14 Giugno, Giornata Mondiale della Donazione del Sangue: facciamone una piccola storia

 

 

Ripercorriamo la storia della trasfusione del sangue e della comprensione della circolazione sanguigna.

 

di Daniele Vanni

Di sanguel’uomo ne aveva visto scorrere assai. Penso all’antichità, quando ci si cominciò ad interrogare sul ruolo di quel liquido che appariva perlomeno vitale.

Ma la sua mente, quella dell’uomo intendo, è così particolare che spesso preferisce sognare, invece che guardare la realtà. Per quella che è.

CosìAristotele pensava che il cuore fosse il centro dell’energia vitale producendo calore. In linea: credeva che il cervello fosse l’organo deputato a raffreddare! E in certi casi non sarebbe male, agisse così. Ad esempio nelle superstizioni, nei pregiudizi, nelle convinzioni incallite che fanno la vita di noi tutti più difficile. Aristotele, molto lontano dalla realtà, pensava che il sangue fosse prodotto dal fegato e di qui scorresse verso il cuore e di qui, attraverso le vene (!), per tutto il corpo; secondo lo Stagirita le arterie (nome che deriva dal greco e significa trachea) contenevano, come davvero la trachea, aria! Questa opinione, mutuata da altri studiosi greci, è giustificata dal fatto che nel cadavere le arterie appaiono vuote in quanto il sangue sfugge da esse e si accumula nelle vene.  Galeno, invece, scoprì che le arterie contengono sangue. E Galeno, il grandissimo, forse il più grande assieme ad Ippocrate, vi era andato quasi vicino, distinguendo tra sangue venoso ed arterioso.

Il sangue ha sempre rappresentato un campo di studio misterioso ed affascinante, poiché, come diceva Leonardo da Vinci, “dà vita e spirito a tutti li membri dove si diffonde”. Già reperti di origine egizia accennano alla pratica della trasfusione di sangue, che in seguito viene confermata anche nella letteratura latina. Nelle Sacre Scrittureil sangue occupa un posto preminente, fino a divenire oggetto di culto o ad assumere un ruolo predominante nei riti propiziatori.

Ovidio, nelle sue Metamorfosi, raccontava che la maga Medea avrebbe fatto recuperare le forze al vecchio Pelea, se avesse ricevuto sangue giovane e fresco.

AnchePlinio il vecchio e Aulo Cornelio Celsodescrivono l’usanza di scendere nell’arena per bere il sangue dei gladiatori morenti, ritenendo che quel sangue fosse particolarmente benefico agli atleti forti e coraggiosi, qualità che sarebbero state trasferite in coloro che lo avessero bevuto.

Premesso che in popolazioni sudamericane le trasfusioni erano praticate con successo già in età precolombiana, favorite inconsapevolmente dalla presenza di solo gruppo 0.

In Europa la tradizione ritiene che il primo a sostenere la causa della trasfusione del sangue nel 1615, sia stato Andreas Libavius (1546-1616);non si potrà tuttavia ancora parlare di una trasfusione in senso tecnico, se non dopo la scoperta dell’apparato circolatorio, che ne permetterà una dimostrazione su base scientifica, o, a maggior ragione, quando i progressi della medicina porteranno alla nascita di varie branche specialistiche, quali la patologia generale e sperimentale, la batteriologia, l’immunologia, la diagnostica, la terapia e la chirurgia. Queste ed altre innovazioni sembrano trovare nello studio del sangue la base per la comprensione di molti fenomeni non solo patologici, ma anche fisiologici e quindi una importante fonte per guarire le malattie.

Esaltata da sprovveduti e ciarlatani, ma anche da pionieri della medicina sperimentale, disapprovata e considerata immorale, la trasfusione del sangue ha una storia molto movimentata prima di trovare un’affermazione nel mondo scientifico e nella società.

Si dovette però attendere addirittura il 1616, per la scoperta, cioè la dimostrazione scientifica, della circolazione del sangue, da parte del medico inglese William Harvey. Che purtroppo lasciò questo mondo per un’emorragia cerebrale!

Qualche sprazzo italiano (a Padova soprattutto, ma poi a Pavia e Pisa) c’era stato e con largo anticipo: con Matteo Realdo Colombo (accanito rivale del Vesalio e del Falloppio) che un’ottantina d’anni prima dell’inglese era quasi arrivato alle stesse conclusioni, capendo anche il valore della contrazione cardiaca. Assai perspicace anche il contemporaneo Andrea Cisalpino, studioso ed insegnante all’Università di Pisa.

Addirittura Giuseppe Mazzini, con intenti nazionalistici, ma anche anticlericali, rivendica la scoperta della circolazione al frate eretico Paolo Sarpi(1552-1623). Teologo, astronomo, matematico, fisico, anatomista, letterato e polemista e amico e difensore strenuo di Galileo, che il rivoluzionario designa quale vero scopritore della circolazione. Di cui parlano, ma più a livello di indagine letteraria che scientifica, Marsilio Ficino e Girolamo Cardano.

Nel 1665, si ha la testimonianza di una prima trasfusione di sangue, da cane a cane, documentata, effettuata utilizzando la carotide del donatore e la vena giugulare del ricevente. E purtroppo si hanno anche testimonianze, di poco successive, con esiti drammatici come si può facilmente oggi comprendere, da animali ad uomo! Ma anche da un cane ad un agnello. Visto, com’è logico, ma solo oggi, gli effetti disastrosi, vennero abbandonati, per molto, anche i tentativi che si erano fatti da uomo ad uomo.

Solo nel 1818, James Blundell esegue la prima ufficiale trasfusione di sangue da uomo a uomo. Veramente ad una donna, dissanguata dopo il parto.

1900: Landsteiner, con merito Premio Nobel per la Medicina 1930, scopre i gruppi sanguigni (sistema AB0)

La guerra aguzza gli ingegni : e così nel 1915 si arriva all’uso delle soluzioni anticoagulanti.

Alla vigilia dell’altra immane guerra, si ha la scoperta del sistema Rh (1939) e degli altri antigeni dei globuli rossi: da allora sono stati identificati più di 250 diversi antigeni dei globuli rossi in 23 sistemi gruppo-ematici.

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