LEOPOLDIA COMOSA

Muscari comosum
Famiglia: Liliaceae – hyacintaceae30425253_10214090661012483_7353337247708314801_o

Il cipollaccio, o lampascione, è una specie a distribuzione eurimediterranea talvolta di antica introduzione al di fuori dell’areale primario, presente in tutte le regioni d’Italia. Nel territorio euganeo è molto comune su tutti i rilievi, molto meno diffuso nelle aree pianeggianti. Cresce negli aspetti più caldi dei prati naturali ed in vegetazioni ruderali e segetali, su suoli calcarei o limoso-argillosi, aridi d’estate, al di sotto della fascia montana. I bulbi, commestibili, sono utilizzati soprattutto in Puglia (lampascioni).

Il nome generico potrebbe derivare dal sanscrito “mushka
(testicolo), a causa della forma dei bulbi o dell’odore muschiato dei fiori; il termine ‘odore muschiato’ non ha nulla a che vedere con i muschi: significa simile a quello delle ghiandole paratesticolari di alcuni mammiferi, usate per produrre profumi sin da tempi antichissimi; il nome specifico deriva dal latino ‘coma’ (chioma) e allude al ciuffo di fiori sterili che sormonta l’infiorescenza. Forma biologica: geofita bulbosa. Periodo di fioritura: aprile-giugno.

I lampascioni presentano fiori violacei che sbocciano in primavera fino alla fine dell’estate mentre i bulbi, di colore biancastro, hanno un sapore amarognolo e si raccolgono 4 o 5 anni dopo la semina, a fine estate inizio autunno.
Sono consumati soprattutto nelle regioni meridionali dove crescono anche spontaneamente nei prati pianeggianti, sono diffusi in modo particolare in Puglia e Basilicata.
Bisogna però constatare che ancora oggi, purtroppo, alla maggior parte degli italiani, i lampascioni sono un ortaggio pressoché sconosciuto.

Composizione Chimica
Contengono flavonoidi, molti componenti ricchi di zolfo, saponine e pectine.
Sono molto ricchi di potassio, calcio, fosforo, ferro, rame, manganese e magnesi. Contengono inoltre saccarosio, fibre alimentari, glucosio ed amido.

Proprietà e Benefici Dei Lampascioni
Lassativi e Diuretici

Hanno proprietà lassative, diuretiche ed emollienti e sono caratterizzati da un basso apporto calorico; le sostanze in esso contenute hanno diverse proprietà, tra le quali quella di abbassare la pressione sanguigna, diminuire la percentuale di grassi nel sangue e prevenire la formazione di trombi.

Digestivi
Tra le altre proprietà i lampascioni stimolano l’appetito, attivano le funzioni digestive ed hanno un effetto anti infiammatorio.

Foruncoli
L’impasto ottenuto pestando un lampascione ed aggiungendo un po’ di miele può essere utilizzato per favorire la maturazione dei foruncoli.
Emollienti e Rinfrescanti
Contengono mucillagini, ovvero sostanze che al contatto con l’acqua si gonfiano e producono una sostanza viscosa. Una volta ingerito questo composto apporta benefici al nostro intestino in quanto ha proprietà emollienti e rinfrescanti.

Abbassano il Colesterolo
Hanno un buon contenuto di composti solfurei con potenziali proprietàantitumorali che, insieme al contenuto di fibra alimentare, aiuta l’organismo a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo LDL.

Controindicazioni Lampascioni
Sono controindicati negli individui con problemi al fegato, ai reni ed in caso di ulcera.
Chi consuma lampascioni può andare incontro anche a fastidiosi problemi di meteorismo in quanto la sua assunzione aumenta la fermentazione intestinale.

Lampascioni e Mucillagini
Nella tradizione pugliese il lampascione viene utilizzato in modo curioso ed interessante: viene infatti utilizzato sulle pentole di terracotta quando queste si crepano.
Viene utilizzata una metà di lampascione che viene sfregata sulla parte crepata fino a che la mucillagine presente nel bulbo non va a ricoprire completamente la crepa. Una volta che la mucillagine è essiccata la pentola può essere utilizzata ancora per molto tempo.

Lampascioni e Calorie
100 gr di parte edibile forniscono un apporto calorico pari a 37 calorie.

I lampascioni freschi possono essere conservati per un massimo di due giorni in frigorifero; in caso si volesse prolungarne la conservazione vanno messi sott’olio o sott’aceto.
Per attenuare il forte gusto amaro si lasciano a bagno nell’acqua per qualche ora.

NATUROPATA MARCO PARDINI

Share