Lunedì 23 aprile nella sala Maria Luisa alle 17,30

A PALAZZO DUCALE SI PRESENTA IL LIBRO “25 APRILE 1945” DI CARLO GREPPI

Il volume del giovane studioso torinese rappresenta il primo saggio di una serie di dieci

che Laterza dedica ad altrettanti giorni decisivi del nostro Paese

Non poteva esserci che migliore anticipazione per le celebrazioni della Liberazione del 25 aprile, che la presentazione del volume “25 APRILE 1945” scritto dal torinese Carlo Greppi, dottore di ricerca in studi storici e collaboratore di Rai Storia.

Il libro, edito da Laterza, sarà presentato lunedì 23 aprile nella sala Maria Luisa di Palazzo Ducale, alle 17,30, da Roberto Ragazzini, presidente della Federazione regionale toscana associazioni antifasciste e della Resistenza e da Federico Creatini dell’università di Bergamo. L’incontro è promosso dalla Provincia e dal Comune di Lucca, dall’Anpi, dall’Isrec Lucca, dall’Associazione dei partigiani e da quella dei volontari della Libertà di Lucca

Nel libro si racconta una storia che è costruita come un romanzo grazie al sapiente intreccio tra i protagonisti che ambiscono alla libertà. Protagonisti che si chiamano Valente, Maurizio e Italo, alias partigiani di Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri e Luigi Longo, allora il cerchio si apre e chiude attorno a quel giorno di tensione (e mistero) che ci ha consegnato la fine del fascismo e dell’occupazione nazista.

25 APRILE 1945 rappresenta il primo saggio di una serie di dieci che Laterza dedica ad altrettanti giorni decisivi per il nostro Paese, a partire da quello della Liberazione appunto, atto di fondazione di una nuova Italia.

«Pochi minuti prima, gli uomini nella stanza erano nove – si legge nella sinossi del libro -. Tra loro, neanche un tedesco: è una faccenda tutta tra italiani. Perché in quella stanza, a colpi di sibilate nervose, di silenzi e di svelamenti veri o presunti, si è appena consumata una trattativa. O qualcosa del genere. Si sono fronteggiate due diverse idee di Italia: una, quella fascista, che sta irrimediabilmente franando; l’altra che pare avere la vittoria in pugno. Perché, tra ordini di conferma e voci di disdetta, tutti sanno che è l’ora della resa dei conti. Siamo a Milano, alla fine della giornata che segna l’alba di una nuova Italia: sono le 19 e qualche minuto del 25 aprile 1945».

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