img_7403 A SOSTEGNO DEL NO DEGLI AMMINISTRATORI DI CENTRODESTRA DELLA PROVINCIA DI LUCCA

Nella veste di amministratori pubblici, in virtù della legittimazione popolare ricevuta con il voto dei nostri

concittadini, siamo consapevoli del ruolo fondamentale esercitato dai territori e della istituzioni locali come i nostri

comuni, pilastri della nostra vita democratica e presidii della tutela e sviluppo del territorio, che escono ancora più

delegittimati ed impoveriti da questa riforma, coronamento di una politica governativa volta a depauperare le

comunità locali, minando la partecipazione democratica del cittadino alla vita politica del paese, in nomi di risparmi

di spesa ed efficienza  palesatasi alla prova dei fatti inconsistenti e peggiorativi dei servizi offerti al cittadino.

Consapevoli che la nostra costituzione repubblicana debba essere adeguata per rispondere ai

cambiamenti avvenuti ed in atto nel tempo, siamo favorevoli a modificarne gli istituti e le regole di funzionamento

attraverso il più ampio concorso di tutte le forze politiche, culturali, sociali ed economiche rappresentate nel paese

senza però mai tradirne il fine supremo, quello di assicurare la piena sovranità al popolo italiano consentendone

l'esercizio e la partecipazione alla vita democratica, già colpita da un forte astensionismo, anziché diminuire gli

spazi di partecipazione e rappresentanza come previsto dalla riforma.

Come uomini e donne impegnati in politica ci sentiamo in dovere di denunciare il percorso di

approvazione di questa riforma, voluta da un governo non eletto democraticamente e da un Parlamento illegittimo

(sentenza n. 1/2014 Corte Costituzionale), che nasce a colpi di maggioranza e con l'impiego di espedienti atti a

moncare ed impedire una più ampia ed autentica partecipazione, collegata ad una legge elettorale (l'Italicum) che

ad essa si combina al solo di fine di consentire, di fatto, il governo di una minoranza.

Nelle vesti di liberi cittadini ci sentiamo in diritto di informare i nostri concittadini delle scorrettezze senza

precedenti e delle bugie espresse dalle più alte cariche del governo, minando lo stesso principio di imparzialità in

una competizione elettorale, che forte della leve del potere, specie nell'informazione pubblica, ha esercitato una

pressione continua sull'opinione pubblica volta a legare al l'esito della riforma costituzionale non solo il futuro

politico personale del capo del governo quanto lo scatenarsi di conseguenze funeste, in caso di vittoria del no, in

ogni settore della vita e della società italiana.

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