogeni che si sono evoluti diventando più resistenti.

E le prospettive sono tutt’altro che incoraggianti. Stando alle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2050, senza un uso più accorto degli antibiotici, le morti provocate da germi multi-resistenti potrebbero arrivare a 10 milioni all’anno.

 

 

 

 

 

 

 

Share