5 Dicembre: Giornata del Suolo

 

di Daniele Vanni

 

Forse s’indicono le “Giornate”…per non fare niente!

 

Così c’è la Giornata della Terra.

E questa soffoca, o meglio: noi soffochiamo!

Per la CO2 e l’aria atmosferica di cui siamo riusciti, dopo Dio, a cambiare addirittura la composizione che era tale da milioni e milioni di anni!

C’è la Giornata sulla Violenza, sulle Donne, sui Bimbi, ma non siamo capaci di abolire le Borse o gli investimenti finanziari che fanno passare miglia di miliardi di Dollari, Yuan o Euro da una parte all’altra del Globo non per beneficienza!

E neppure, dopo qualche decina di migliaia di anni di guerre, generate dai soldi, dalla pecunia, e dall’arsura di averne sempre di più, di abolire il denaro!

Così assai facile con la tecnologia digitale di cui disponiamo attualmente per regolare miliardi di scambi al secondo.

 

Oggi è la Giornata del Suolo e non occorre vedere quello di Roma, invaso dai sacchetti e disseminato di busche o quello delle nostrte strade disseminate di dossi che attestano la sconfitta della cultura o di rotonde, miraggio di facile guadagno per assessori che non hanno più i grandi investimenti né spazio sul territorio ormai distrutto devastato e tutto occupato, per mega-opere o quello dei tantissimi palazzi, ex ospedali, fabbriche e capannoni dismessi, invasi rifiuti, sacchetti, topi e da torme di disperati immigrati o quello dei campi alterati da pesticidi, anticrittogamici, o ammendanti risultato non si sa di che riciclaggio, per capire che la terra, quella con la “t” minuscola, se è permesso scriverla così o quella con la “T” maiuscola che un giorno ci dette Dio e che dopo aver mangiato una mela, non abbiamo più smesso di deturpare, cementificare, modificare, parafrasando al Bibbia: “A nostro uso, abuso, consumo e guadagno, in spregio totale degli altri, della Terra degli Animali, e quindi in fondo di noi stessi!”

 

Oggi, comunque, se questa avversativa è possibile usare…!, è La Giornata Mondiale del Suolo, dedicata all’inquinamento, Indetta dalla Fao, in Europa.

E a Roma, città superstiziosissima fin dagli Etruschi e i Romani, hanno dovuto riportare l’obelisco di Assuan in Etiopia, perché viste le sorti del nuovo “Impero” quello di Mussolini e di un Re al quale veniva forgiata una spada su misura perché non strusciasse in terra (appunto, il suolo) e che ha voluto la Guerra di Libia, quella coloniale, la Prima e la Seconda per un totale di forse una decina di milioni di morti italiani, più quelli della Spagnola, degli stenti e della fame, convinti che quell’Obelisco proprio bene non portasse!! Tanto che gli automobilisti maschi romani, in fondo al Circo Massimo, quando fanno la salita verso le Terme di Caracalla, dovec’era il Tempio sacro e riservato esclusivamente alle Donne, oggi occupato da donne di strada o Trans che svolgono qui la loro angosciosa e drammatica vita, lasciano per un attimo il volante con un una mano sola…E dietro l’obelisco (parola che mai un Romano neppure scriverebbe!) c’è la Fao, l’organizzazione per la fame nel mondo che, se solo l’uomo volesse veramente! in otto ore di lavoro dovrebbe chiudere i battenti!! ecco per il suo solo esistere e persistere, dicono i Romani, civiltà concreta come altri mai, nel cui Impero mai c’è stata carestia e fame! proprio bene non porterebbe…!

 

Comunque oggi, come fosse una notizia, tutti i giornali, nella ricorrenza, scrivono che il suolo del pianeta è minacciato.

“Non soltanto dal consumo, cioè dalla copertura del terreno con cemento e asfalto. Ma anche dall’inquinamento, coi rifiuti solidi e le sostanze chimiche. E all’inquinamento è dedicata quest’anno la Giornata Mondiale del Suolo (World Soil Day), istituita nel 2014 dall’agenzia alimentare dell’Onu, la Fao, per il 5 dicembre. L’hashtag è #StopSoilPollution.

Questo inquinamento “può essere invisibile e sembra lontano, ma tutti quanti e tutti i luoghi sono colpiti – scrive la Fao sul suo sito -. Con una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi, l’inquinamento del suolo è un problema globale che degrada i nostri terreni, avvelena il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo. L’entità del problema è ancora sconosciuta, (n. d. A. : ???) e non ci sono dati certi disponibili su scala mondiale”. In Italia manca ancora un legge sul consumo del suolo. Nel 2017 secondo l’Ispra sono stati ricoperti altri 52 km quadrati di territorio, soprattutto al Nord, spesso in aree protette o a rischio idrogeologico. Nella scorsa legislatura un progetto di legge era stato approvato alla Camera, ma si era arenato poi in Senato. Ad ottobre di quest’anno è stato presentato al Senato un disegno di legge dei pentastellati. Forza Italia lo ha subito bollato come “uno specchio della dittatura a cui i Cinquestelle vorrebbero sottoporre i cittadini italiani”. Alla vigilia della Giornata del Suolo è stato presentato Soil4Life, un progetto europeo che coinvolge partner di Italia, Francia e Croazia, nato con l’obiettivo di promuovere l’uso sostenibile ed efficiente del suolo e delle sue risorse in Italia e in Europa. Ne fanno parte Legambiente, ISPRA, CIA Agricoltori Italiani, CCIVS, Crea, ERSAF, Politecnico di Milano, Comune di Roma e Zelena Istria. Sempre oggi il Commissario straordinario per le bonifiche, il generale Giuseppe Vadalà, ha fatto un bilancio del lavoro svolto sulle 80 discariche abusive italiane per le quali l’Unione europea ha multato il nostro paese. Di queste, 28 sono state bonificate, permettendo di tagliare la multa da 32,4 milioni all’anno a 21,2. L’obiettivo è di arrivare a 40 bonifiche nel 2020, riducendo la multa annuale a 16 milioni. Alla Camera il comitato di cittadini No Pesticidi ha presentato una petizione con 25.000 firme per chiedere che siano fissate distanze di sicurezza “chiare ed inderogabili e che sia stabilito “l’obbligo di avvisare i residenti”.

 

Tutto questo dicono i giornalisti e la Fao in questa giornata celebrativa.

A Roma risponderebbero in due modi:

“Ma davero??!”.

Oppure, altrettanto efficace:

“Sti’ cazzi!”.

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