Ottobre, mese di funghi e manovre finanziarie. Quella del governo italiano, da circa 20 miliardi (40.000.000.000.000 di vecchie lire) si appresta a passare alla storia come l’ennesima manovra elettorale, fatta per nascondere sotto il tappeto l’immensa mole di polvere dei conti pubblici.

Perugia
09:55 del 11/10/2017
Scritto da Luca
FONTEITALIANOSVEGLIA.COM http://www.italianosveglia.com/manovra_2018_scritta_dal_pd_per_non_perdere_troppo_le_elezioni-b-101265.html

Ottobre, mese di funghi e manovre finanziarie. Quella del governo italiano, da circa 20 miliardi (40.000.000.000.000 di vecchie lire) si appresta a passare alla storia come l’ennesima manovra elettorale, fatta per nascondere sotto il tappeto l’immensa mole di polvere dei conti pubblici.

Partiamo con i numeri: nella manovra si parla di un pil 2018 a +1,5%, peccato che questo valore dovesse essere raggiunto già quest’anno e per l’ennesima volta è stato spostato in avanti, un po’ come la famosa battuta che gira nel mondo dello sport “e anche quest’anno lo scudetto lo vinciamo il prossimo anno”. Senza contare che come tasso di crescita, ammesso e non concesso che venga raggiunto, rimarrà comunque più basso di molti altri paesi dell’unione europea, ed in particolare di quelli che non adottano l’euro.

Dei 20 miliardi indicati nel documento predisposto dal ministero retto da padoan, ben 11 deriveranno da nuovi debiti. Sì, avete letto bene: lo stock di debito pubblico continuerà a crescere e questo nonostante l’italico stivale vanti un avanzo primario da record. E’ bene ricordare che avanzo primario significa che lo stato, al netto degli interessi pagati, incassa più di quanto spende. Questo significa che questi nuovi 11 miliardi di debito serviranno esclusivamente a pagare gli interessi al “mercato”, ovvero alle grandi istituzioni finanziarie.

Ovviamente non possono mancare le nuove entrate, che saranno pari a 5,2 miliardi, compresa la nuova, assurda, tassa sui sacchetti usati nei supermercati per contenere frutta e verdura. Nel libro dei sogni del ministro, poi c’è il discorso lotta all’evasione e miglioramento degli incassi da parte di equitalia. Tutta roba già vista e sentita in tutte le salse e che non ha mai portato risultati tangibili.

Naturalmente, oltre alle entrate, ci sono anche gli “impieghi”, ovvero i soldi destinati allo sviluppo: 3,8 miliardi che dovranno essere usati per “misure selettive di impulso alla crescita, agli investimenti pubblici e privati, di promozione sociale e per i giovani” e che dovrebbero dare spinta alla crescita al pil. Non subito, però, ma nell’arco di quattro anni. Cosa diceva Keynes? “Nel lungo periodo siamo tutti morti”. Ecco, quella del tirare a campare in attesa che si muoia tutti, appare la tecnica più gettonata da parte degli ultimi due governi. Ovviamente, la spesa miliardria per i 300.000 africani fatti arrivare dal governo Pd in Italia, quella spesa, non si tocca e non si taglia: almeno 4 miliardi di euro nel 2018, ma non basteranno. In “compenso” non verrà nè ridotta nè aumentata la spesa dello stato per gli italiani poveri: era a zero e restarà a zero.

D’altra parte, però, ci sono impegni ben precisi presi sciaguratamente con la ue dai governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi dal 2013 ad oggi, tutti targati Pd più quelli presi dall’orrendo governo Monti, chiamati fiscal compact, che prevedono l’abbattimento di uno 0,5% del debito pubblico ogni anno e che non potranno essere disattesi all’infinito, soprattutto con il futuro governo “giamaica” che dovrebbe insediarsi a Berlino, dove Merkel dovrà necessariamente appoggiarsi ai falchi più intransigenti sull’austerità e la distruzione dei paesi mediterranei per poter governare.

Se qualcuno, dalle parti di Roma, spera in un ammorbidimento della ue sui “parametri” economici, farebbe bene a prepararsi a rimanere deluso nelle sue aspettative. Per non dire che tra meno di due anni, in verità un anno e mezzo, Mario Draghi lascerà la guida della Bce e al suo posto arriverà un tedesco, ad esempio Weidmann, attuale numeno uno della Bundesbank, un feroce rapace al cui confronto un falco è una gallina padovana.

Questa manovra, quindi, definisce sempre più questo governo come i famosi “governi balneari” della prima repubblica, quelli costituiti giusto per allontanare un po’ la data del voto, ma senza capacità e soprattutto volontà, di incidere seriamente sul futuro del paese, a partire dall’uscita dall’euro dell’Italia.

Uscita che il grande economista Arthur Laffer ha ribadito essere l’unica via di salvezza per l’Italia.

L’unica speranza è che, alla prossima tornata elettorale, il fronte sovranista e nazionalista riesca ad avere la maggioranza ed a fare i passi necessari per ridare un futuro all’Italia, altrimenti saremo destinati a diventare mera colonia teutonica.

Da: QUI

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