Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, dal Nord America all’America Centrale, fino al Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi, operato per mano degli Occidentali.

olocausto nativi americaniIl genocidio degli Indiani d’America, è conosciuto come i “500 anni di guerra” e il “Più Grande Olocausto del mondo nella storia del genere umano, come durata e perdita di vite umane”. Ecco quello che i libri di storia non dicono!

Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico. L’olocausto compiuto nei confronti di questi popoli, non fu solo lo sterminio di milioni di persone, ma fu anche qualcosa di più profondo, ovvero la totale distruzione delle loro avanzatissime culture, molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e le leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi il “Codice Etico dei Nativi Americani”.

Il massacro iniziò praticamente pochi anni dopo la scoperta del continente americano (solo Colombo ne ucccise circa mezzo milione) e si concluse alla soglia della Prima Guerra Mondiale. Quindi si sviluppò lungo un periodo di tempo molto vasto e difficilmente delimitabile. Le modalità del genocidio sono state molte e diverse, dall’eccidio vero e proprio di intere comunità, sterminate sistematicamente con le armi, da eserciti regolari o da soldataglie criminali assoldate alla bisogna per mantenere pulita l’immagine dei governi ufficiali, alla diffusione intenzionale di malattie endemiche come il vaiolo, alla distruzione delle piante e degli animali per impedire che gli indiani si nutrissero.

Libri e varie…
LA GRANDE STORIA DEGLI INDIANI D'AMERICA
Cronologia completa delle popolazioni native del nord America
di Greg O'brien

La grande stona degli indiani d’America propone ai lettori una visuale ampia e molto ben documentata sulla secolare epopea di questi popoli. Risalendo a prima del 1492 (anno dello sbarco di Colombo) e giungendo sino ai giorni nostri, il volume rievoca analiticamente la storia di tutte le comunità native - dai Sioux e dai Cherokee alle tribù meno conosciute - nonché dei loro laceranti rapporti con europei e americani.
 La vita quotidiana dei gruppi nativi, le loro tradizioni e i loro usi, le battaglie, le alleanze e la strenua lotta per la sopravvivenza sono raccontati nei modi di una dettagliatissima cronologia, che nella sezione inferiore delle pagine viene ulteriormente sunteggiata e scandita anno per anno, in una progressione dinamica e interrelata degli eventi.
 La ricostruzione di Greg O’Brian eccelle per rigore storiografico e ricchezza dell’informazione. Forte di un ampio corredo iconografico - dipinti, incisioni e rare fotografie -, essa disegna un portentoso quadro d’insieme dei popoli nativi, restituendone la complessità e insieme l’estrema vulnerabilità all’opera “civilizzatrice” dei conquistatori.
 ✓Accanto alle vicende delle comunità native più conosciute (Sioux, Cherokee, Cheyenne, Irochesi, Seminole, ecc.), anche quelle dei gruppi minori.
 ✓ Più di 300 immagini d’archivio tra riproduzioni di celebri dipinti, incisioni e rare foto d’epoca....
LA CONOSCENZA SEGRETA DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
Un mondo al contrario
di Enzo Braschi (Bisonte che corre)

Un racconto scritto con miriade sapienza, da un profondo conoscitore della cultura "Indiana D'america."

 "Per noi un uomo è ciò che la natura o i suoi sogni decidono. È una cosa che riguarda solo lui" diceva un tempo un Uomo Sacro dei Lakota
  (Sioux).
 La conoscenza segreta degli Indiani d'America si focalizza sulla figura dei cosiddetti "Contrari", "Uomini Sacri" che vivevano, pensavano e agivano al contrario di tutti gli altri.
 Che li si chiami Heyoka, Chifone, Koshare, Hoxnoka, Koyemsi, i "Contrari" rappresentavano il fulcro delle culture tradizionali nativo-americane, avendo il compito di tenere in equilibrio la realtà attraverso un comportamento che solo in apparenza si mostrava illogico o assurdo.
 Essi avevano assoluto controllo sugli agenti atmosferici ed erano anche potenti guaritori.
 Per accezione più ampia, sviluppa anche il tema dei "Contrari" del mondo di sopra, i "Popoli delle Stelle", dei cerchi nel grano e di tutti quei segnali che ci stanno annunciando il loro ritorno tra noi.
 "Di tutti gli uomini sacri della nostra cultura, gli heyoka sono i più strani e misteriosi e forse i più importanti. Un tempo ce n'erano più di oggi, quando anche noi eravamo molti di più e... liberi. Oggi è sempre più difficile imbattersi in un vero contrario, ma io penso che i contrari esisteranno finché esisteremo anche noi"....
INTRODUZIONE ALLE LINGUE DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
di Franz Boaz

Da quello che è considerato il fondatore dell'antropologia americana, una storia delle lingue tutta incentrata sugli aspetti culturali del parlare. Le lingue dei nativi dell'America del nord risuonano nella profonda sapienza della natura, nel rispetto sacrale della terra e di tutte le sue creature.
 L'uomo occidentale, paladino della ragione e della sintesi, si perde affascinato dalla bellezza dei nomi. Lunghi appellativi che colgono un momento essenziale di questo eterno rapporto tra creatura e natura.
 Malgrado gli anni trascorsi questo testo mantiene inalterati il suo interesse e la sua utilità, e ancora oggi la sua lettura costituisce un passaggio per chi si interessi delle lingue e delle culture "altre"....
LA SAGGEZZA DEGLI INDIANI D'AMERICA
Versione nuova
di Kent Nerburn

Le massime, gli insegnamenti e i discorsi dei grandi capi e delle figure più autorevoli fra i nativi americani permettono al lettore di cogliere la profondità e la purezza della loro filosofia, di apprezzareil modo in cui affrontavano i piccoli e grandi problemi dell'esistenza (il cibo, la caccia, la religione, il rapporto con la natura, la guerra e la morte), e di conoscere le vicissitudini che li hanno portati prima ad accogliere e poi a combattere l'uomo bianco, il quale li ha privati della terra e relegati nelle riserve.
 Le parole dei nativi possiedono una saggezza, un'intensità e un'energia ancora capaci di sorprenderci, rasserenarci, rinvigorirci.
 Come afferma Kent Nerburn, "esse sembrano assumere una "vita propria, nella quale i ritmi  e le cadenze creano una profusione di immagini e armonie, finchè non avvertiamo il battito del cuore dell'autore e non percepiamo la linfa vitale dell'esperienza che contengono".
 In questo libro il lettore troverà un’ampia selezione dei pensieri degli Indiani d’America, con una speciale attenzione alle parole di tre dei loro più grandi capi (Red Jacket, Joseph e Seattle), e di una delle figure più intriganti della storia indiana, Ohiyesa.
 "Tutte le cose sono legate. Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra"
Capo Seattle
 "Siamo tutti poveri perchè siamo tutti onesti"
Cane Rosso
 "Nerburn conosce l’anima di noi Indiani, come forse nessun altro scrittore non nativo."
Sicangu Lakota
 "Il libro di Kent Nerburn è un regalo, che siamo onorati di ricevere e obbligati a diffondere."
Steven R. Heape, cittadino della nazione Cherokee
 Kent Nerburn - Anteprima - La Saggezza degli Indiani d'America Gli indiani d'America (parte I) L'apprendimento
 Ai bambini si insegnava che la vera cortesia doveva essere espressa con le azioni piuttosto che con le parole. Era loro proibito frapporsi tra il fuoco e una persona anziana o un ospite, parlare mentre altri parlavano, prendere in giro una persona deforme o sfigurata. Se un bambino lo faceva senza volere, uno dei genitori lo rimproverava subito sottovoce.
Espressioni come «scusate», «perdonatemi» e «mi dispiace», che ora sono usate spesso alla leggera e inutilmente, non esistono nella lingua Lakota. Se per sbaglio qualcuno feriva o creava disturbo a qualcun altro, diceva la parola wanunhecun, «errore». Questo era sufficiente per indicare che non intendeva essere scortese e che ciò che era accaduto era un incidente.
 Continua a Leggere Kent Nerburn - Anteprima - La Saggezza degli Indiani d'America...
STORIA DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
di Philippe Jacquin

Chi erano realmente i cosiddetti "Indiani d'America"? Protagonista di romanzi e film, per lungo tempo sono stati considerati come il simbolo del selvaggio astuto e crudele, diventando un mito. 
 Questo volume vuole fare chiarezza e parlare al lettore della vita, della concezione spirituale e della cultura delle popolazioni native americane prima dell'arrivo dell'uomo bianco e della drammatica storia dei massacri e delle deportazioni che finirono con lo spezzarne la resistenza.
 Una drammatica ricostruzione in un saggio stimolante, arricchito da disegni, cartine e da un'ampia cronologia dei principali avvenimenti storici....
I SIMBOLI DEGLI INDIANI D'AMERICA
L'essenza della tradizione pellerossa
di Heike Owusu

Con la descrizione di oltre 300 simboli appartenenti a 40 tribù, il Popolo Pellerossa ci parla con la semplicità di un linguaggio simbolico con profondi significati spirituali.
 La ricca panoramica delle simbologie pellerossa copre ogni aspetto dell’esistenza e, attraverso un universo di forme e figure appartenenti a rituali intrisi di profondo significato, ci ricollega alle nostre comuni origini con la Madre Terra. L’obiettivo spirituale delle credenze pellerossa è vivere in pace e in armonia con l’universo. Lungo il sentiero che conduce a questa meta, ogni tribù utilizza rituali e simboli, ereditati da tradizioni diverse, che permeano la vita di tutti i giorni: tutto è pervaso dallo spirito della vita, che si manifesta attraverso simboli di potere e conoscenza....

“L’ideazione dei campi di concentramento, così come le pratiche di genoci, devono molto agli studi di storia inglese e americana da parte di Hitler. Egli ammirava i campi per i prigionieri boeri in Sudafrica e quelli degli indiani nel selvaggio West; e spesso elogiava l’efficienza dello sterminio degli Stati Uniti – per fame e combattimenti irregolari – dei selvaggi rossi, che non potevano essere conquistati con la prigionia”. (“Adolf Hitler” di John Toland, pag. 202)

Nativi americaniUn pretesto che veniva usato contro gli Indiani, era l’accusarli di “insensato tradizionalismo” ossia la loro legittima ostilità a sottomettersi ad usi e costumi che non gli appartenevano, e di voler rivendicare diritti (se di rivendicazione si può parlare, visto che chi da millenni vive in un determinato territorio ed esercita la sua sovranità su di esso, lo può ben considerare la propria Patria) su enormi porzioni di territorio, che i coloni non potevano sfruttare. Evidentemente, la violazione della sovranità nazionale degli altri Paesi e la pretesa superiorità di uno stile di vita rispetto ad altri giudicati selvaggi, e l’intervento violento per imporre quello stile di vita, è una tradizione ben radicata nella cultura statunitense, che perdura ancora oggi!

Oggi, gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila, di cui la maggior parte vive in riserve, mentre quelli che si sono invece integrati nella società americana, sono considerati alla stregua di una razza inferiore. All’arrivo dei primi coloni, gli indiani fecero “l’errore” di mostrarsi piuttosto accoglienti. Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono ad uccidere e rivendicare come loro tutto il continente. Le riserve divennero dei veri e propri lager, in cui venivano date appositamente coperte infette da vaiolo e le donne venivano sterilizzate “per affrettare la risoluzione della questione indiana”. Così scomparvero i popoli custodi della saggezza americana, delle grandi praterie, degli altopiani, dei ghiacci e del deserto, vittime dell’immigrazione e oggi… anche dei “vuoti di memoria” dei media di regime.

Fonte: https://www.dionidream.com/olocausto-nativi-americani/

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