Accadde Oggi, 14 ottobre: 1066, la grande e decisiva battaglia di Hastings

Di origini affini ed in gran parte germaniche, Normannni, cioè Vichinghi approdati in Normandia, invasori, ed Angli, Juti, Sassoni, Frisoni, che erano tutti popoli germanici approdati mezzo millennio prima in Britannia, invasi, finiranno per fondersi in un grande popolo.

Ma restando eternamente e incredibilmente nemici!

di Daniele Vanni

La battaglia di Hastings ebbe luogo il 14 ottobre 1066,a circa 13 km dal centro dell’East Sussex, tra le truppe di Aroldo II, re degli Anglosassoni, e Guglielmo (detto poi Il Conquistatore), duca di Normandia come Guglielmo II, per il controllo dell’Inghilterra, che arrise all’invasore, cioè i Normanni, Vichinghi di origine danese, approdati nella regione a nord della Francia, verso la fine del IX sec., dove stesero un patto di convivenza con i Franchi e gli Anglosassoni, popoli germanici, quindi provenienti anche loro dalla Penisola scandinava, che nel IV sec. erano giunti in Inghilterra dallo Jutland, cioè dalla stessa Danimarca (Juti), tra Danimarca e Germania, Sassonia e Renania Westfalia, Paesi Bassi (Sassoni, cioè: gente di spada), Angli(anch’essi tra Danimarca e Germania, nella penisola Anglia) Frisoni (zone costiere tra Gernmania e Paesi Bassi) : tutti migrati verso la Britannia.

Tutti spostamenti di popoli germanici, a loro volta di antica origine scandinava o danese, non romanizzati, che si erano messi in moto verso la fine dell’Impero Romano d’Occidente, che avevano completamente abbondonato l’Isola nel 410. Ma già tre ani prima, Costantino III, acclamato imperatore, aveva oltrepassato la Manica in senso inverso di Cesare, portando con sé le ultime legioni romane in quella terra.

L’Inghilterra durante il Medioevo fu per anni territorio di scorrerie e devastazioni dei Vichinghi. Le orde vichinghe partivano dalle loro basi tra i fiordi danesi e con i loro veloci Drakkar sbarcavano sulle coste inglesi, saccheggiando e distruggendo ogni cosa.

Il duca di Normandia approfittò di una grande scorreria guidata da Harald III di Norvegia, per radunare un esercito e sbarcare in territorio inglese.Rivendicando la successione di quelle terre che in verità venivano saccheggiate spesso dai Normanni, Vichinghi di Francia.

L’esercito di Aroldo era costituito soprattutto da manipoli di fanteria pesante, molto potente ma assai poco manovrabile in battaglia, mentre il forte dell’esercito di Guglielmo era formato soprattutto dalla cavalleria.

Quando Guglielmo sbarcò sul suolo inglese l’esercito sassone mosse immediatamente contro l’invasore.

La fanteria sassone prese posizione sulla Senlac Hill, una bassa collina circa 10 km a nord di Hastings (nella contea dell’ East Sussex, che si affaccia sulla Manica e dominava la pianura antistante il punto di sbarco dell’esercito normanno).

Aroldo sapeva di non poter competere contro la cavalleria normanna e così posizionò i suoi uomini in una solida formazione, ripiegata sulle ali, in cima alla collina. In questo modo, i suoi uomini, abituati al corpo a corpo e difesi da un insuperabile muro di scudi, avrebbero facilmente avuto la meglio sulle truppe normanne. Queste ultime, composte prevalentemente da cavalieri appartenenti alla nobiltà, coperti di elmi e corazze di metallo, avevano anche il vantaggio di possedere la staffa, che permetteva al cavaliere di rimanere in sella quando colpiva il nemico.

Lo scopo di Guglielmo, era di far cadere in trappola lo schieramento nemico trascinandolo in campo aperto, dove la sua cavalleria avrebbe facilmente avuto la meglio sulla fanteria nemica.

Mentre Aroldo sperava di riuscire a rimanere arroccato sulla collina.

Lo scontro cominciò in mattinata.

Gli arcieri di Guglielmo si portarono ai piedi del colle per scoccare i dardi che però non ebbero alcun effetto: o superavano la postazione dei Sassoni o finivano sugli scudi.

Entrarono quindi in campo la fanteria e la cavalleria che però, arrivate stremate in cima all’altura, non poterono fare nulla contro il muro di scudi e vennero ricacciati indietro.

Nella foga della battaglia però un gruppo di Sassoni si mise a inseguire i Normanni e si allontanò dallo schieramento. Essi scesero dall’altura, ma si ritrovarono isolati dal resto del gruppo e furono sconfitti dai Normanni.

Visto quello che era accaduto, Guglielmo convinse i suoi a fingersi spaventati e, al successivo attacco, quando i Normanni cominciarono a ritirarsi, gran parte dei Sassoni si gettò all’inseguimento. Scesi dal colle, i cavalieri si voltarono e caricarono sulla scompigliata formazione nemica.

Aroldo era rimasto sul colle con i suoi soldati più fedeli quando, una seconda volta, Guglielmo chiamò in causa i suoi arcieri per scoccare frecce sui superstiti, che si rannicchiarono sotto i loro scudi. Sfortunatamente per i Sassoni una freccia riuscì a passare e colpì Aroldo a un occhio, ferendolo gravemente. Ciò abbatté il morale dei suoi uomini che si diedero alla fuga. Solamente gli Huskarl rimasero sul colle e vennero massacrati dalla cavalleria normanna.

Al tramonto i Normanni erano padroni di Senlac Hill.

Durante lo scontro in cui Aroldo rimase ferito, i suoi fratelli vennero uccisi. Aroldo II morì alla fine della battaglia (14 ottobre 1066), quando quattro cavalieri normanni lo raggiunsero e lo fecero a pezzi per poi decapitarlo. La sorte del suo cadavere è discussa: secondo alcune testimonianze Guglielmo rifiutò di dargli sepoltura. Secondo altre sarebbe stato sepolto nell’abbazia di Waltham, così come si ritiene che sarebbe stato sepolto in un primo momento nell’abbazia di Battle, sorta nei luoghi della battaglia di Hastings, mentre altre fonti suggeriscono che il suo corpo fu ricomposto e seppellito in riva al mare; alcune fonti (cronache inglesi del XII secolo) affermano che Aroldo II, dopo la battaglia o verso la sua conclusione, fuggì in Cornovaglia con alcuni fidi, ma si tratta quasi certamente di leggende.

Al termine della battaglia Guglielmo divenne re effettivo d’Inghilterra con il nome di Guglielmo I.

In seguito fece costruire un’abbazia nel luogo dello scontro per ringraziare Dio della vittoria.

I due popoli, così affini per origine ed etnia, finiranno, com’è logico per fondersi totalmente, dando vita agli Inglesi moderni!

 

 

 

 

 

 

 

 

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