UN TEMPO FUMAVANO I METATI IN GARFAGNANA

Un tempo fumavino i metati
di Gavorchio22221807_10210404590446780_1400021910338639271_n

Rotta era la schiena sotto al fardello
Di castagne colte con tanto sudore
Poi sul canniccio si votava il corbello
Sollevando la schiena da un po’ di dolore.

I frutti marroni a strati distesi
Dentro al metato sì accomodati,
Al piano di sotto venivano accesi
Ciocchi di legna, a vista guardati.

Com’era bello senti’ donne lontane
Quando chine raspavino con i rastrello
Le sacca riempivino sulle sottane
Per comincià, poi, da un altro pianello.aa3a7a5489a9f87d4366845e3dd3e151_orig (1)

E po’ la sera, quando ariva il torpore
Sopra al paiolo co’ le mano tremanti
Per ammorbidille con quel vapore
Strappando le spine coll’unghie e co’ denti.

Vorei non svegliammi da questo sogno,
le castagne oramai nessuno più coglie,
dei vecchi metati non c’è più bisogno
e il pane di neccio more sotto le foglie.

(2° premio al concorso di poesia estemporanea “Il Boccabùgia” di Vergemoli

fonte domenico  bertucelli

macinatura-2005-dal-metato-alla-farina-007-copia

FacebookTwitterGoogle+Condividi