Accadde oggi, 10 maggio: 1994, Primo Governo Berlusconi – 2006, Giorgio Napolitano diviene Presidente della Repubblica

 

10 Maggio: una data che lega due acerrimi avversari politici, con storie diversissime, tutte e due ormai al termine…

Dove l’ex-comunista, pure migliorista e “socialdemocratico” è arrivato (e per ben due volte!), impensabilmente nella Prima Repubblica, proprio a quel vertice dello Stato, tanto agognato, invano!, dal “parvenù della politica”, che pure in questi giorni detta ancora veti importanti!

 

di Daniele Vanni

 

 

Se Berlusconi avesse avuto quella capacità politica, che hanno certi statisti, cioè di essere anche “visionari” oltre che uomini concretamente legati alla terra, capirebbe che se dal suo Primo Governo del 1994, poi dopo dodici anni, è stato possibile, addirittura, avere nell’Italia,  Paese occidentale, ex o quasi potenza mondiale, ma pur sempre sede del Vaticano e parte della Nato, un Presidente della Repubblica ex comunista, questo lo si deve anche, e forse soprattutto!, al fatto che non una delle profonde riforme liberali e liberiste, sbandierate dalla discesa in campo dal Cavaliere, sono state realizzate o neanche abbozzate!

Quindi il grande merito di Berlusconi, quello di aver fondato, reso possibile e poi portato al potere, per la prima volta, democraticamente e a suffragio universale, una coalizione di Destra (meglio: centrodestra) in Italia, naufraga, scompare, sul libro della Storia, dalla nullità dei suoi effetti, dalla mancanza di profonde riforme che segnassero davvero un cambiamento, che nel “Ventennio berlusconiano” è mancato del tutto!

Ma forse gli intenti di Silvio Berlusconi erano altri che le pagine della Storia o riformare in senso liberale, moderno, di svecchiare un Paese che nella crisi attuale ha palesato quanto nulla fosse stato fatto, dopo Mani Pulite, per rendere meno gravosa una deindustrializzazione che rischia di farci finire nel Terzo Mondo!

Con i “gioielli” di famiglia che se ne vanno, uno ad uno, dalle banche alle acciaierie, dalla telefonia

Ma veniamo alla data di oggi: solo un caso, ha fatto avvenire nella stessa giornata, due avvenimenti così stridenti tra di loro: il primo governo italiano di Centro-Destra che prestava giuramento e, dodici anni dopo, il primo ex-comunista a salire sul gradino più alto quello del Quirinale!

Certo, politicamente, i due fatti sono tra loro scollegati. Anche se non del tutto, se non altro per quello che abbiamo detto sulla completa assenza non dico di una rivoluzione, ma almeno di un profondo cambiamento della società italiana in senso liberale, moderno, meritocratico…

E quindi prendiamo questa causalità che li ha fatti accadere nello stesso giorno, come un segno del destino politico di questa Nazione, destinata a non sburocratizzare, a non statalizzare, ad un modo di fare politica consociativo, per non dire di più, tutti pregi che in un mondo veloce e globalizzato ci condannano ad un debito pubblico sempre più imponente, a cedere alla concorrenza straniera, ad avere sempre meno peso politico, non dico internazionale che è sempre stato basso, ma neppure all’interno dell’Europa, dove ormai i vertici si fanno quasi sempre senza di noi.

Ed una classe politica…che rispecchia sempre più il Paese che la eleggge!
E allora andiamo a vedere brevissimamente questi due big di appena ieri.

 

Da sempre in politica uno. Addirittura dal 1953 deputato, già ministro con Prodi, eurodeputato e senatore a vita, Presidente della Camera.

Quasi approdato per caso alla politica l’altro. Imprenditore prima come costruttore (Edilnord), poi televisivo (Mediaset) ed editoriale (Mondadori, Il Giornale, Libero, Il Foglio, ecc.), grande distribuzione, teatrale e film (Manzoni e Medusa), assicurazioni (Mediolanum), dello sport (Milan), biotecnologie (MolMed) finanziario con Finivest.

Del sud, Napoli, l’uno.

Di antiche origini, si dice, svizzere, almeno stando all’etimo del cognome, certo radicato profondamente nel varesotto e nel milanese, l’altro.

Da giovane Napolitano ha aderito, come tanti, ai gruppi universitari fascisti, ben presto, però, entra nell’area del Partito Comunista campano, che si appresta al ritorno di Togliatti ed alla “Svolta di Salerno”, divenendo poi segretario a Napoli e Caserta, fino a difendere l’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956, ma divenendo poi un uomo di punta dell’ala destra, socialdemocratic,a del PCI, sempre aperta al PSI.

L’anticomunismo è per Berlusconi quasi una fissazione! Almeno mediatica! Quando attraversa un momento difficile, Berlusconi si mette a tuonare contro il Comunismo. Anche se il pericolo Rosso in Italia, se mai è esistito, risale a prima del Ventennio fascista. Sembra ricalcare quello che fece la Prima Repubblica e la DC in testa con il tema dell’antifascismo!

Dopo che Berlusconi ha dichiarato in passato che Napolitano è un suo nemico personale, forse ha contribuito anche alla sua seconda elezione, silurando Prodi, Bersani e sponsorizzando in qualche modo la crescita inarrestabile di Renzi: da nemici ad amici. Comunque legati da una stessa data: quel 10 maggio. Dodici anni dopo.

Comunque auguri di pronta guarigione al Presidente emerito che ha accusato in questi giorno un forte colpo alla sua salute.

All’altro che capisca, magari dalla malattia del suo avversario, che c’è un tempo per ogni cosa, sia che si tratti di bunga-bunga o di politica.

E mentre la prima cosa, siamo tutti uomini e si può capire anche se non condividere, si fa per proprio piacere, la seconda, l’arte politica deve necessariamente essere esercitata non solo per interesse personale, ma per passare alla storia, – Fanfani fu Presidente del Consiglio addirittura pochi giorni prima di essere ottantenne! – cioè: improntare la realtà delle idee che professiamo. E in questo senso, il tempo per l’uomo di Arcore sembra davvero irrimediabilmente scaduto.

10 maggio Berlusconi Napolitano

 

 

 

 

 

 

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