10 devastanti salite italiane da affrontare con la bici

© Simon Warren
Di Red Bull Team
Volete davvero mettere alla prova il vostro coraggio? Il ciclista britannico Simon Warren ha alcuni suggerimenti per alcune epiche scalate
I passi italiani hanno una marcia in più. I nostri cugini francesi gli girano le ruote quando pensano alle salite del Giro d’Italia, soprattutto quando il percorso comprende lo Stelvio e il Passo Gavia (quest’ultimo è stato rimosso dall’edizione 2019 a causa della minaccia valanghe). Naturalmente, molte migliaia di ciclisti – professionisti o meno – cercano di scalare i giganti italiani come prova del loro coraggio. Ma ci sono salite altrettanto ardue e appaganti.
Per rimediare, ci siamo messi all’inseguimento dell’ex pro cyclist Simon Warren che ci ha svelto le sue salite su strada preferite. Simon è autore di una serie di libri di arrampicata ciclistica molto venduti in Europa e la più recente pubblicazione è proprio dedicata all’Italia: “100 Greatest Cycling Climbs of Italy”. Ecco la sua lista delle 10 arrampicate da fare almeno una volta nella vita in Italia se vi piacciono le sfide epiche.

1. Pian del Re – Cuneo

Pian del Re Italy climb
La salita del Pian del Re
Inizio: Paesana | MAPPA
Fine: Hotel Albergo Pian del Re | MAPPA
Lunghezza: 18.8km
Altitudine cima: 2,020m
Dislivello: 1,348m
Pendenza massima: 15%
Pendenza media: 7.2%
“Quando sono arrivato in vetta, all’Albergo Pian del Re, il piccolo gruppo di gente seduta per pranzo fuori mi ha fissato. «Hai pedalato qui?» hanno chiesto. «Sì.» «Da Paesana?» «Sì.» «Wow!». Dopo l’accoglienza, ho pensato: Che giro, che magnifico posto è questo”.
“Lasciando Paesana si va verso ovest attraverso la valle su un pendio piacevole e dolce fino a raggiungere Calcinere, dove la pendenza si alza un po’. Man mano che si avanza la salita inizia ad aumentare e c’è un brutto chilometro al 10% di pendenza a circa metà strada. Questo è solo un breve picco, poiché il percorso torna presto a un facile 6%. Dopo aver attraversato il villaggio di Crissolo si prosegue su lande desolate. Quattro degli ultimi cinque chilometri di questa salita sono estremamente difficili, tutti in media vicino al 10%, mentre si passa davanti al Piano della Regina e si inizia con i ripidi tornanti. Entrando nella riserva naturale, ci si dirige verso il cul-de-sac delle gigantesche cime montuose. La strada pericolosamente stretta, tagliata dalla roccia, con solo periodiche barriere di sicurezza, si dipana verso la cime con una manciata di edifici solitari dove lo splendore delle montagne rapisce il cuore”.

2. Colle della Fauniera – Cuneo

Colle della Fauniera Italy climb
Colle della Fauniera scalata a giugno
Inizio: Pradlèves | MAPPA
Fine: Un parcheggio in cima al Colle d’Esischie | MAPPA
Lunghezza: 21.6km
Altitudine cima: 2,481m
Dislivello: 1,640m
Pendenza massima: 14%
Pendenza media: 7.6%
“Questa è una salita così remota che il Giro l’ha usata solo in un paio di occasioni; in effetti è strano che un Tour, con il suo gigantesco convoglio di veicoli, possa mai percorrere un percorso così precario. Originariamente chiamato Colle della Morte, è stato gentrificato con un nome più morbido, il Colle della Fauniera. Salendo a 2.500 metri sul livello del mare, ci sono ottime possibilità che nevichi fino a giugno, quindi organizzate la vostra visita tenendolo a mente.
“Dopo aver lasciato l’inizio a Pradlèves, la zona più bassa è molto dolce, ma una volta attraversato Campomolino le gambe sono destinate a soffrire. Per quasi 15 chilometri la pendenza si aggira intorno al 10%, a volte più facile ma spesso anche più difficile. Più si va avanti, più ci si sente isolati, sminuiti dalle cime sovrastanti e la stradina accidentata riesce in qualche modo a trovare un percorso verso l’alto attraverso la bellezza frastagliata. Con tre chilometri rimanenti, si passano un paio di edifici – un raro segno di vita nella desolazione – poi poco dopo si raggiunge un incrocio in cima al Colle d’Esischie. Dopo rimangono solo 1.600 metri di arrampicata attraverso l’altopiano erboso per raggiungere la destinazione finale: un parcheggio all’apice di una curva, in cima al mondo”.

3. Passo San Marco – Sondrio

Passo San Marco Italy climb
Vista all’aperto su Passo San Marco
Partenza: Morbegno | MAPPA
Fine: Il chiosco che vende panini con la salsiccia a Passo San Marco | MAPPA
Lunghezza: 25.8km
Altitudine cima: 1,985m
Dislivello: 1,679m
Pendenza massima: 9%
Pendenza media 6.5%
“C’è un uomo in cima a questa scalata che vende panini con salsicce buone da morire, e mi perdonino i vegetariani, ma sono il modo perfetto per riempire le migliaia di calorie bruciate per raggiungere il suo piccolo furgone. Essere in grado di sedersi a un tavolo da picnic malconcio a 2.000 metri sul livello del mare – dopo aver percorso questa fantastica strada e godendo di una vista che riuscivo a malapena a comprendere – lo ha reso uno dei migliori spuntini che abbia mai avuto.
“La salita inizia a Morbegno ed è enorme, guadagnando quasi 1.700 metri per i suoi 25 chilometri di lunghezza. Mentre ti dirigi a sud fin dall’inizio, lo scenario diventa sempre più bello man mano che si sale sulle montagne, costringendoti in diverse occasioni a fermarti ad ammirare il paesaggio verso la Valtellina. La pendenza su questo lato del passo non è mai troppo dura, con una media del 7% mentre attraversa i villaggi di Arzo e Albaredo per San Marco. Dopo il 19° chilometro c’è una breve sospensione dell’inclinazione e una piccola discesa prima che ci si avventuri di nuovo verso il limite del bosco. A tre chilometri dalla fine, la foresta svanisce e la maestosità delle pendici si rivela in tutto il suo splendore. Serpeggiando attraverso la montagna brulla, con vista sulla più grande delle valli, la strada fa la sua ultima spinta verso l’alto, lì dove si può fare una pausa in uno dei migliori ristori sulla terra”.

4. Via Scanuppia – Trento

Via Scanuppia Italy climb
Scalata al 45%…
Inizio: Besenello | MAPPA
Fine: La cima di Via Scanuppia | MAPPA
Lunghezza: 6.9km
Altitudine cima: 1,515m
Dislivello: 1,277m
Pendenza massima: 45%
Pendenza media: 18.5%
“OK, non mi aspetto che molti di voi riescano effettivamente ad arrivare in cima a questa salita, ma mi sono sentito in dovere di includerla, perché non capita spesso l’occasione di provare a salire su una pendenza del 45%. Annunciata come la strada sterrata più ripida d’Europa, l’eccitazione che provai fu quasi travolgente mentre parcheggiavo a Besenello e mi avviai alla ricerca della partenza. Ci sono due modi per iniziare: su Via alla Posta Vecchia o sul percorso che ho scelto, iniziando da Via Scanuppia. È ripido fuori città, ma ancora abbastanza gestibile; poi sale ancora più ripidamente fino a un piccolo ponte, dove si livella in modo che tu possa tirare il fiato. Da qui le cose vanno fuori di testa. Nelle ombre davanti vedrete il famoso segnale del 45%, ma scordatevi di scattare una foto: si può fare al ritorno. Per ora, dovete aumentare la velocità più che potete per affrontare la curva a destra. Su una superficie ruvida che sembra levigata con una spatola, dovete innestare la marcia più bassa e attaccare l’angolo. Una volta impostata la traiettoria è semplicemente una questione di sopravvivenza – e peggiora. Ho fatto circa 200 metri, dopo di che sono riuscito a sganciarmi prima di cadere. Per quanto ne so, ci sarebbe potuto essere un branco di unicorni in cima, ma non avrei potuto raggiungerlo con il mio rapporto 34×28, quindi se volete arrivarci, aggiungete un 40 sul retro. E in bocca al lupo!”.

5. Salto della Capra sul Monte Grappa – Treviso

Salto della Capra Italy climb
Simon su una delle 10 ascese al Monte Grappa
Inizio: Fietta | MAPPA
Fine: La cima Monte Grappa | MAPPA
Lunghezza: 9.7km
Altitudine cima: 1,382m
Dislivello: 9,80m
Pendenza massima: 22%
Pendenza media: 10.2%
“Desideroso di includere uno dei 10 percorsi sul Monte Grappa, ho scelto questa salita. Ho quasi scelto il suo vicino, la Bocca di Forca, ma ho sicuramente fatto la scelta giusta, poiché quel percorso è terribilmente tracciato e spezzato – ed è anche più difficile di questo.
“Lasciando Fietta, la strada sale dolcemente nel bosco, quindi si biforca a destra per lasciare indietro gli ultimi edifici e continuare su una strada abbastanza larga per una sola auto. È una strada tranquilla, quasi inquietante, che si snoda avanti e indietro attraverso infiniti tornanti, dove i bordi si sgretolano e le barriere sono arrugginite.
“Per la maggior parte, la pendenza rimane intorno al 8-9%, ma qua e là aumenta quasi al 20% per poche centinaia di metri alla volta, a punzecchiare davvero le gambe. Quando ho girato, c’era molta vernice sulla strada ad avvertirmi della selvaggia pendenza, che sebbene benvenuta, ovviamente non ha fatto nulla per facilitarmi la salita. I panorami – proprio come quelli su tutte le salite rivolte a sud della montagna – sono semplicemente immensi. Per apprezzarli davvero dovete fermarvi un attimo, quando le vostre gambe vi ringrazieranno. Il finale è composto da una serie di tornanti disposti sulla strada pericolosamente stretta e, brutalmente ripida, che si aggrappa al fianco della montagna e si affaccia a sud”.

6. Plan de Corones – Bolzano

Plan de Corones Italy climb
A Plan de Corones una gravel non guasterebbe
Partenza: Passo di Furcia | MAPPA
Fine: Plan de Corones | MAPPA
Lunghezza: 5.2km
Altitudine cima: 2,273m
Dislivello: 515m
Pendenza massima: 20%
Pendenza media: 9.9%
“Quando ho raggiunto il Plan de Corones se non avessi riso, avrei pianto. Quale idiota tenterebbe di scalarlo con pneumatici da 23 mm con un rapporto inferiore al 34 × 28? Avendo visto la salita due volte al Giro come una cronometro in montagna, sapevo che non era asfaltata ma le scene della gara erano state così fantastiche che non vedevo l’ora di scalarlo da solo.
“Dopo aver passato il Passo di Furcia, i primi 20 metri sono asfaltati. Stavo andando bene; poi ho calpestato la ghiaia e mi sono fermato, morto. Questo però non mi avrebbe fermato – oh no – e da lì a poco avrei fatto progressi, molto lenti. Nei primi tornanti gli angoli erano difficili, ma i rettilinei andavano bene. Poi arriva un altopiano e dopo questo, la strada si piega a sinistra e si arriva a un muro: un muro di ghiaia. È qui che è iniziato il vero divertimento. Circondato da mountain biker che scendevano a tutta lungo i sentieri dopo aver preso la funivia, sono stato costretto a spingere e trascinare la mia bici su pendenze del 20%. Ce l’avevo fatta, ed ero così felice, che in cima mi sono comprato una maglietta per dimostrarlo”.

7. San Pellegrino in Alpe – Lucca

San Pelligrino Italy climb
La salita per San Pellegrino
Inizio: Campori | MAPPA
Fine: San Pellegrino | MAPPA
Lunghezza: 13.8km
Altitudine cima: 1,617m
Dislivello: 1,217m
Pendenza massima: 20%
Pendenza media: 10.2%
“Lassù nell’olimpo delle strade più difficili che abbia mai percorso, la salita a San Pellegrino è una delle mie preferite di tutti i tempi. Dopo averlo provato per la prima volta e fallito su una bici a noleggio nella mia adolescenza, da allora sono tornato a conquistarla diverse volte. È bruta, con una pendenza media di oltre il 10% e, alla fine, ci sono tre dei chilometri più difficili al mondo.
“Dirigendosi a nord-est attraverso i villaggi di Campori, Pellizzana e Chiozza, la pendenza media rimane su un 9% punitivo – abbastanza da far sussultare chiunque – ma il peggio deve arrivare”.
Dopo un gradito livellamento si passa un segnale del 18% (che a mio avviso sottolinea leggermente la sua gravità) e si inizia un tratto di arrampicata che non ha mai fine. Dirigendovi a destra, quindi a sinistra, i suoi occhi cercano il cartello del 18%. È come scalare l’Alpe d’Huez dopo aver scoperto che è stata sostituita dal Mur de Huy. Prima dell’arrivo a San Pellegrino, ci sono quattro tornanti malvagi accatastati l’uno sull’altro. Riprendeter fiato attraversando il paese mentre guardate negozi di articoli da regalo. Infine, seguendo questo breve tratto a pendenza umana, c’è un ultimo sforzo da fare per la vetta.”

8. Valico di Santa Maria Maddalena – Macerata

Valico di Santa Maria Maddalena Italy climb
Valico di Santa Maria Maddalena: una gemma nascosta
Inizio: Sarnano | MAPPA
Fine: Valico di Santa Maria Maddalena | MAPPA
Lunghezza: 13.1km
Altitudine cima: 1,455m
Dislivello: 969m
Pendenza massima: 16%
Pendenza media: 7.4%
“In uno dei giorni più caldi che ho trascorso in bici, con la temperatura sulla parte bassa della salita che ha raggiunto il picco a 39°, il mio corpo era semplicemente in modalità di sopravvivenza. Dopo aver letto, sentito o visto poco della scalata, non ero sicuro di cosa aspettarmi, ma si è rivelata una vera bellezza.
“Rotolando fuori da Sarnano, si scende leggermente, quindi la pendenza si rialza gradualmente per stabilizzarsi al 7%. I primi cinque chilometri attraversano numerosi villaggi; poi, quando lasciate l’ultimo, Piobbico, l’ambiente circostante cambia. La pendenza aumenta in modo significativo per raggiungere il 16% in alcuni punti ed entra nel primo dei molti tornanti che seguono. Raggiungendo la quarta curva stretta vi troverete davanti magnifiche vedute sulle colline marchigiane – una ricompensa a metà strada per gli sforzi fatti. In alto potete vedere la strada, aggrappata alla collina mentre serpeggia verso l’alto, da seguire verso l’interno fino a raggiungere un incrocio e svolta a destra. Dopo la raffica di curve, inizia la spinta finale verso la cima mentre la strada piega a sinistra per un’eternità, per finire sull’altopiano misteriosamente rado incastonato tra le colline coperte di erba”.

9. Monte Sirino – Potenza

Monte Sirino Italy climb
Monte Sirino: le gambe urleranno (non di gioia)
Inizio: Lagonegro | MAPPA
Fine: Monte Sirino | MAPPA
Lunghezza: 18km
Altitudine cima: 1,546m
Dislivello: 878m
Pendenza massima: 10%
Pendenza media: 4.9%
“In cima a questa salita ho trovato una stazione sciistica che il tempo ha dimenticato. Sono sicuro che in inverno c’è più vita, ma anche a fine aprile con la neve al lato della strada era un luogo desolato e inquietante.
“Cercando la strada migliore sono stato combattuto tra iniziare a Lauria o Lagonegro. Alla fine ho optato per quest’ultima perché, sebbene abbia una notevole discesa nel suo terzo finale, è la strada più diretta verso la vetta. Inoltre, dal centro di Lagonegro, avete dodici fantastici tornanti da chiudere prima ancora di uscire dalla città e mentre si passa sotto l’autostrada, la strada alla fine si raddrizza. Fluttuando tra il 5 e il 7%, la pendenza media non è troppo ripida e ci sono un paio di chilometri di arrampicata molto facili lanciati prima di affrontare la pendenza del 10%. La transizione verso l’arrampicata è improvvisa e continua ad aumentare di gravità fino a raggiungere il piccolo altopiano in cui si unisce la strada da Lauria alla base della rampa finale per la vetta. Questa strada stretta verso la cima è il punto in cui inizia il bello. È un finale punitivo attraverso una coppia di curve strette, oltre il decrepito ski lodge, e fino al traguardo, una piccola rotonda”.

10. Colle del Dragone – Potenza

Colle del Dragone Italy climb
Colle del Dragone: una gradita distrazione per le tue gambe urlanti
Inizio: Rotonda | MAPPA
Fine: Colle del Dragone | MAPPA
Lunghezza: 14km
Altitudine cima: 1,593m
Dislivello: 1,049m
Pendenza massima: 12%
Pendenza media: 7.5%
“Un nome temibile per una strada temibile che offre, senza dubbio, una delle salite più belle che ho mai fatto. Sebbene raggiunga il picco e la discesa prima di raggiungere l’attuale Colle del Dragone, dovete prendere questo percorso fino in cima invece di salire sulla SP28.
“Iniziate dirigendovi a sud da Rotonda e salite per un po’ lungo la SP28 prima di prendere la svolta a sinistra dopo l’uscita per Viggianello. La pendenza non è troppo dura quando si sale attraverso il piccolo villaggio di San Lorenzo, ma quando si esce, la pendenza inizia a mordere.
“Presto vi troverete di fronte a poco più di quattro chilometri a una media costante del 10–11%, di quelle che devasta le gambe, mentre il percorso si snoda attraverso le colline cosparse di rocce che si affacciano sulle pianure sottostanti. Con poca o nessuna tregua, è davvero un’arrampicata punitiva, ma così bella. La fine del tormento arriva al Rifugio Fasanelli, dove si possono far girare un po’ le gambe mentre la strada attraversa una grande radura prima di scendere brevemente ai piedi della sezione finale. Ora si snoda attraverso una moltitudine di curve sotto alte conifere poste sul ripido fianco di una montagna, il cui scenario è completamente diverso ma fa eco alla magnificenza. Superate la vetta, scendete fino all’incrocio, quindi svoltate a destra per continuare fino al vero Colle del Dragone”.

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