Futuro ex ospedale Campo Marte di Lucca,

Marchetti (FI) «Mentre la sinistra discute senza fare, la struttura si degrada»

 

Il Capogruppo FI annuncia interrogazione e incalza Regione, Asl ed enti locali

«Tanti piani, zero risultati. Guai a disperdere un patrimonio collettivo»

 

«Sul vecchio ospedale di Lucca, il Campo di Marte, finora anni di piani e zero risultati. Ma intanto, mentre la sinistra discute senza fare con chi si smarca di qua e chi di là, la struttura si degrada e rischia di divenire preda di sacche di illegalità da cui poi, altre esperienze su patrimonio immobiliare Asl lo dimostrano, rimane difficile uscire»: l’ammonimento arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che così si inserisce nel dibattito sul futuro del vecchio complesso ospedaliero per il quale le scelte paiono ancora in alto mare e su cui ha già dato disposizioni di predisporre un’interrogazione alla giunta toscana.

«La vocazione sanitaria dell’area è indiscutibile – osserva Marchetti – e che il Campo di Marte mantenga comunque funzioni di pubblico servizio è senz’altro una priorità. Perciò è inaccettabile dover assistere agli smarcamenti del Comune che dovrebbe invece fare la parte del leone nei processi decisori su quegli spazi. Anche investendoci, perché no? E ben capisco la demoralizzazione con cui l’altro giorno a fine di un dibattito sulla destinazione dell’area un cittadino ha lasciato 5 euro di tasca sua. E’ una reazione più che comprensibile».

Secondo Marchetti una via va presa: «Questo è patrimonio collettivo. E’ un bene dei cittadini e perciò va messo al loro servizio assicurandone la valorizzazione immediata in termini di funzioni o alienazione. Immediata, sì – incalza il Capogruppo di Forza Italia che a Lucca è anche il coordinatore provinciale del suo partito – perché ormai sono anni che si parla di come utilizzare i padiglioni, se ristrutturarli, se addirittura costruirne uno nuovo secondo quanto nel 2014 riferiva l’allora direttore generale della ex Asl 2 di Lucca Joseph Polimeni alla Commissione regionale d’inchiesta sul patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie presieduta dall’oggi onorevole Stefano Mugnai».

La storia gestionale del complesso, ricostruita anche nella relazione finale di quella Commissione, parla di un accordo di programma del 2005 seguito da un protocollo d’intesa del 2012 deliberato ma non firmato… e poi? «E poi siamo ancora lì che ci si avvita mentre gli immobili degradano e rischiano di venire occupati, ad esempio, per dirne una. La Toscana è zeppa di casi del genere che hanno reso e rendono il patrimonio immobiliare indisponibile per anni. A Firenze, San Salvi ed ex ospedale di Pratolino fanno scuola. La sinistra vuole questo, per Lucca? Così potrà scaricare sulla cattiva sorte le responsabilità per le proprie mancanze progettuali e di governance? Ci auguriamo di no, perché già nell’accordo di programma del 2005 si parlava di una valorizzazione dell’area per circa 23 milioni di euro, per capire di cosa si parla».

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