Accadde Oggi, 11 Ottobre: 1899, inizia la Seconda Guerra Boera

Vinti nella Prima, gli Inglesi temendo che gli Olandesi del Sud Africa si leghino ai Tedeschi e la scoperta dell’oro, fanno iniziare una Seconda, questa volta “vittoriosa”, Guerra Boera.

di Daniele Vanni

La pagine coloniali europee, non certo esaltanti o confortanti sul destino dell’umanità, sono madri o matrigne se volete, della situazione di immigrazione e di poco rispetto che l’Europa subisce oggi.

Le guerre boere o guerre anglo-boere ebbero luogo in Sudafrica, a cavallo fra il XIX e il XX secolo, e contrapposero gli Inglesi e i coloni sudafricani di origine olandese, detti Boeri.

La prima guerra boera si svolse dal 1880 al 1881 e la seconda dal 1899 al 1902. I due conflitti portarono alla supremazia britannica in Sudafrica e posero fine agli stati boeri, ovvero la Repubblica del Transvaal e lo Stato Libero dell’Orange, inglobandole nella Colonia del Capo.

Prima guerra boera

Il primo scontro venne causato dalla politica di Sir Theophilus Shepstone che decise di annettere il Transvaal (la Repubblica Sud Africana) all’Impero britannico nel 1877.

Ma certo ebbe un’importante accelerazione dalla scoperta di enormi giacimenti di diamanti nel 1867 e il conseguente flusso di immigrati!

In gran numero italiani e tanti lucchesi: in totale oltre 5.000 sugli 80.000 abitanti che allora contava Johannesburg.

Soprattutto impiegati in fabbriche di esplosivi. Questi in particolar modo piemontesi, perché il Dinamitificio Nobel di Avigliana era andato in crisi.

E nello scoppio di una di queste fabbriche risultò che i 12 morti e 36 feriti su 56, erano italiani!I Boeri protestarono per l’annessione del Transvaal,  e nel 1880 si ribellarono.

Vestiti in abiti color kaki che ben si confondevano col campo di battaglia, i Boeri non ebbero problemi ad avvistare da grande distanza ed infliggere pesanti perdite nei ranghi degli avversari britannici, che indossavano invece uniformi rosso brillante.

Dopo che una forza britannica comandata da George Pomeroy-Collery venne gravemente sconfitta nella Battaglia di Majuba Hill, nel febbraio 1881, il governo britannico di Gladstone diede ai Boeri l’autogoverno nel Transvaal, sotto la teorica supervisione britannica.

Seconda guerra boera

Dopo la scoperta dell’oro del 1885 nel Transvaal (crinale di Witwatersrand) arrivarono in massa coloni principalmente britannici, detti uitlanders. Questi vennero scarsamente considerati dai Boeri e per questo ci furono pressioni per rimuovere il loro governo.

Nel 1896 Cecil Rhodes sponsorizzò un inefficace colpo di Stato, culminato con l’incursione di Jameson: il non essere riusciti a ottenere migliori diritti per i britannici venne usato come scusa per giustificare un ammasso di forze militari nella zona del Capo, ma ci fu un’altra ragione per l’intenzione britannica di prendere il controllo della Repubblica Boera: all’epoca ci fu un tentativo della Repubblica del Transvaal di legarsi all’Africa Tedesca del Sud-Ovest, una possibilità che i britannici, che temevano uno scontro imminente con l’Impero tedesco, decisero di contrastare.

I Boeri, guidati dal presidente Paul Kruger (che convinse anche il presidente dello Stato Libero dell’Orange Steyn), colpirono per primi, attaccando nella Colonia del Capo e nel Natal tra l’ottobre 1899 e il gennaio 1900. Questi assediarono con successo le guarnigioni britanniche di Ladysmith, Mafeking (difesa dalle truppe comandate da Robert Baden-Powell) e Kimberley e inflissero ai britannici tre sconfitte in una sola settimana, dal 10 al 15 dicembre 1899. Solo con l’arrivo dei rinforzi, il 14 febbraio 1900, le truppe britanniche comandate da Lord Roberts furono in grado di contrattaccare per poter soccorrere le guarnigioni (la liberazione di Mafeking il 18 maggio 1900, provocò violente celebrazioni in Inghilterra) e permettere ai britannici di prendere Bloemfontein il 13 marzo e la capitale Boera, Pretoria, il 5 giugno.

Le unità Boere si diedero alla guerriglia per altri due anni, mentre i britannici, ora sotto il comando di Lord Kitchener, sostenitore di una tattica di totale “devastazione”, risposero costruendo fortini, distruggendo fattorie e confiscando il cibo per evitare che cadesse in mano ai Boeri e ponendo i civili Boeri in campi di concentramento.

Il generale Kitchener prevedeva di ammassare i civili boeri, evacuati a forza dalle loro abitazioni, in cosiddetti lager, veri e propri campi di concentramento mediocremente vettovagliati ed organizzati dove ben presto si sarebbero diffuse la denutrizione e le malattie.

Ancor peggio degli assedi furono i campi di concentramento, che erano parte delle dure tattiche di Kitchener per chiudere il conflitto!

I campi furono aperti quando i britannici compresero che donne e bambini non potevano prendersi cura di loro e trovarsi nel mezzo dei combattimenti. I campi erano inoltre un posto sicuro per i boeri che non erano interessati a prendere parte alla guerra. Comunque, dal momento in cui Kitchener assunse il comando, egli cambiò la natura dei campi che a quel punto detenevano qualsiasi persona vivesse in aree controllate dalla guerriglia. Il suo piano era quello di distruggere tutto il sostegno dei combattenti boeri restanti. La tragedia dei campi di concentramento può essere descritta attraverso il conto che chiese alle persone che vi erano detenute. Nei campi morirono più bambini che la somma dei soldati caduti da ambo le parti. Nel 1901 morirono fino a 28.000 donne e bambini. Fu un’atrocità che avrebbe macchiato la reputazione di Kitchener negli anni a venire, ma che va vista anche nel contesto delle malattie che falciarono 16.000 soldati britannici e della generale inadeguatezza dell’apparato medico militare britannico dell’epoca.

Gli ultimi Boeri si arresero nel maggio del 1902, e la guerra finì con il trattato di Vereeniging, stipulato nello stesso mese. Si stima che morirono 22.000 soldati britannici e 25.000 civili Boeri. Il trattato pose fine all’esistenza del Transvaal e dello Stato Libero dell’Orange come Repubbliche Boere, rendendole parte dell’Impero britannico. Ma ai Boeri vennero dati tre milioni di sterline come risarcimento e venne loro promesso l’autogoverno (l’Unione del Sud Africa).

Le repubbliche vennero così annesse alla colonia del Sudafrica, e i boeri si sparpagliarono in tutto il paese, oltre che nelle confinanti Namibia e Rhodesia e in Mozambico.Presero parte al conflitto come volontari oltre 6.300 stranieri: 2.000 olandesi, 1.550 tedeschi, 690 svedesi, 593 norvegesi, 59 altri scandinavi, 300 americani, 250 italiani inquadrati nella Legione Volontaria Italiana dalla parte dei Boeri (della quale faceva parte il colonnello Camillo Ricchiardi: questi durante la guerra catturò un treno sul quale era il giovane Winston Churchill che era in Sud Africa come giornalista inglese; durante la cattura, Churchill risultò troppo compromesso con l’esercito nemico e, trovato in possesso di una pistola Mauser C96 con pallottole proibite dum-dum, rischiò di essere fucilato, ma il pronto intervento del comandante Ricchiardi gli salvò la vita), 225 polacchi, 200 irlandesi, 250 francesi, 200 russi, e un certo numero di australiani.

Gli Italiani divisi tra Inglesi e Boeri e vessati per l’azione dell’avventuriero Ricchiardi, (che si diceva alla ricerca del tesoro di Paul Kruger, prussiano, leader della resistenza boera e di cui sposerà una nipote!!!)  videro ridurre la loro presenza in Sud Africa ad un terzo!

Tra gli Italiani, va ricordato Ciccio de Giovanni, un dodicenne che fece una visita inattesa al laager (accampamento, non campo di concentramento) degli esploratori italiani per vedere suo padre Giovanni, che militava nel reparto. Cavalcò senza sosta da Johannesburg, circa 400 km, da solo.

 

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