Accadde oggi, 13 Gennaio: 1930, primo giorno di uscita di un fumetto di nome Topolino!

 

 

Un successo planetario! Anche quello superiore alla specie di animali a cui si ispira questo fumetto che di…topo non ha più niente! Se non una certa furbizia. E troppa perspicacia, per cui, noi preferiamo Paperino!

 

di Daniele Vanni

 

 

Una Topolino amaranto si va che un incanto, ’46!

Cantava Paolo Conte. Facendoci dimenticare le disattenzioni del Regime!

Mussolini con uno spettacolo orribile, “giustificato” solo dalla guerra che libera gli istinti più profondi dell’uomo, – non è lui chela scatena??! – era stato appeso ad un distributore della americanissima Esso! una delle aziende che aveva “condotto” la guerra vincitrice degli Alleati.

E la Fiat che ci aveva “guidato” nella Prima Guerra con mezzi appena passabili e con qualche pezzo di artiglieria tra il 6 ed il 7, ma nella seconda con mezzi che definire corazzati era scrivere…un fumetto, mitragliatrici che sparavano una volta sì ed una no, ed automezzi…aveva sfornato una macchina che se italianizzava il nome: da Mickey Mouse a Topolino, era come dire che noi come industria eravamo sempre all’epoca delle lanterne magiche o forse dei Lumiere, l’America di Walt Disney (che è poi il vero Mickey Mouse!) già approdata al fumetto (che sbarcò a Lucca nel 1965) delle lavatrici, delle TV…a colori….E, indubbiamente le guerre, non si fanno per diverse ideologie o fedi, ma si fanno per confrontare le tecnologie, che sono alla base dei progressi e regressi della civiltà. A seconda di come si veda la cosa.

Sono le invenzioni di questa fertile mente dell’uomo che riesce a debellare la Natura, a distruggerla, ma nona cambiare se stesso, che fanno sobbalzare, fare un passo avanti (o come dicevamo prima, se si misura la civiltà come benessere interiore e felicità e serenità), due indietro! alla Storia! Dopodichè con questi “strappi” di un popolo, di una nazione, nei confronti delle altre, si riesce ad accumulare potenza, denaro, capitale, strafiducia in se stessi, cioè: stupido orgoglio e iubris, …e quindi…: ecco la guerra”!

Che oggi, si fa per dire! è “solo” commerciale, e speriamo rimanga a lungo tale…almeno a lungo, da capire che invece d ditruggere ogni volta milioni di uomini, adesso, siamo riusciti a distruggere un Pianeta! Anzi: il Pianeta! Perché abiamo poi la segreta illusione di poterlo fare, tanto andremo a vivere sulla Luna o su Marte!
Questa è la riprova che l’uomo non vorrà mai cambiare! Davvero!

E si può vedere anche nell’animo “gentile” dei Dittatori.

Nel 1930 Benito Mussolini aveva convocato il senatore Giovanni Agnelli per informarlo della “inderogabile necessità” di motorizzare gli italiani con una vettura economica, che non superasse il costo di 5. 000 Lire.

 

Fu un’idea di grande impatto propagandistico che Adolf Hitler, non appena eletto Cancelliere del Reich, si affrettò a copiare. convocando Ferdinand Porsche ed intimandogli di realizzare un’automobile dal costo non superiore ai 1.000 marchi, quella che sarebbe divenuta famosa in Italia con il nome di Maggiolino.

Vedete? Che bellezza! Maggiolini, Topolini…sembra di essere nel mondo fatato dei cartoon!!

Per i rapporti fra Italia: lire 5.000 Fiat Agnelli (già anche qui, questi graziosi e cari animalini!)

e Germania: Marchi 1.000 Volkswagen Porsche…fate pure voi liberamente!

 

Intanto in America, dove Mickey Mouse era uscito dalla mente (si è detto varie volte anche questa destrosa del suo Padre)…

 

 

Topolino

 

Nome orig.         Mickey Mouse

Lingua orig.         Inglese

Alter ego    Henry Ratkyll

Dylan Top

T.J.J. Tirk

 

Autori: Walt Disney e Ub Iwerks

 

Studio        The Walt Disney Company

Editore       The Walt Disney Company

1ª app. in film    18 novembre 1928

1ª app. in   Steamboat Willie (1928)

 

Voci orig.

Walt Disney, Carl W. Stalling, Clarence Nash (1928-1947, 1955-1962)

James MacDonald (1947-1977)

Wayne Allwine (1977-2009)

Jack Wagner, Pete Renaday, Les Perkins (1982-1987)

Bret Iwan (dal 2009)

Chris Diamantopoulos (Topolino)

Quinton Flynn (Mickey Mouse Works)

 

Voci italiane

Oreste Lionello, Claudio Sorrentino (anni ’50-’70)

Vittorio Stagni (anni ’70/’80)

Annabella Cerliani (Buon compleanno, Topolino!)

Daniela Fava, Franco Latini (1982)

Claudio Trionfi (1983-1988)

Gaetano Varcasia (1988-1995)

Alessandro Quarta (dal 1995)

Paolo De Santis (Drawn Together, ep. 8×02)

 

Specie       Topo antropomorfo

Sesso         Maschio

 

 

« I only hope that we never lose sight of one thing — that it was all started by a mouse. »

 

« Spero solo che non ci dimenticheremo mai una cosa – tutto è cominciato con un topo. »

 

(Walt Disney, What Is Disneyland, 27 ottobre 1954)

 

Topolino (Mickey Mouse) è un personaggio immaginario dei fumetti e dei cartoni animati creato nel 1928 da Walt Disney e Ub Iwerks e successivamente sviluppato da Floyd Gottfredson, fra i più famosi al mondo e icona stessa della Walt Disney Company e della cultura popolare mondiale.

 

Il debutto cinematografico del personaggio avvenne il 18 novembre 1928 nel cortometraggio Steamboat Willie, il quale riscosse un successo notevole grazie anche alla presenza di trovate visive e sonore perfettamente fuse tra loro.

Nei fumetti il personaggio debuttò sui quotidiani due anni dopo, il 13 gennaio 1930 con la storia Topolino nell’isola misteriosa.

Per la sua creazione Walt Disney vinse un Premio Oscar onorario. Secondo Forbes, i ricavi annuali di Topolino al 2004 erano di 5,8 miliardi di dollari, facendone il personaggio di fantasia più redditizio della storia!

 

Genesi del personaggio

 

Topolino è un topo antropomorfo che veste pantaloni rossi, grandi scarpe gialle e guanti bianchi.

Walt Disney dichiarò in un’intervista straordinaria, rilasciata molto tempo dopo i fatti, di essere stato ispirato nella creazione di Topolino da un vero topo domestico che veniva, assieme ad altri, nel suo ufficio presso il Laugh-O-Gram Studio:

 

« They used to fight for crumbs in my waste-basket when I worked alone late at night. I lifted them out and kept them in wire cages on my desk. I grew particularly fond of one brown house mouse. He was a timid little guy. By tapping him on the nose with my pencil, I trained him to run inside a black circle I drew on my drawing board. When I left Kansas to try my luck at Hollywood, I hated to leave him behind. So I carefully carried him to a backyard, making sure it was a nice neighborhood, and the tame little fellow scampered to freedom. »

 

« Erano soliti lottare per le briciole nel mio cestino dei rifiuti, quando lavoravo da solo fino a tarda notte. Li presi e li tenni in gabbiette sulla mia scrivania. Mi affezionai particolarmente a un topo domestico marrone. Era un piccoletto timido. Toccandolo sul naso con la matita, lo addestrai a correre all’interno di un cerchio nero che avevo tracciato sul mio tavolo. Quando me ne andai da Kansas City per tentare la fortuna a Hollywood, mi dispiacque lasciarlo. Così lo portai in un cortile, facendo attenzione che fosse un bel quartiere, e il piccoletto domato corse verso la libertà. »

 

(Walt Disney)

 

Nel 1928 Walt Disney aveva perso i diritti del suo primo personaggio di successo (Oswald il coniglio fortunato) e l’intero staff del proprio studio di Hollywood lo aveva abbandonato:

 

Disney, allora ancora giovane regista alle prime armi, ebbe l’idea di creare un nuovo personaggio, Mickey Mouse.

Ub Iwerks era l’unico collaboratore rimastogli e con lui realizzò il nuovo personaggio al quale affidare la sopravvivenza dello Studio Disney.

Per settimane tutti ignorarono che Walt e Ub stessero dando corpo alla realizzazione di un nuovo progetto.

In gran segreto, lavorando di notte in un garage, (c’è sempre un garage alla base di grandi invenzioni americane, come ci ha insegnato Steve Jobs!) Walt Disney e il suo braccio destro Ub Iwerks prepararono in tutta fretta il primo film di Mickey Mouse.

Iwerks, disegnando fino a 700 animazioni al giorno, consentì al personaggio di debuttare in una proiezione privata il 15 maggio 1928.

Il film era intitolato L’aereo impazzito (nel quale compare anche Minnie). Nasce così, impulsivo e sognatore, sbarazzino, ma determinato, il nuovo personaggio su cui Disney avrebbe scommesso la stessa sopravvivenza del suo studio.

Negli anni venti uno dei personaggi di maggior successo era il gatto Felix: una nera macchia d’inchiostro piena di intraprendenza e dotata di una vena surreale. Puntare su un topo fu forse per Disney una scelta giocata allo stesso tempo per affinità e contrasto, con lo scopo di dissimulare la somiglianza con il famoso gatto.

Nonostante una discreta accoglienza, nessuno sembrava voler distribuire i film del nuovo personaggio. Disney decide di produrne un secondo: Topolino gaucho, nel quale al personaggio vengono aggiunte le scarpe ed esordisce il gatto Gambadilegno; Minnie è nuovamente presente come protagonista femminile…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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