13 settembre -Smyrna-burn-14d06h-far-1922

 

Accadde oggi, 13 settembre: 1922, l’incendio e l’immane eccidio di Smirne da parte dei Turchi

Una strage di cristiani, ebrei, Greci, armeni che la storia ricorda poco o niente. Fu operata dall’esercito turco, che niente affatto sconfitto, anzi: vincitore su Inglesi e Australiani, nella Prima Guerra Mondiale, che pure perse per il crollo degli alleati, sfogò la sua rabbia con la “pulizia etnica” e religiosa su una città di tradizioni cosmopolite.

Un calcolo preciso non è mai stato fatto, ma si parla di almeno 30-40.000 vittime e di centinaia di migliaia di persone evacuate verso la Grecia!

di Daniele Vanni

Smirne in greco, è il nome della mirra, quella portata dai Magi a Gesù Bambino e che cresce nei dintorni della città che si affaccia sull’Egeo e che si vanta di aver dato i natali ad Omero.

Certo fu fondata nello stesso periodo di Troia. Fu poi conquistata dagli Ittiti e quindi cadde sotto la dominazione dell’importante città, capoluogo della Caria, che fu Mileto:  con essa fondò molte colonie nel Mediterraneo. Poi fu Persiana, e di nuovo greca sotto Alessandro e ricostruita dai Romani dopo un terribile terremoto. Bizantina fino al primo secolo dopo il Mille, fu turca e ceduta due secoli dopo ai Genovesi e per altri due secoli in mano agli Ospitalieri, che dovette lasciarla agli Ottomani.

Sotto il dominio ottomano, la città divenne un importante scalo commerciale, snodo fra le piste carovaniere dell’Asia e le rotte mediterranee. La sua popolazione era un modello tipico della società ottomana, multi-etnica, multi-confessionale e poliglotta.

Solo metà della popolazione era musulmana.

Il trattato di Sèvres (1920), conseguente la sconfitta ottomana nella prima guerra mondiale, aveva assegnato l’amministrazione di Smirne alla Grecia.

Ma la guerra tra Grecia e la Turchia di Ataturk, il padre della patria, ancora esposto con ritratti in tutti i locali commerciali e non, di Istanbul, andò avanti fino al 1922, con la sconfitta della Grecia, abbondonata e raggirata dalla potenze vincitrici del conflitto, forse per la benevolenza della monarchia ellenica verso la Germania. Ma anche per loro tornaconti particolari: ad es. l’Italia aveva perso a favore dei Greci proprio il protettorato su Smirne!

Comunque questa guerra (si vede che le nazioni non erano sazie di sangue!) vide veri e propri genocidi: dei Greci verso i Turchi, di questi verso gli Armeni e poi verso gli stessi Greci!

In questo disastro umano, s’inquadra l’occupazione per la seconda volta di Smirne dell’esercito turco repubblicano comandato da Mustafà Kemal (1922): quattro giorni dopo, il 13 settembre 1922, la città è incendiata e devastata da un catastrofico incendio, che distrusse gran parte della città vecchia. Durante l’incendio, tra devastazioni e saccheggi, le popolazioni cristiane, principalmente quelle greca e armena, o meglio: coloro che si salvarono dal massacro, si imbarcavano sulle navi dell’Intesa alla fonda nel porto, trovando poi rifugio in Grecia.

 

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