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Ludwig Feuerbach

Il cibo è vita. E Feuerbach diceva addirittura che siamo ciò che mangiamo. Oggi, sarebbe meglio usare un’altra frase del filosofo tedesco: un popolo può migliorare migliorando la propria alimentazione. Perché il cibo può significare anche morte. Non solo per i tanti che ancora nel mondo non ne hanno a sufficienza e, nonostante i tanti discorsi, sono ancora centinaia di milioni. Ma anche perché un’errata alimentazione può significare malattie quindi anche morte, spesso molto prematura, anche per i paesi cosiddetti del benessere. Per la qualità e, soprattutto, per la quantità eccessiva! Se l’approvvigionamento (e l’etimo di “cibo” sta proprio nel “prendere”) è sbagliato, è normale contrarre malattie di origine causate da alimenti non salubri. Capita, anche se non ci facciamo la dovuta attenzione, a milioni di persone nel mondo, quotidianamente colpite da malattie originate da una sbagliata educazione e da una produzione e pubblicità che guardano solo al profitto.

Il 7 aprile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dedica a questo tema la Giornata mondiale della salute, pensata come una sfida alla “mala alimentazione”. Lo slogan per garantire sempre più sicurezza nel settore del cibo è riposta nella frase: ‘I vostri alimenti sono davvero sicuri? Dalla fattoria al piatto, tutti avete un compito da svolgere!”.

Secondo la direttrice dell’Oms, Margaret Chan, ”La produzione alimentare è stata industrializzata, il commercio e la distribuzione dei prodotti globalizzata, ma questo cambiamenti che possono apparire superficialmente positivi hanno creato anche molteplici occasioni di contaminazione degli alimenti, a causa di batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche”.

“Questa scelta è stata fatta, – dice ancora la Direttrice dell’OMS, – per stimolare i governi a mettere in atto misure in grado di migliorare la sicurezza degli alimenti lungo tutta la catena alimentare, dalla produzione al consumo, e di trovare risposte sostenibili ai problemi di fondo, come la frammentazione delle autorità per la sicurezza alimentare, l’instabilità dei budget e la carenza di prove convincenti sugli effetti di malattie di origine alimentare. La sicurezza alimentare è ancora un problema nascosto, spesso trascurato. Le esposizioni ad agenti patogeni e chimici sono sottovalutate”.

Senza dimenticare, aggiungiamo noi, di porre la giusta attenzione alla standardizzazione ed omologazione dei cibi!

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Stando a quando verificato dall’Oms, sono oltre 200 le malattie causate da alimenti di origine animali non abbastanza cotti, ortaggi e legumi contaminati, pesci e crostacei inquinati. Solo le infezioni enteriche affliggono ormai quasi 600 milioni di persone nel mondo soprattutto nel continente africano e in Asia, anche se i cosiddetti paesi sviluppati non sono immuni a questa casistica.

Quindi la sicurezza alimentare sarà il tema al centro della Giornata mondiale della salute 2015 che quest’anno cade in corrispondenza con l’Expo di Milano a sua volta dedicato al tema “Nutrire il pianeta”.

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Tra le prime misure che gli esperti ritengono più urgenti, c’è, purtroppo da sempre e quindi non si capisce bene dove stia l’urgenza, o meglio: chi giochi contro questa misura, la tracciabilità delle merci che, grazie a codici a barre e tecnologia rfid, consente di risalire al luogo di origine di un prodotto. E’ importante, tutti dicono almeno a parole, che la sua obbligatorietà sia estesa a tutte le categorie merceologiche e non sia messa in discussione dagli accordi commerciali internazionali.

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Nel corso del 2015,     l’Oms pubblicherà per la prima volta le stime sull’incidenza globale delle malattie di origine alimentare, mostrando la reale portata del problema e mettendo in atto, si spera, adeguate contromisure.

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