Accadde oggi, 11 Maggio: 1981, muore Bob Marley

 

Con un’ideologia non così travolgente come la sua musica, simbolo stesso dei Caraibi, frutto di questa terra, del mare e degli schiavi importati dall’Africa, Bob Marley si fece simbolo di questi stessi ritmi e del richiamo al’antica terra!

 

di Daniele Vanni

 

Morire a 36 anni è una tragedia, anche per un uomo normale. Una tragedia per molti, se si perde un musicista del calibro di Robert Nesta Marley, detto Bob, portato via, a tutto il mondo, da un melanoma, l’11 maggio 1981.

Del resto, Mozart è arrivato solo al suo 35esimo anno di età. E che dire, per chi come noi, ama la musica, della maledizione del cosiddetto Club 27, con le note stroncate di Brian Jones, Jmi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain, Kristen Pfaff, e per l’ultima, la splendida, inarrivabile, forse ancora non valutata per quello che è stata! Winehouse! Tutti attorno ai 27 anni d’età.

 

Bob Marley, di padre inglese, un capitano di marina e sovrintendente di piantagioni e madre giamaicana, era nato nell’isola delle Antille detta dagli indigeni Terra delle primavere, nel 1945. Sua madre si era sposata l’anno prima all’età di diciotto anni. Suo padre se ne sarebbe andato quando Bob aveva appena dieci anni, per poi morire improvvisamente quando Bob ne aveva quindici. Ma Cedella,la madre, difese sempre il marito! Non così Bob: vedeva l’amore dei sui genitori, come una “storia di schiavi! Da lì in poi, avrebbe affrontato per tutta la vita, la questione dei pregiudizi razziali.

 

Bob e suo padre

 

Bob e Cedella

 

“Ma io non sto né dalla parte dei bianchi, né dei neri. Io sto con Dio che mi ha creato e generato sia dal nero, che dal bianco!”.

Quel sentimento di rivolta, che sull’isola aveva conosciuto nel movimento Rasta, con la loro religione, erede del Cristianesimo, ma che crede in Hailè Selassie, l’Imperatore d’Etiopia, il ritorno di Cristo, il rifiuto delle droghe, ad eccezione dell’erba per scopi meditativi, con l’astinenza dalla carne e con i cosiddetti dreadlocks, le lunghe e dure trecce che caratterizzano la chioma di molti fedeli, che amano l’esercizio fisico ed un ritorno ad una forma originaria e naturale di vita, lo prese solo quando emigrò negli States.

Ma a lui interessava soprattutto la musica, e quelle Rasta, molto prima del Reggae, era il Nyabinghi, suonata alle cerimonie sacre chiamate “grounations”, che includevano percussioni, canti e balli, assieme alla preghiera e all’uso della marijuana: la musica giamaicana popolare, il mento, il clypso, nasceva tutta da lì e dall’incontro con elementi proventi dai colonizzatori europei. Da questo crogiuolo, nasce Bob Marley e la sua musica reggaeche attraverso di lui divenne qualcosa di universale, specialmente tra tutte le minoranze oppresse, degli afroamericani, ma anche della stessa Africa, così come per i nativi americani o di ogni parte del mondo.

 

« Emancipate voi stessi dalla schiavitù mentale, nessuno a parte noi stessi può liberare la nostra mente… »

 

 

 

 

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