Nuovi limiti alle emissioni della geotermialarderello-geotermia-energia

di Claudio Vastano

 

La Toscana è indubbiamente la regione d’Italia (e forse del mondo) con la più antica tradizione in fatto di sfruttamento delle fonti di energia di origine geotermica. Dal sottosuolo, infatti, la Toscana ogni anno estrae circa 5 GWh di elettricità (senza contare gli impieghi dell’energia terrestre nel riscaldamento di case e palazzi). L’amministrazione regionale ha recentemente dichiarato di avere intenzione di rilanciare ulteriormente l’industria energetica geotermica, badando bene, tuttavia, a ridurre al minimo l’impatto ambientale che certe pratiche potrebbero comportare sul territorio.

La geotermia, infatti, presenta grossi problemi d’inquinamento legati alla composizione delle acque calde provenienti dal sottosuolo. La giunta sta perciò lavorando a un testo di legge che ponga dei limiti alle emissioni delle torri di raffreddamento delle centrali geotermiche. La questione toccherà da vicino sia le installazioni di Larderello che quelle dell’Amiata, la cui sorgente di calore sotterranea presenta elevate emissioni di anidride carbonica e ammoniaca.

Come dichiarato dall’assessore alle attività produttive, il dottor Stefano Ciuoffo, “vogliamo fare della realtà toscana un centro di eccellenza internazionale, con programmi finalizzati a non aumentare l’impatto sulle matrici ambientali al crescere della potenza installata e della produzione di energia elettrica, e a favorire l’inserimento paesaggistico delle centrali esistenti e future.”

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