Accadde oggi, 18 Gennaio 1778: James Cook è il primo europeo a scoprire le Hawaii, cui dà il nome di “Isole Sandwich”

 

 

James Cook, che contribuì, da scozzese, alla nascita dell’Impero Britannico, fu uno dei più grandi navigatori di tutti i tempi, a dimostrazione della superiorità che l’Inghilterra aveva assunto su tutti i mari.

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Captain James Cook(1728-1779). Nathaniel Dance. BHC2628

James Cook(Marton, 27 ottobre 1728 – Hawaii, 14 febbraio 1779) è stato un grande esploratore, navigatore e cartografo britannico.

Cook fu il primo a cartografare l’isola di Terranova, prima di imbarcarsi per tre viaggi nell’Oceano Pacifico, nel corso dei quali realizzò il primo contatto europeo con le coste dell’Australia e le Hawaii oltre alla prima circumnavigazione ufficiale della Nuova Zelanda.

 

Combinando l’arte marinaresca, con un grande talento cartografico, nelle sue ardite spedizioni raggiunse zone inesplorate e pericolose, e fu il primo a tracciare le mappe di diversi territori non ancora cartografati o conosciuti.

 

James Cook fu ucciso proprio alle Hawaii, in un violento scontro con gli indigeni, durante il suo terzo viaggio esplorativo nel Pacifico nel 1779.

Lasciò un patrimonio di conoscenze scientifiche e geografiche, che avrebbe influenzato i suoi posteri almeno fino al XX secolo.

Oggi a Cook sono dedicati numerosi monumenti e varie commemorazioni in tutto il mondo.

 

Cook era nato nel villaggio di Marton, nella Contea dello Yorkshire, oggi sobborgo della città di Middlesbrough (stato degli York, nella celeberrima lotta intestina ai Plantageneti, per la supremazia nel regno d’Inghiletrra).

Secondo degli otto figli di James Cook, un bracciante agricolo scozzese, e una donna autoctona, Grace Pace da Thornaby-on-Tees.

Nel 1741, dopo cinque anni di scuole elementari, iniziò a lavorare per il padre, divenuto nel frattempo sovrintendente di una fattoria.

Nel 1745, all’età di sedici anni, Cook si trasferì a 32 km a nord nel villaggio di pescatori di Staithes, per iniziare l’apprendistato come garzone di bottega.

Dopo diciotto mesi, non sentendosi adatto al lavoro di bottegaio, Cook si trasferì ancora una volta presso la vicina cittadina portuale di Whitby, per essere presentato a degli amici, che lo assunsero come apprendista della marina mercantile nella loro piccola flotta di navi carboniere, impegnate lungo la costa inglese.

Il suo primo incarico fu a bordo della carboniera Freelove; su essa e su altre navi trascorse diversi anni veleggiando tra Tyne e Londra.

 

Come parte del suo apprendistato, Cook si applicò allo studio di algebra, geometria, trigonometria, navigazione e astronomia, tutte materie che gli sarebbero tornate utili un giorno al comando della propria nave.

 

Completato il suo apprendistato triennale, Cook iniziò a lavorare su navi mercantili nel Mar Baltico.

Salì rapidamente la scala gerarchica della marina mercantile, iniziando nel 1752 con la sua promozione a comandante in seconda, a bordo della carboniera Friendship.

Nel 1755, a meno di un mese dall’offerta del comando di questo stesso vascello, si arruolò come volontario nella Royal Navy, in un momento in cui l’Inghilterra si stava riarmando, per quella che sarebbe diventata nota come la Guerra dei Sette Anni.

Quella che Churcill definì giustamente, la prima guerra mondiale e che, combattuta dal 1756 al 1763, vide da una parte Inghilterra e Prussia, vincitrici, contro un’alleanza di Austria, Russia, Polonia, Francia, Svezia e nelle fasi finali, Spagna.

Il conflitto segnò la definitiva affermazione della Prussia come potenza continentale e della Gran Bretagna come principale potenza marittima e coloniale, in special modo in America Settentrionale e in India.Confermò anche il ruolo rilevante che nella politica europea aveva oramai il gigante russo.

 

Nel 1766, la Royal Society lo incaricò di effettuare un viaggio nell’Oceano Pacifico, per osservare il transito di Venere davanti al Sole.

A soli 39 anni Cook, promosso tenente e nominato comandante della spedizione, giunse fra i primi in Nuova Zelanda e per primo la circumnavigò completamente (Stretto di Cook) .

 

Poco dopo il suo rientro dal primo viaggio, Cook fu promosso nell’agosto del 1771, al grado di Comandante della Royal Navy e nuovamente incaricato dalla Royal Society per un ulteriore viaggio, questa volta alla ricerca della leggendaria Terra Australis.

Nel suo primo viaggio, Cook aveva dimostrato con la circumnavigazione della Nuova Zelanda che questa non era collegata a nessuna massa di terra più grande a sud.

Nonostante egli avesse mappato quasi tutta la costa orientale dell’Australia, dimostrandone le dimensioni continentali, si continuava a credere che la Terra Australis si dovesse trovare ancora più a sud.

 

Nel suo ultimo viaggio Cook era al comando della Resolution, mentre il capitano Charles Clerke era al comando della HMS Discovery.

Lo scopo del viaggio era il tentativo di scoprire il famoso passaggio a nord-ovest tra l’Atlantico e il Pacifico passando per la parte settentrionale del Nord America.

Gli ordini dell’Ammiragliato per Cook erano ispirati da un Act (atto normativo) del Parlamento Britannico che, riconfermato nel 1775, aveva promesso un premio di £ 20.000 a chiunque avesse scoperto il passaggio. Cook fece tappa a Tahiti e poi navigò verso nord e nel 1778 divenne il primo europeo a visitare le isole Hawaii, che lui chiamò “Isole Sandwich”in onore del suo armatore John Montagu, 4º conte di Sandwich, il Primo Lord dell’Ammiragliato.

Fu inoltre il primo, a raccontare del surf!

Dalle Hawaii, proseguì ed esplorò la costa occidentale americana attraccando presso la baia di Nootka (Nootka Sound per gli inglesi) sull’Isola di Vancouver, oltrepassando lo Stretto di Juan de Fuca. Esplorò e tracciò le mappe della costa del nord America, dalla California allo Stretto di Bering.

 

Lo stretto di Bering, nonostante gli svariati tentativi fatti, si rivelò impenetrabile.

Questo viaggio fu molto frustrante per Cook, che iniziò a soffrire di problemi di stomaco; secondo alcune teorie questi disturbi furono all’origine del suo comportamento sempre più irrazionale nei confronti dell’equipaggio.

 

Cook tornò alle Hawaii nel 1779, dove incontrò il re locale Kalani`ōpu`u e, secondo alcune interpretazioni recentemente contestate, venne inizialmente scambiato per Lono, il dio hawaiano della fertilità.

Tuttavia, il 14 febbraio presso la baia di Kealakekua, alcuni indigeni rubarono una delle scialuppe della sua nave – questo genere di furti era abbastanza normale e solitamente alcuni indigeni venivano presi in ostaggio, per ottenere la restituzione del maltolto – ma Cook, in preda all’irrazionalità, ebbe un violento alterco con un folto gruppo di abitanti dell’isola: nella disputa furono esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco e Cook venne accoltellato a morte.

 

Il suo vice, Clerke, prese il comando della spedizione e fece un altro tentativo di passaggio attraverso lo stretto di Bering, prima di soccombere alla tubercolosi della quale era già affetto.

Fu sostituito al comando della Resolution dal tenente di vascello John Gore, mentre la Discovery passò sotto quello di James King.

Le due imbarcazioni rientrarono nel 1780.

Numerosi reperti di questa spedizione sono conservati al Museo di Storia Naturale, Sezione di Antropologia ed Etnologia dell’Università degli Studi di Firenze.

 

La morte di Cook

 

Il dibattito sulle cause e sulla modalità dell’uccisione di Cook, non si è mai sopito.

Alcuni, sulla base di una testimonianza di un soldato imbarcato con il capitano, ed un quadro dipinto secondo tale testimonianza, vorrebbero un Cook, per la malattia, diventato violento ed aggressivo.

Probabilmente, invece, si trattò di un omicidio rituale, consumato collettivamente, in quanto i nativi si accanirono sul cadavere.

Come riferito nelle testimonianze oculari, raccolte dal capitano James King, dei marinai e dei marines presenti: « il suo corpo fu immediatamente trascinato a riva e circondato dai nemici che, strappandosi il pugnale l’uno con l’altro dalle mani, mostrarono un selvaggio desiderio di riservarsi ognuno una parte della sua distruzione ».

Gli hawaiani s’impadronirono quindi del corpo e lo trascinarono lontano. Nello scontro rimasero uccisi anche quattro dei marines di Cook, mentre due furono feriti.

In realtà, i nativi non fecero un gratuito scempio delle spoglie di Cook, anzi il suo corpo fu conservato gelosamente dagli anziani.

Seguendo la tradizione delle comunità tribali del tempo, il corpo di Cook subì rituali funerari simili a quelli riservati ai capi e agli anziani più importanti della società hawaiana.

Il corpo fu quindi sventrato, cotto, per facilitare la rimozione della carne, e le ossa furono accuratamente ripulite, per la conservazione come se fossero icone religiose, in un modo che ricorda un po’ il trattamento riservato alle reliquie dei santi europei nel Medioevo!

Alcuni dei resti di Cook, come rivelano alcune prove che lo confermano in tal senso, furono poi restituiti agli inglesi, dopo un accorato appello da parte dell’equipaggio: il 22 febbraio, le poche spoglie recuperate di Cook furono formalmente sepolte in mare, nelle profondità della baia, al rintocco delle campane e sotto le salve dei cannoni.

 

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