200 anni fa nasceva Maria Domenica Brun Barbantini

DOMANI, VENERDI’ 17 GENNAIO, IN CORTILE CARRARA A LUCCA

LA SCOPERTURA DELLA TARGA IN SUO RICORDO

Alla presenza dell’Arcivescovo Giulietti e degli amministratori di Provincia e Comune

 

Sarà inaugurata domani – venerdì 17 gennaio – a Palazzo Ducale (Cortile Carrara) – una targa in ricordo della Beata Maria Domenica Brun Barbantini, per ricordare il duecentennale della sua nascita, avvenuta il 17 gennaio 1789.

La celebrazione inizierà alle 16.30 nel porticato di Cortile Carrara con un Canto di apertura dal titolo “Un cuore appassionato”, successivamente sarà scoperta la targa dedicata alla Beata Maria Domenica Brun Barbantini con la benedizione dell’Arcivescovo di Lucca Mons. Paolo Giuletti. L’iniziativa si sposterà, poi, in sala Tobino, dove saluteranno la Madre Lauretta Gianesin, Superiora Generale Suore M.I. Barbantini, l’arcivescovo di Lucca Mons. Paolo Giulietti, il presidente della Provincia Luca Menesini e il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. Seguirà la proiezione di un video sulla storia della Beata Maria Domenica.

L’iniziativa si concluderà con un intervento di Mons. Giovanni Scarabelli sul tema dell’attualità della figura e della missione della Beata Maria Domenica Brun Barbantini.

Maria Domenica nasce a Lucca da Pietro Brun, militare originario del Cantone di Lucerna componente la guardia svizzera in servizio presso la Repubblica di Lucca, e Giovanna Granucci. La sua adolescenza è segnata da quattro lutti: la morte di suo padre e quella di tre fratelli a breve distanza l’uno dall’altro.

Nel 1811 sposa Salvatore Barbantini, ma dopo soli cinque mesi, mentre lei era già incinta, il marito muore improvvisamente e, all’età di otto anni, muore anche l’unico suo figlio. Allora si dedica interamente all’assistenza dei poveri e degli ammalati nella sua città.

Maria Domenica, subito dopo la morte del marito, inizia ad interessarsi degli ammalati della nostra città, in molti casi soli e abbandonati nelle loro case. La spinta verso la carità la porta a creare un’associazione di laici, la Pia Unione della Carità e, successivamente, a fondare la Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi di San Camillo.

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