28 gennaio, è la volta del Procura Day – Un giorno in procura

 

Decine di cittadini e membri del movimento Valle del Serchio Alternativa questa mattina in Procura a Lucca per denunciare Mario Draghi e i ministri del governo

All’indomani del Giorno della Memoria, nel quale abbiamo visto sfilare gli stessi personaggi che oggi discriminano i non vaccinati come dei novelli ufficiali delle SS, una settantina di membri e simpatizzanti del movimento Valle del Serchio Alternativa si sono ritrovati oggi 28 gennaio alle 9.30 presso la Procura della Repubblica di Lucca per sporgere denuncia verso Mario Draghi e gli altri ministri del suo (in)degno governo.

L’iniziativa promossa a livello nazionale dai “Movimenti di Resistenza Costituzionale” e che ha già visto delle lunghe file di cittadini indignati davanti alle Procure di diverse città italiane, è stata favorevolmente accolta dal nostro movimento che vuole così portare avanti anche formalmente la denuncia della violazione macroscopica dello stato di diritto ormai evidente sotto gli occhi di tutti.

La denuncia è stata presentata singolarmente da ogni cittadino munito di duplice copia e documento di riconoscimento; si contesta in particolare a Draghi e al governo da lui presieduto la violazione dell’art 610 Codice Penale quindi il reato di violenza privata ovvero “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”.

Nella denuncia si contestano tutte quelle misure che sia direttamente tramite l’obbligo vaccinale (come nei comparti della sanità, scuola e sicurezza) sia indirettamente tramite l’obbligo di possesso del cosiddetto “Super Green Pass”, costituiscono una vera e propria minaccia per la fruizione di alcuni diritti essenziali primo tra tutti quello al lavoro e quindi alla sopravvivenza ma anche all’utilizzo dei trasporti pubblici e alla pratica di sport anche all’aperto, una previsione particolarmente odiosa anche quest’ultima se si pensa che è rivolta ai ragazzi maggiori di dodici anni e che mina un aspetto essenziale della loro crescita fisica e psicologica.

Tale ricatto non trova alcuna giustificazione nell’art. 32 della Costituzione, in quanto anche i trattamenti sanitari obbligatori non possono essere lesivi della dignità umana come in questo caso dato che si minaccia addirittura di togliere il sostentamento alla persona; va anche ricordato che queste misure sono contrarie all’art. 27 della costituzione che vieta non solo la pena di morte ma anche ogni pena che sia contraria al senso di umanità.

Ricordiamo anche che per questi cosiddetti vaccini, nessun obbligo ha legittimità: secondo la Corte Costituzionale infatti la salute del singolo non può mai essere subordinata a quella della collettività e vi è la previsione che il trattamento medico imposto non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze che per la loro temporaneità e scarsa entità appaiono normali di ogni intervento sanitario e pertanto tollerabili (sentenze 5/2018 e 258/1994); ed è indubbio ed attestato che invece questi vaccini abbiano prodotto conseguenze ben più serie come testimonia anche l’ultimo rapporto di farmacovigilanza AIFA che attesta 16 morti correlate e altre 133 morti indeterminate, danni peraltro sicuramente sottostimati in quanto trattasi di mera farmacovigilanza passiva; sul beneficio collettivo della vaccinazione poi va steso un velo pietoso anche dal punto di vista scientifico, data l’esplosione esponenziale dei contagi avvenuta di recente anche tra vaccinati e il fatto che comunque non sussista alcuna emergenza dal punto di vista delle terapie intensive, oggi occupate solo al 17% da pazienti covid, vaccinati e non.

Il governo agisce inoltre in totale spregio anche della normativa europea, in particolare del regolamento UE 953/2021, direttamente applicabile nel nostro ordinamento, che recita come sia necessario evitare ogni discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate.

Le denunce che non è stato possibile presentare interamente stamani in Procura saranno presentate insieme a quelle di molti altri cittadini alla Questura e alle caserme dei Carabinieri nei prossimi giorni; si prevede che alla fine solo in provincia di Lucca saranno presentate almeno 500 denunce.

Per tutte queste ragioni invitiamo ogni cittadino ad unirsi anche a questa sacrosanta battaglia legale contro la dittatura sanitaria imposta da questo governo di marionette.

W la democrazia, W la libertà, W il lavoro!

 

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