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di Claudio Vastano

 

La Commissione Europea ha recentemente messo al bando tre sostanze appartenenti alla classe di pesticidi neonicotinoidi, che sono fra i principali responsabili della scomparsa delle api delle nostre campagne. I principi attivi che rientrano nel provvedimento sono l’imidacloprit, il clothianidin e il thiamethoxam. La proposta è stata appoggiata da una buona parte dei Paesi membri, fra cui la Francia, la Germania, la Gran Bretagna e l’Italia. Contrati, invece, la Romania, l’Ungheria e la Danimarca.

Una parziale messa al bando delle tre sostanze risale al 2013, quando entrò in vigore il divieto di utilizzo su tre colture (ovvero il granturco, il girasole e la colza). I neonicotinoidi erano però ancora usati nelle coltivazioni in serra e sui cereali. Nel febbraio 2018, l’Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare) ha accertato la pericolosità di queste sostanze per la biosfera. Esse, perciò, d’ora in avanti potranno essere utilizzate esclusivamente nelle coltivazioni in serra (anche se, come è stato ribadito da alcuni gruppi ambientalisti, la loro presenza nelle acque reflue potrebbe ugualmente danneggiare l’ambiente).

Nonostante l’opposizione manifestata dai produttori dei tre principi attivi e da alcuni imprenditori agricoli, il provvedimento rappresenta un importante traguardo per la salvaguardia di una delle più importanti componenti del nostro ecosistema. La drastica riduzione delle colonie di api rischia infatti di mettere in crisi la catena alimentare di cui fa parte anche l’uomo. Prendere le necessarie precauzioni adesso, eviterà di dover fare i conti con problemi molto più gravi in un prossimo futuro.

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