Accadde oggi, 17 agosto: 1807, la Clermont, salpa da New York, inaugurando il primo servizio commerciale di navi a vapore del mondo – 1982, viene commercializzato il primo CD

 

La prima nave a vapore americana di Robert Fulton, salpa da New York per Albany sul fiume Hudson,.

Il miracoloso Compact Disc esce il 17 d’agosto, dalla fabbrica della Philips presso Hannover, in Germania, per l’utilizzo commerciale: sembrò una rivoluzione epocale ed oggi va già in pensione!

di Daniele Vanni

 

Robert Fulton (Little Britain, 14 novembre 1765 – New York, 24 febbraio 1815) è stato un ingegnere statunitense, inventore della nave a vapore. Sul battello Clermont, in navigazione sul fiume Hudson nel 1807, Fulton montò l’apparato motore ideato da James Watt, l’inventore, questa volta scozzese che altro non fece che inventare una valvola di regolazione (nota ancora oggi come “regolatore di Watt”, regolatore centrifugo) per mantenere costante la velocità della macchina a vapore,  e trovare il modo di trasformare il moto rettilineo alternato dello stantuffo nel moto rotatorio continuo di un volano. Introdusse il “doppio effetto”, ovvero l’immissione di vapore in maniera alternata alle due estremità del cilindro, in modo da azionare il pistone sia nella corsa di andata sia in quella di ritorno. Infine, inventò l’indicatore per misurare la pressione del vapore durante tutto il ciclo di lavoro del motore. Non poco! E creò così anche quell’ansimare delle locomotive a carbone che creano oggi gran nostalgia,  anche quando viaggiamo a 300 Km. orari su quegli anonimi Eurostar, che non sembrano più neppure portarci da qualche parte!

Watt fu di grande aiuto nello sviluppo della macchina a vapore, trasformandola in una sorgente di potenza economica sfruttabile, capendo che la macchina di Newcomen, prima applicazione della forza vapore ad  un procedimento industriale (1705) di questa potenza che già i Greci avevano tentato invano di imbrigliare, sprecava quasi tre quarti dell’energia del vapore nel riscaldamento del pistone e della camera, e sviluppò di conseguenza una camera di condensazione separata, che ne aumentò considerevolmente l’efficienza.

Fulton cominciò ad interessarsi alle navi a vapore nel 1777 dopo aver fatto visita a William Henry di Lancaster (Pennsylvania) che in precedenza aveva imparato a conoscere la macchina a vapore di James Watt mentre era in visita in Inghilterra.

E pensò di adattarla ad una nave!

Realizzò anche il primo sommergibile, il Nautilus, commissionato da Napoleone che così sognava di affondare tutta la potentissima flotta inglese! che però era mosso a forza di braccia umane e verrà impiegato in guerra solo nella Secessione americana!

 

17 agosto cd


Era l’estate del 1982.

L’anno dopo, avremo avuto il primo picco d’afa significativo, tanto da poter dire che un po’ d’Africa si era spostata in Europa…

Senza sapere che presto i gommoni avrebbero reso a noi quello che avevamo fatto con le cannoniere…

O forse, meglio, che nello sviluppo moderno dell’uomo, che ha intaccato anche il clima, ci doveva essere più di una cosa che non andava…

Almeno così ci faceva ragionare il nostro cervello che se non pensa che cervello è?

Ma il progresso umano avanza a balzi, sospinto non dalle idee, ma dalle innovazioni e scoperte tecnologiche, che pure discendono da delle idee, magari spuntate per guadagnare miliardi di dollari enon certo per farci progredire…e poi, se fosse vero progresso, dovrebbero dirci: verso dove??

E noi, incoscienti, entravamo in un altro clima e, irreversibilmente, nel mondo digitale e computerizzato.

Il 17 d’agosto, esce dalla fabbrica della Philips presso Hannover, in Germania,il primo compact disc per l’utilizzo commerciale: il destino che ha altre volte segnato benignamente questo complesso “canoro”, per il resto: “musicalmente sempliciotto e banalotto” sceglie che ad inaugurare questo rivoluzionario strumento di incisione, sia il gruppo svedese degli ABBA, quelli di “Mamma mia”, con l’album The Visitors.

Ma vedremo che, per la storia, si fece prima un’incisione classica e molto…tedesca!

Certo è che, da questo giorno, se i visitors non sono ancora calati da noi, gli umani non saranno più gli stessi!

Prima erano bipedi, adesso sono…digitali!

Il compact disc (nome di origine inglese che tradotto letteralmente significa “disco compatto”, abbreviato CD o cd) è una tipologia standardizzata di disco ottico, utilizzata in vari ambiti per la memorizzazione di informazioni in formato digitale.

Il compact disc è composto da un disco di policarbonato trasparente, generalmente di 12 centimetri di diametro, accoppiato nella parte superiore ad un sottile foglio di materiale metallico sul quale, nella parte inferiore vengono memorizzate le informazioni come successioni di “buchi” e “terre” (in inglese “pits” e “lands”) successivamente letti per mezzo di un laser (per questo motivo sono detti anche dischi ottici).

La sua genesi è dovuta alla ricerca, da parte del mondo della telefonia, di un sistema efficiente di moltiplicazione delle informazioni, attraverso la digitalizzazione e semplificazione dei segnali. L’applicazione congiunta del sistema numerico binario al  suono e del laser diede vita al compact disc.

Di fatto la progettazione del CD nella sua configurazione definitiva risale al 1979, e si deve ad una nuova joint venture della Philips con l’azienda giapponese Sony, la quale già dal 1975 stava sperimentando in modo indipendente la tecnologia per un disco ottico digitale.

Nei primi anni il progetto fu inizialmente seguito da una joint venture tra DuPont e Philips. DuPont poteva vantare un’enorme esperienza nel policarbonato (inventato nel 1928 proprio da DuPont). Questi investimenti comprendevano anche una possibile fabbrica in Italia, per utilizzare l’alluminio dell’Ilva.

Gli studi preliminari misero in luce che lo sviluppo del CD avrebbe consentito la creazione un disco con una capacità oltre 600 MB di dati e probabilmente oltre un’ora di musica in formato digitale. La cosa non entusiasmò i manager DuPont per via degli enormi investimenti richiesti: tenendo conto che i personal computer di allora avevano memorie da 64 KB a 4 MB e hard disk da 20 MB, la capacità del nuovo supporto sarebbe stata esagerata in confronto alle reali necessità dell’epoca!

Anche per la musica era impensabile che il mondo intero sostituisse i giradischi e i registratori con i nuovi costosissimi lettori laser di dischi ottici, ed in effetti la cosa non avvenne a livello di massa per i successivi venti anni, per cui poi la Philips proseguì da sola.

Il 17 agosto 1982 il primo CD per utilizzo commerciale venne prodotto in una fabbrica della Philips ad Hannover in Germania: La Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss diretta da Herbert Von Karajan con la Berliner Philharmoniker.

Il primo album musicale pop ad essere stampato sul nuovo supporto fu The Visitors del gruppo svedese degli ABBA, ma il primo ad essere immesso sul mercato fu 52nd Street di Billy Joel, commercializzato dal 1º ottobre 1982 in Giappone insieme al lettore.

Poi venne la problematica della durata delle registrazioni (il problema del bronzing e quello di una decadenza inevitabile nel tempo, che dopo un inevitabile trionfalismo per i successi del genio umano, ci fece capire che sarebbe durata molto più la Stele di Rosetta o anche una pergamena medioevale!). Quella dello smaltimento dei CD. Poi, le problematiche commerciali, perchè l’avvento del Web fece capire che con le nuove tecnologie ciascuno poteva prendere “gratuitamente” ciò che voleva…Infine, giunsero le eterne, incombenti, sempre più incalzanti tecnologie che cambiano e rivoluzionano la nostra vita molto più velocemente di quanto facevano i governi democristiani che non rivoluzionavano un bel niente, ma cambiavano incessantemente ad una media di più di uno l’anno!

E se ai nostri nonni o bisnonni sembrava straordinaria quella “voce” (per questo suo senso trascendente, penso rimase famoso il marchio “La Voce del Padrone”!) che usciva dai velocissimi 78 giri che andavano incontro ad una velocissima usura con quelle puntine posizionate su i loro come ghigliottine, noi “nativi digitali” ormai non riusciamo più ad affezionarci a nessun passato, perché anche i CD, nati appena ieri, stanno andando in pensione!

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