ITALIANI FUGGONO DAL PAESE – Ci sono sempre più italiani emigrati all’estero: a gennaio 2019, su un totale di circa 60 milioni di cittadini residenti in Italia, l’8,8% risede all’estero.

ITALIANI FUGGONO DAL PAESE – Ci sono sempre più italiani emigrati all’estero: a gennaio 2019, su un totale di circa 60 milioni di cittadini residenti in Italia, l’8,8% risede all’estero. Precisamente in numero di iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, si tratta di 5.288.281 persone. Solo lo scorso anno hanno registrato la loro residenza oltre i confini 128.583 cittadini italiani, 400 persone in più rispetto all’anno precedente. A comunicarlo è il Rapporto italiani nel mondo della Fondazione migrantes.

Dal 2006 ad oggi, la mobilità italiana è aumentata del 70,2%, passando da circa 3 milioni ai quasi 5,3 milioni attuali. Più della metà degli italiani residenti all’estero sono uomini, anche se il dato sull’emigrazione femminile è in aumento.

Quasi la metà degli iscritti all’Aire risulta inoltre provenire dal Mezzogiorno, un 48,9% contro il 15,6% dal Centro e il 35,5% dal Settentrione. Più della metà degli iscritti totali lo è per espatrio, ma aumentano anche gli iscritti per nascita.
Nel solo 2018, hanno registrato la loro residenza fuori dei confini nazionali per espatrio 128.583 italiani (400 persone in più rispetto all’anno precedente).

 

ITALIANI FUGGONO DAL PAESE – L’attuale mobilità italiana continua a interessare in prevalenza i giovani (18-34 anni, 40,6%) e i giovani adulti (35-49 anni, 24,3%). Il 71,2% degli iscritti all’Aire per solo espatrio da gennaio a dicembre 2018 è in Europa e il 21,5% in America (il 14,2% in America Latina). A uno sguardo più dettagliato sono ben 195 le destinazioni di tutti i continenti. È un’inesorabile “vuoto” sociale, iniziato nel lontano 1995, che si sta creando e che difficilmente potrà trovare soluzioni facilmente adottabili.

Nel solo 2018, hanno registrato la loro residenza fuori dei confini nazionali per espatrio 128.583 italiani (400 persone in più rispetto all’anno precedente)
Torna il protagonismo del Regno Unito che, con oltre 20 mila iscrizioni, risulta essere la prima meta prescelta nell’ultimo anno (+11,1% rispetto all’anno precedente). Considerando però i numeri contraddittori sulla reale presenza di italiani sul suolo inglese. sottolinea l’indagine, si può pensare che molte di queste iscrizioni siano, probabilmente, delle “regolarizzazioni” di presenze già da tempo in essere, “emersioni” fortemente sollecitate anche dalla Brexit che ha provocato molta confusione nei residenti stranieri nel Regno Unito e a Londra in particolare, e continua tuttora a disturbare il sonno degli innumerevoli lavoratori di origine straniera impegnati nei diversi settori occupazionali. Al secondo posto nella classifica 2018, con 18.385 connazionali, e nonostante il decremento di 1.622 unità rispetto all’anno precedente, vi è la Germania (-8,1%). A seguire la Francia (14.016), il Brasile (11.663) la Svizzera (10.265), la Spagna (7.529).
Le partenze nell’ultimo anno hanno riguardato 107 province italiane. Le prime dieci sono: Roma, Milano, Napoli, Treviso, Brescia, Palermo, Vicenza, Catania, Bergamo e Cosenza. Si va, cioè, dal Nord al Centro, al Sud e alle Isole a riprova, ancora una volta, come sia tutto il tessuto italiano ad essere interessato attualmente dalla mobilità. Con 22.803 partenze continua il solido “primato” della Lombardia, la regione da cui partono più italiani, seguita dal Veneto (13.329), dalla Sicilia (12.127), dal Lazio (10.171) e dal Piemonte (9.702).

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