5G, Marchetti (FI): «Intanto portiamo la fibra in tutta la Toscana. Secondo le mappe della Regione banda larga per pochi su tutto il territorio»

Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti analizza i dati di giunta: «Ancora troppe aree bianche, per quelle a fallimento di mercato solo annunci. Urgente intervenire, divario digitale ancora troppo profondo. Era covid insegna»

«Prima di parlare di 5G, risolviamo intanto il problema di una copertura con fibra e banda larga che in Toscana vede ancora troppe aree bianche, molte a fallimento di mercato e complessivamente un divario digitale che in emergenza covid ha visto troppi bambini esclusi dalla didattica a distanza così come lavoratori inibiti nello smart working. Purtroppo si tratta di realtà destinate ad accompagnarci ancora per del tempo, e non siamo pronti. Lo dico su base dati della Regione Toscana, non per pregiudizio. E la Regione Toscana è la stessa che si era data il superamento del digital divide come obiettivo per il 2010. Siamo ancora qui a combattere con le connessioni e in certe zone non prende nemmeno il cellulare. E’ pazzesco. Altro che quinta generazione della connettività, qui siamo all’anno zero»: la sottolineatura arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che vede la parificazione dell’accesso a internet e alle infrastrutture digitali in Toscana come priorità programmatica indifferibile.

«Leggo il dibattito sulla sperimentazione del 5G in Toscana e tra me e me penso che qualunque azione produca crescita e sviluppo vada valutata. Poi però mi affaccio sul portale della giunta regionale nella sezione della mappa sulla copertura della banda larga in Toscana e vedo il territorio tutto ‘giallo’, che secondo legenda significa tutto a copertura parziale. Eppure – sottolinea Marchetti – il Pd ragiona di superamento del digital divide fin dall’alba dell’era Rossi. Anzi già da prima, era il tempo di Claudio Martini ma stessa minestra politica, si ragionava di banda larga in Toscana con copertura totale entro il 2010. Non è così. E purtroppo alle mappe un po’ algide corrispondono come sempre persone. Durante il lockdown nelle nostre aree montane, dove a volte non c’è nemmeno segnale telefonico né televisivo per il digitale terrestre, tanti bambini sono rimasti esclusi dalla didattica a distanza. Uno sarebbe già troppo, figuriamoci doverne parlare al plurale. Idem per i tanti lavoratori che si sono trovari in seria difficoltà a operare in smart working perché non raggiunti dalla connessione veloce nella loro abitazione. A volte nemmeno dalla connessione lenta, vorrei sottolineare».

Marchetti guarda al futuro: «Agli annunci non segue niente. Per la copertura con banda larga dei comuni cosiddetti ‘aree bianche’ a fallimento di mercato la Regione ha annunciato di recente la firma di un accordo. Ma essere tutti d’accordo e poi non posare la fibra che deve sorreggere l’infrastruttura immateriale non serve ai cittadini. Serve solo ai politici di sinistra a farsi belli. Poi la mappa resta gialla: incompleta. Gialli anche i toscani per il travaso di bile quotidiano di connessioni da medioevo digitale. Sinistra incapace, toscani disconnessi. Quella sul 5G rischia di rimanere una discussione d’accademia».

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