RETTIFICA NS ARTICOLO PUBBLICATO IL 29 NOVEMBRE A SEGUITO COMUNICATO DELLA DITTA PIETRO CORICELLI SPA

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Pietro Coricelli SpA, con riferimento al procedimento di indagine, avviato nel mese di novembre dell’anno 2015 dalla Procura di Torino desidera informare di quanto segue.

In data 4 Luglio 2017, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale competente ha emesso decreto di archiviazione per le accuse a suo tempo mosse nei confronti della Pietro Coricelli e del proprio legale rappresentante motivato “dalla totale insussistenza di elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio”.

Fin dal primo istante si ricorderà come Pietro Coricelli si sia rivelata molto ferma, nella certezza che i propri prodotti hanno sempre rispettato, rispettano e rispetteranno sempre i più severi standard di qualità. È quindi con grande orgoglio e con immensa soddisfazione che si desidera condividere la conclusione di questa vicenda che ha sancito l’estraneità della Pietro Coricelli a tutti i fatti contestati.

Senza dubbio la liberazione da questo oneroso ed ingiusto fardello ha regalato un grande senso di sollievo. Niente e nessuno potrà però risarcire la frustrazione ed il senso di profonda ingiustizia che ha accompagnato l’azienda quando è stata investita da un’onda mediatica di inaudita sproporzione. Resta tuttavia l’auspicio che ora medesima pubblicità possa ricevere la conclusione di questo percorso.

La vicenda che ha visto paradossalmente ed ingiustamente – a questo punto si può affermare senza tema di smentita! – coinvolta Pietro Coricelli rafforza la convinzione che solo attraverso il lavoro, la serietà, l’impegno, la coesione si possono raggiungere gli obiettivi più grandi e superare le più impervie difficoltà.

ALLEGATO NS ARTICOLO SOPRA RICBHIAMATO

MERDA AL POSTO DELL’OLIO DI OLIVA? ECCO I 7 “GRANDI MARCHI” SOTTO INCHIESTA A TORINO

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L’olio d’oliva spacciato per extravergine da 7 grandi marchi, alcuni recentemente acquisiti da gruppi stranieri. A scoprire il raggiro sono stati i carabinieri del Nas di Torino dopo le verifiche partite a seguito di una segnalazione di una rivista di consumatori alla procura torinese. Secondo le analisi eseguite a campione dai laboratori dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli su oli di note marche, il prodotto non era extravergine come invece pubblicizzato sulla bottiglia. Per questo il pm Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati una decina di rappresentanti legali di varie aziende per frode in commercio. Il magistrato ha anche informato il ministero delle politiche agricole. Nel mirino sono finite Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina,Prima Donna e Antica Badia.*

La denuncia di Coldiretti – A favorire le frodi è certamente il record di importazioni con l’arrivo dall’estero nel 2014 di ben 666mila tonnellate di olio di oliva e sansa, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’indagine torinese: “Occorre fare al più presto luce per difendere un settore strategico del Made in Italy con l’Italia che – sottolinea la Coldiretti – è il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni, con un fatturato del settore è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative”. L’Italia, continua Coldiretti, è però anche “il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Un comportamento che favorisce le frodi che vanno combattute anche con l’applicazione della disciplina del settore”.

https://www.fattidalweb.com/2017/11/27/merda-al-posto-dellolio-di-oliva-ecco-i-7-grandi-marchi-sotto-inchiesta-a-torino-4

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