Accadde Oggi 3 Novembre 1942, termina la battaglia di El Alamein

3 nov _Erwin_Rommel

_Erwin_Rommel

Il comportamento della divisione Folgore, quella che noi conosciamo bene, perhè abbiamo visto sempre i “ragazzi” paracadutisti con il loro fez amaranto ed il pennacchio, uscire dalle caserme di Pisa, Lucca, Livorno o scendere appesi ad un sogno bianco che trattiene l’aria sui campi di Tassignano o del lago di Bientina, durante la battaglia di El Alamein fu encomiabile, riuscendo a resistere (assieme ad elementi della Divisione “Pavia”) ai ripetuti tentativi di sfondamento portati dalla 7ª Divisione Corazzata britannica (23 e 24 ottobre, sostenuta dalla Brigata Francia Libera), come anche il grande attacco concentrico portato il 25 ottobre da elementi 7ª Divisione Corazzata e della 44ª e 50ª Divisione di fanteria, e l’ultimo tentativo della 132ª Brigata Fanteria (44ª Divisione) il giorno 27. Il coraggio e lo spirito combattivo della divisione suscitò il rispetto e l’ammirazione anche da parte degli stessi avversari: assieme ad alcune pagine scritte dai nostri sul Don, sono gli atti eroici più eclatanti del nostro esercito dall’Unità d’Italia!

In ottemperanza agli ordini dell’ACIT la divisione Folgore iniziò la ritirata nella notte del 3 novembre 1942, in condizioni rese difficilissime dalla mancanza di mezzi di trasporto. Dopo due giorni di marcia nel deserto, alle 14:35 del giorno 6, dopo aver distrutto le armi, ciò che restava della Divisione si arrese alla 44ª divisione fanteria britannica del generale Hughes, senza mostrare bandiera bianca e senza mai alzare le mani ai nemici!

I paracadutisti ottennero dai britannici l’onore delle armi e dopo la resa il generale Hughes volle ricevere il generale Enrico Frattini ed i colonnelli Bignami e Boffa, complimentandosi per il comportamento della divisione. Dopo la battaglia di El Alamein alla Divisione Folgore ed ai suoi Reggimenti verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

La seconda battaglia di El Alamein (che in arabo significa: due bandiere) venne combattuta tra il 23 ottobre e il 3 novembre 1942 durante la campagna del Nordafrica. Lo scontro vide fronteggiarsi le forze dell’Asse dell’Armata corazzata italo-tedesca comandate dal feldmaresciallo Erwin Rommel, e l’Ottava armata britannica del generale Bernard Law Montgomery.

La battaglia ebbe inizio con l’offensiva generale britannica (nome in codice operazione Lightfoot) e continuò per alcuni giorni con intensi combattimenti dall’esito alterno e pesanti perdite per entrambe le parti. L’Armata corazzata italo-tedesca del feldmaresciallo Rommel venne infine costretta a ripiegare con i pochissimi mezzi rimasti, di fronte alla netta superiorità numerica e materiale britannica. Interi reparti dell’Asse, soprattutto italiani, furono costretti alla resa perché sprovvisti di veicoli a motore. Il ripiegamento venne inoltre ritardato dagli ordini di Adolf Hitler che imponevano una resistenza estrema sul posto, nonostante il parere contrario del feldmaresciallo Rommel.

La vittoria britannica in questa battaglia segnò il punto di svolta nella campagna del Nordafrica, che si concluderà nel maggio 1943 con la resa definitiva delle forze dell’Asse in Tunisia.

3 nov Bernard_Law_Montgomery

Bernard_Law_Montgomery

La prima battaglia di El Alamein (1º luglio – 27 luglio 1942) si era svolta sullo stesso terreno (troppo avanzato per le possibilità tecnico-tattiche dei Tedeschi e soprattutto degli Italiani, che si erano “alungati” a dismisura da loro porti libici, nell’illusione di espellere i Britannici dal’Africa e ricongiungersi alle popolazioni arabe amiche!). Erwin Rommel, contro il suo intuito ma con gli ordini perentori di Berlino, aveva comunque ataccato la linea difensiva britannica che però resistette, se pur indebolita. Il giorno successivo il comandante britannico, generale Claude Auchinleck, contrattaccò ma senza successo. Si sviluppò quindi una situazione di stallo cui seguì una fase di logoramento fra attacchi e contrattacchi, nessuno dei quali veramente decisivo, che si protrasse fino alla fine di luglio senza nessun chiaro vincitore. Tuttavia sul campo Rommel non aveva perso. Anche se bloccato ad El Alamein, le sue tattiche di guerra tennero in scacco un avversario superiore in uomini e mezzi, fino all’esaurimento delle scorte nella seconda battaglia.

La seconda battaglia di El Alamein (23 ottobre – 4 novembre 1942). Il 23 ottobre 1942 le truppe britanniche, sotto il comando del generale Bernard Montgomery, sferrarono un poderoso attacco su El Alamein. Le forze di Rommel, molto inferiori di numero (2 nazioni dell’Asse contro più di 7 nazioni del Commonwealth), inizialmente riuscirono a contenere gli attacchi britannici. La sapiente disposizione dei campi minati tedeschi, “I Giardini del Diavolo”, com’ebbe a chiamarli Rommel medesimo, facevano sì che i corridoi liberi dagli ordigni non fossero rettilinei, ma sinuosi, e terminassero proprio di fronte ai cannoni anticarro germanici. Nei giorni successivi vi furono numerosi attacchi e contrattacchi che non portarono a risultati apprezzabili. Tuttavia, a seguito di tali attacchi e dell’estrema lunghezza delle linee logistiche italo-tedesche, le forze di Rommel si erano gravemente assottigliate per via della mancanza di approvvigionamenti e rifornimenti, al punto che alla fine di ottobre la forza effettiva di carri armati a disposizione dell’Asse era ridotta a sole 102 unità. La seconda fase dell’offensiva inglese si svolse lungo la costa. L’attacco iniziò il 2 novembre 1942. Il 3 novembre Rommel disponeva ormai di soli 35 carri armati operativi, ottimi per il supporto della fanteria, secondo i suoi attenti piani tattici e dovette ordinare il ritiro: le forze dell’Asse iniziarono una ritirata che segnò una svolta della guerra. Winston Churchill commentò: “Ora, questa non è la fine, non è nemmeno l’inizio della fine. Ma è forse la fine dell’inizio”. Montgomery a sua volta commentò: “Se gli italiani avessero avuto i nostri mezzi, avrebbero vinto”. Il risultato è il frutto della diversa valutazione della Campagna d’Africa: sottovalutata da Hitler, considerata fondamentale da Churchill.Postazione-controcarro-Folgore

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