Non è affatto vero quanto scrive Totò ne “La Livella” che la morte rende tutti uguali! Non lo siamo in vita e non lo siamo neanche da morti! Uguali!

Quando muore uno come, uno qualunque, muore e basta. E dopo nessuno se ne ricorda più.

Per i “Grandi” (che non sono uguali né davanti alla giustizia, né davanti alle tasse, né davanti all’amore o ad un semplice sportello, perché non fanno neppure la fila!) che erano grandi anche dentro la nostra mente, proprio perché ricchi, famosi, o potenti o belli o comunque sempre con amplissima visibilità, la morte si ammanta di mistero. Quasi mai la si accetta pianamente. Spesso la si ammanta di mistero. Di congetture. Si arriva a negare. Per dire che il “Grande” di turno si è voluto eclissare, ma vive ancora sotto false spoglie!

Così è per Elvis Presley, per Hitler o per Moana Pozzi. Steve Jobs, Michael Jackson, Oudini, e mille altri. Strano che per i geni veri, i matematici, i fisici, i grandi artisti, questo non avvenga.

Insomma noi crediamo in Dio per consolarci della paura più grande , quella della morte. Questi esseri simili a noi, ma “grandi” perché celebri, possono aver sconfitto la morte, fingendo di morire prima, eclissandosi, vivendo una seconda vita come Mattia Pascal di Pirandello.

Qualunque sia la genesi psichica di questo modo “consolatorio” a volte davvero credulone, di pensare certe celebrità ancora in vita, questo avvenne anche per una delle più terribili stragi che abbia colpito una famiglia di Regnanti: Nicola II Zar di Russia.

Nel 1905, dopo la sconfitta con il Giappone, in Russia c’è già stata una prima rivoluzione. Nel 1913 si sono celebrati comunque i 300 ani al potere della Dinastia Romanov. Adesso siamo in piena guerra, nel 1917, il fronte russo è pressochè crollato, per la crisi economica profonda che vi sta alle spalle e dala quale sono stati sottratti 17 milioni di solati! Nel febbraio 1917 il popolo insorge una prima volta: lo Zar è costretto a forza a lasciare il regno.

17 luglio 024px-Nikolaus_II._(Russland)Diffidente e inaccessibile, preda dell’alcolismo, Nicola II si mostrava sempre più inetto e rifiutava di prendere in considerazione qualunque riforma del regime; la zarina Aleksandra, reazionaria quanto il marito, era sospettata di simpatie per la Germania e appariva soggiogata da Rasputin, un monaco che da quattro anni imponeva e licenziava i ministri. Il suo assassinio, nato da una congiura di palazzo, nel dicembre del 1916, non mutò la politica del regime, mentre negli ambienti militari si faceva strada l’idea di un colpo di Stato.

Il 2 marzo, sotto la pressione della Duma, la camera bassa, e dei Soviet nascenti, NicolaII caricato quasi a forza su un treno, firma l’abdicazione, per un figlio, poi si pente e lo fa per l’altro. Poi il treno parte e dopo tanti giorni in stato di arresto arriva a Carskoe Selo, dove tutta la famiglia imperiale è stata riunita, nelle proprietà delle residenze dello zar, a 25 Km. da San pietroburgo. Vi rimarrà prigioniera fino a dopo la vera Rivoluzione, quella d’Ottobre i cui capi prenderanno la decisione di trasferire Zar e famiglia a Tobol’sk nella Siberia occidentale!

A Mosca c’è chi vorrebbe subito eliminare tutta la famiglia, chi vorrebbe trasferili a Mosca per processarli. Quando si decide per la seconda via, il convoglio viene intercettato daipiùradicali, mandati da Mosca a Ekaterimburg.17 luglio Russian_Royal_Family_-_Nicholas_II_of_Russia_-_Project_Gutenberg_eText_15478I Romanov vengono portati in una palazzina confiscata appositamente. Si dice che controrivoluzionari starebbero per liberarli. Ma tutto è stabilito.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918, il commissari politico incaricato sveglia l’ex-zar e la famiglia, dando l’ordine di preparare i bagagli per una partenza. Sgomberate le stanze che occupano, i Romanov e gli altri prigionieri sono condotti nello scantinato della casa e si ordina loro di disporsi per una fotografia di notifica; dopodiché chiama il commando.

Secondo quanto hanno testimoniato i membri del commando, quando viene letta la sentenza, l’ex zar si volta verso la sua gente, poi rivolge al commissario una frase confusa: «Cosa? Cosa?»; Si ordina di far fuoco. Nella confusione che segue, il primo a cadere è Nicola II; poi la moglie Aleksandra Fëdorovna; i membri del seguito, il medico dott. Botkin, l’inserviente Trupp, il cuoco Charitonov; i cinque figli, Ol’ga, Tat’jana, Marija, Anastasija, Aleksej, e la dama di compagnia Anna Demidova. Tre figlie (non identificate) rannicchiate in un angolo non muoiono all’istante ed è necessario che gli uomini le trafiggano con le baionette. Durante il trasporto dei cadaveri si rinvengono anche i corpi di Jimmy (il cane di Anastasija) e Ortino (il bulldog di Tat’jana).

I corpi vengono portati nel vicino bosco di Koptiakij e, dopo una previa divisione (sono bruciati a metà strada i corpi di Aleksej e di Marija), vengono denudati, fatti a pezzi e gettati nel pozzo di una vecchia miniera. Quindi i resti sono sciolti con acido solforico e infine dati alle fiamme: è necessario che i Bianchi non trovino alcuna traccia dell’esecuzione avvenuta.

Ma sono davvero tutti morti?

Già la mente umana si rifiuta di accettare la morte in un momenti e con personaggi tali, il romanzo prende il sopravvento!

Come tutte le leggende soprattutto sulla figlia Anastasia! Con le diverse sosia che si fanno avanti (e sempre successo in Russia, anche nel perido dei Torbidi, quando salirono al potere i Romanov!) per incassare tutto l’oro, i gioielli e i titoli depositati in tutte le banche dle ondo, soprattutto svizzere!

Fino al celebre film “Anastasia” magistralmente interpretato nel 1956, dalla splendida Ingrid Bergman che otterrà l’Oscar come protagonista.

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 Protagonista sarà il DNA, che nel 1990, sui pochi resti ritrovati dirà la sua. Definitivamente su tutti i componenti della Famiglia, intanto dichiarata Santa dalla Chiesa Ortodossa!, compresa Anastasia, solo nel 2008!

 

 

 

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Rasputin

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Nicola II in prigionia si adatta a fare lavori umili con il figlio

17 luglio Anastasia - and Romanov family

Anastasia – and Romanov family

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