A Lucca si fa il punto sulla gestione del patrimonio culturale delle comunità religiose

L’ex monastero delle monache Agostiniane a Vicopelago sarà il caso di studio della Summer School, promossa dall’Università di Bologna, dalla scuola alti studi Imt di Lucca e dal Centro Studi Cherubino Ghirardacci, con il patrocinio del Comune di Lucca e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Dal 25 luglio al 3 agosto Lucca ospita la Summer School, promossa dall’Università di Bologna, dalla scuola alti studi Imt di Lucca e dal Centro Studi Cherubino Ghirardacci, con il patrocinio del Comune di Lucca e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il tema che verrà sviluppato, attraverso un ricco programma di workshop e seminari, riguarda la valorizzazione dei patrimoni monastici dismessi, che prenderà le mosse dal caso di studio rappresentato dall’ex monastero Sant’Agostino delle monache Agostiniane a Vicopelago.

L’evento è stato presentato questa mattina a Palazzo Orsetti dal sindaco Alessandro Tambellini, dalla vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Lucia Corrieri Puliti, da Maria Luisa Catoni di IMT Lucca, da Luigi Bartolomei dell’Università di Bologna, da Francesca Adragna dell’Ordine degli Architetti di Lucca e da Lauro Dini proprietario dell’ex monastero di S. Benedetto e S. Scolastica di via della Zecca a Lucca.

I patrimoni immobiliari degli enti religiosi hanno caratteristiche proprie: sono interi cosmi, formati da spazi dati al culto (cappelle e chiese) da saloni e luoghi per attività manuali e manifatturiere, poi giardini e orti, luoghi per gli incontri e la socialità. Nel paesaggio i conventi e i monasteri non sono “punti”, ma comparti territoriali. In più se del patrimonio delle chiese, grazie al Censimento avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana (http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it), si inizia a conoscere la consistenza e il catalogo, del patrimonio degli ordini religiosi nella sua globalità non si sa nulla. Ciò è dovuto alla storica autonomia amministrativa e canonica di ciascun ordine o congregazione: ove qualcuno abbia sviluppato un’attenzione al proprio patrimonio culturale, sia in senso di censimento che di riuso, si tratta di esperienze singolari e distinte, che non prevedono o suppongono un osservatorio per collezionare best practice o, semplicemente, memorie.

La crescente scarsità negli ingressi alla vita consacrata lascia questo immenso patrimonio in una condizione emergenziale in tutta Italia. Soffrono maggiormente le case delle religiose semplicemente perché più numerose delle corrispondenti maschili. Dei circa 350 monasteri di vita contemplativa oggi presenti in Italia (monache claustrali), si stima che nei prossimi 10 anni, con gli attuali trend di ingresso, sarà costretto a chiudere il 60%. Considerando che la dimensione media di questi recinti del sacro è di circa 5000 / 6000 mq di superficie coperta, che cosa fare di questi grandissimi volumi? Davvero la sola via è trasformarli in resort per convegni o matrimoni?

La Summer School costituisce il primo tentativo di riflessione sistematica sul tema del riuso del patrimonio delle comunità religiose ed è pertanto un evento all’attenzione del Pontificio Consiglio della Cultura della Santa Sede e dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della CEI di cui interverrà il direttore, mons. Valerio Pennasso. Fondamentale sarà il confronto con le realtà straniere. Esperienze Spagnole (Fondazione deClausura) e Francesi (Fondation des Monastères) si confronteranno con il più frammentato panorama italiano.

IL CASO DI STUDIO: L’ex monastero delle monache agostiniane di Vicopelago

La Summer School “Nuovi Scenari per Patrimoni Monastici Dismessi” si pone l’obiettivo di studiare strategie ripetibili, processi e atteggiamenti progettuali volti alla valorizzazione dei patrimoni culturali delle comunità religiose. Lo scopo è duplice: da un lato tratteggiare piani operativi esportabili, dall’altro mobilitare e costruire professionisti con una sensibilità adeguata alle peculiarità dei beni. Per raggiungere questi scopi la Summer School adotta come caso di studio l’ex monastero delle monache agostiniane a Vicopelago, messo a disposizione dalla Comunità Agostiniana Corpus Domini di Cento che attualmente lo possiede.

L’edificio si presenta con i caratteri della delizia rinascimentale lucchese. Essa fu costruita nel secondo ‘500 probabilmente per la famiglia Buonvisi in ossequio ai principi di Giovanni di Vincenzo Saminati (XVI sec). Una villa in posizione piana ma dominante al centro di una proprietà terriera difesa da un recinto murato comprendente campi coltivati e giardini, in prossimità di un corso d’acqua. Facciata a sfondo di un viale prospettico, salone d’ingresso rialzato e passate, ad unire il fronte monolitico della facciata, con lo spazio intimo che sarebbe divenuto chiostro, sul quale la villa si affaccia con una loggia a tre archi estesa sui due piani. La villa di Vicopelago giunge alle monache agostiniane dopo un avvicendamento proprietario. Prima fu sede estiva del Seminario diocesano, poi, durante la dominazione di Elisa Baciocchi esso fu sede estiva del Collegio Felice.  Fu in seguito alle soppressioni degli ordini religiosi che le Monache Agostiniane uscite da San Nicolao lo acquisirono mediante un intermediario nel 1886. Con l’ingresso di Iginia Puccini in monastero (1875), la Villa entra tra i luoghi delle frequentazioni Pucciniane. Il Maestro Giacomo Puccini, infatti, affezionatissimo alla sorella, aveva ottenuto il permesso del Vescovo per insegnare alle monache canto corale e si mostrava generosissimo con la comunità religiosa, tanto da donare loro un suo pianoforte, un armonium e alcune prime edizioni delle sue opere, tra le quali “La fanciulla del West” con dedica autografa “Alla mia cara Monachina”, documento che tornerà a Lucca per le giornate della Summer School e che sarà esposto presso il Museo Casa Natale di Giacomo Puccini. La Comunità Agostiniana, ridottasi nella seconda metà del ‘900, lascerà Lucca solo nel 1999 unendosi al Monastero Agostiniano del Corpus Domini di Cento (FE). In questo contesto la Summer School  è solo la prima tappa di un progetto più ampio mediante il quale la proprietà del Monastero di Vicopelago, Comunità Monastica del Corpus Domini a Cento, vorrebbe restituire l’edificio alla fruizione e all’utilità della cittadinanza lucchese, riportandovi anche i suoi arredi e archivi, oggi depositati in luogo sicuro con la dipartita delle Monache nel 1999.

Simbolo e testimonianza di questi intenti è il ritorno a Lucca di alcuni beni mobili nel possesso delle monache: il bastone da passeggio di Giacomo Puccini completerà gli abiti del Maestro al Museo Casa Natale. L’Edizione de “La Fanciulla del West” con dedica autografa del Maestro seguirà la Summer School nei suoi luoghi in una teca blindata fornita per l’occasione da Fratelli Schiavone e concluderà il suo rimpatrio proprio nel salone del Monastero di Vicopelago la sera del 29 Luglio prossimo, quando la Fondazione Giacomo Puccini offrirà in quegli spazi un concerto -ad invito- di repertori pucciniani connessi al luogo tanto noto e caro al Maestro. Nell’occasione il parco accoglierà un rinfresco offerto da Caparol Center – Lucca, ditta che ha già condotto una campagna di studi sugli intonaci di questa villa, protetti da aggressioni moderne dalla vita claustrale che essa ospitava. Segno ben più concreto delle intenzioni delle monache rispetto al futuro del Bene sono i lavori di ristrutturazione urgente che si stanno svolgendo presso l’Ex Monastero per un importo lavori di 120.000 euro, curati dall’architetto Alberto Bortolotti di Bologna. Si tratta del restauro di volumetrie perdute a causa della caduta dei tetti in volumi secondari, aggiunti alla struttura principale agli inizi del ‘900: lavori necessari per assicurare all’edificio un futuro nel quadro di un piano economico finanziario capace di assicurare una stabilità di lungo periodo a questo edificio di origine cinquecentesca, di circa 4500 mq di superficie utile e oltre 11.000 mq di parco.

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