ACCADDE OGGI, 14 DICEMBRE 1856  VIENE INAUGURATO IL CASINO’  A MONTE CARLO

Il Casinò di Monte Carlo, un complesso dedicato al gioco d’azzardo e di intrattenimento situato nel Principato di Monaco, venne inaugurato il 14 Dicembre 1856. Esso comprende un casinò, il Grand Théâtre de Monte Carlo e la sede de Les Ballets de Monte Carlo.

Il Casinò è di proprietà della Société des Bains de Mer de Monaco, una società per azioni in cui il governo di Monaco e la famiglia Grimaldi hanno una quota di maggioranza. La società possiede anche i principali alberghi, club sportivi, stabilimenti, ristorazione ed alcuni locali notturni in tutta Monaco.

Il casinò è stato costruito dall’architetto Charles Garnier che ha anche creato l’Opéra di Parigi, che costruisce il casinò in stile barocco: un palazzo pieno di affreschi e sculture, con uno straordinario atrio d’oro e di marmo. Lo stile architettonico dell’edificio attuale è chiaramente secondo impero, stile molto legato a Garnier, uno dei suoi massimi esponenti, e noto anche come “Napoleone III”.

Nel 1854 il gioco d’azzardo fu legalizzato dal principe Florestano I di Monaco. Il casinò aprì nel 1856 in un villaggio vicino al porto. Il Principe Carlo III ordinò la costruzione di un nuovo quartiere chiamato Monte Carlo, e un nuovo casinò entrava in questo progetto. La costruzione dell’edificio attuale è iniziato nel 1858. Per rendere il casinò di maggior successo fu dato in concessione per 50 anni ad un individuo di nome François Blanc nel 1861. L’apertura di nuove strutture avvenne nel 1863.

Il casinò e la speculazione immobiliare a Monte Carlo portarono velocemente grande fortuna alla famiglia Blanc e alla famiglia regnante. Carlo III, quindi, decise di abolire ufficialmente tutte le tasse nel Principato di Monaco. Nel 1878, Marie Blanc, la ricca vedova di François Blanc (morto nel 1877), incaricò l’architetto Charles Garnier di rinnovare il Casinò di Monte Carlo e costruire all’interno un teatro prestigioso (il Grand Théâtre de Monte Carlo), cosicché quello nuovo risultò sontuosamente decorato con arazzi lussuosi, dipinti, e dettagli dorati e barocchi: nello stille, insomma, allora in voga. Il casinò è sicuramente all’origine delle fortune di Carlo III di Monaco e dei suoi successori (Alberto I, Luigi II, Ranieri III ed Alberto II), che poi si moltiplicheranno in parte con operazioni speculative immobiliari, in parte con banche e finanza.

Dal 1863 il casinò è gestito dalla Société des Bains de Mer.

Il suo fatturato annuo non è più ormai che una piccola parte dei ricavi del principato e della famiglia Grimaldi.

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Il Casinò di Monte-Carlo è situato in una posizione privilegiata nel percorso del Gran Premio di Monaco per gli spettatori. Si trova infatti proprio all’ingresso del Casinò da cui si ha una vista panoramica.

Ma a noi interessa molto di più un piccolo casinò, molto elegante che sorse molto tempo prima e ad opera di due parigini, e che, se lasciati stare…non so se avrebbe creato di Bagni di Lucca e della stessa Lucca un principato ricco come quello di Monaco, ma avrebbero anche potuto scongiurare che il Ducato di Lucca fosse svenduto a Firenze con tutte le conseguenze che ancor oggi noi paghiamo! Fatto sta che rientrarono in patria e si dice siano stati tra i promotori della casa da gioco monegasca!

Stiamo parlando e andando con il pensiero a Ponte a Serraglio, dove si trova l’incantevole Casinò dei Giuochi con l’ampia terrazza che si affaccia sul Lima e sulle vecchie case del borgo. Fu edificato dall’architetto Giuseppe Pardini (allievo e successore dle grande Nottolini) nel 1839 e presenta una facciata con sei semicolonne ioniche e quattro pilastri ai quattro angoli. Fasce decorative con trofei di strumenti musicali e ludici completano l’insieme. Al centro l’antefissa con lo stemma dei Borboni-Parma. L’edificio comprende un vestibolo, la Sala grande, detta delle Feste o dei gigli borbonici; la sala della Lira, detta un tempo Sala delle Signore, cui si accede attraverso la Galleria; la Sala da gioco detta del Pavone; il gabinetto di lettura (oggi Bar), la sala del Biliardo o del Caffè. A costruire il Casinò furono due imprenditori francesi, Adrien Mathis ed Edouard Ginnestet che ottennero dal Duca di Lucca Carlo Lodovico la privativa del gioco d’azzardo in cambio della costruzione del Casinò. Si giocava al Faraone, alla Reale, al Biribisso (l’antica roulette), al Casinò si svolgevano anche feste da ballo, accademie letterarie e musicali. Qui si svolsero memorabili feste da ballo, litigi, sfide a duello fra nobili e avventurieri. Nel 1847 il Ducato di Lucca passò al Granducato di Toscana e il Granduca Leopoldo proibì il gioco d’azzardo. Vicino al Casinò vi è un villino a tre piani che fu vinto alla lotteria nel 1839 dal critico e giornalista Jules Janin nel quale soggiornarono nel 1825 il poeta e scrittore francese Alphonse de Lamartine e Gerolamo Napoleone, principe di Montfort, figlio del fratello minore di Napoleone.

Nelle sale del Casino la più bella aristocrazia europea giocò fortune al “biribisso”, antenato dell’odierna roulette, al “faraone”, alla “reale” e ad altri antichi giochi d’azzardo, molti dei quali furono inventati proprio a Bagni di Lucca.

Qui girò la prima roulette d’Europa secondo le modalità moderne. Infatti il gioco del rosso e nero fino ad allora si effettuava con una ruota verticale o con l’estrazione di numeri colorati; Mathis introdusse il piano orizzontale e la pallina d’avorio. A Bagni di Lucca il gioco d’azzardo pubblico era praticato sin dal XV secolo, contribuendo con i suoi proventi a sanare le finanze della gestione delle Terme, ed è stato praticato un po’ ovunque, anche al Circolo dei Forestieri dove, nel 1953, girò per l’ultima volta la roulette.

Amante della vita mondana e del gioco, Carlo Lodovico nel 1836, su richiesta del francese Adrien Mathis, autorizzò la costruzione del nuovo Casinò a Ponte a Serraglio, che alcuni anni dopo il suo successore il Granduca di Toscana Leopoldo (amante della vita tranquilla e sobria), fece chiudere per un dissenso col gestore del gioco a riguardo di una festa danzante, consentendovi al suo interno solo concerti e alcune veglie danzanti.

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