A ExtraLucca il riconoscimento all’olio di Renzo Baldaccini dell’azienda San Lorenzo di Moriano

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CORONA D’OLIO A RENZO BALDACCINI DELL’AZIENDA SAN LORENZO DI MORIANO: L’IMPEGNO PER UN OLIO DI QUALITA’

 

Un impegno che viene premiato, quello di Renzo Baldaccini, titolare dell’azienda agricola San Lorenzo di Moriano e associato Cia Toscana Nord – che si congratula con il suo associato –, che domani (sabato) riceverà a ExtraLucca la prestigiosa Corona d’Olio.

Quella di Renzo Baldaccini è innanzi tutto una passione. La passione per l’olio che lo ha portato a scegliere di intraprendere la strada difficile e impegnativa del prodotto Dop: «Sono gli stessi numeri che dimostrano cosa significhi produrre olio dop – spiega lo stesso Baldaccini – nel 2005 la provincia di Lucca aveva 23 produttori dop, mentre nel 2019 siamo rimasti solo in cinque».

Produrre olio dop non significa solo dare vita a un prodotto di altissima qualità, che rispetti degli standard di eccellenza, ma anche di essere costantemente aggiornati dal punto di vista tecnico e normativo e sottoposti a continui controlli che vanno da quelli di qualità fino a quelli delle aziende sanitarie e dell’ispettorato del lavoro.

Poi, ovviamente, ci sono tutti quegli accorgimenti che rendono un determinato olio degno di essere classificato come ‘dop’: «Innanzi tutto il tempo che passa dalla raccolta alla frangitura è fondamentale. Deve essere il più breve possibile. Noi facciamo raccolta e frangitura nella stessa giornata e questo significa che le olive hanno al massimo poche ore e la fragranza resta intatta». Altro fattore determinante è la qualità del frantoio, che deve effettuare le operazioni a basse temperature per non rovinare la fragranza.

Ma ancora più impegnativo è il ‘dopo’: «Per valorizzare l’olio fondamentale è l’imbottigliamento – spiega Baldaccini –: l’olio va infatti conservato in stanze a temperatura di 17 gradi costanti, in contenitori che estraggano l’ossigeno e immettano azoto, per non invecchiare precocemente l’olio e ovviamente non deve prendere luce». Insomma sono tanti i fattori che rendono un olio ‘dop’ e richiedono un impegno costante da parte di chi lo produce: «Un impegno che è anche un piacere – conclude Baldaccini – proprio per il risultato di ottenere un olio del quale viene riconosciuta la qualità».

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