Il Santo del giorno, 18 Maggio: S. Venanzio, cioè il cacciatore, da Camerino

 

Il suo nome in latino significava: il cacciatore. E Venanzio era proprio un nobile romano, che non si sa se amava la caccia, ma certo gli animali, visto che anche i leoni si ammansirono di fronte a lui, che aveva superato mille torture e cento tentativi di uccisione. La leggenda vuole che, infine, sia stato martirizzato per decapitazione e la  testa, cadendo, sarebbe rimbalzata tre volte, facendo sgorgare altrettanti zampilli d’acqua dalla terra: il santo è così definito “acquaiolo”.

 

di Daniele Vanni

 

San Venanzio da Camerino(… – Camerino, 18 maggio 250) fu un nobile romano che, convertitosi al cristianesimo, subì il martirio sotto l’imperatore Decio.

Il suo nome deriva dal verbo latino venari, da cui il significato etimologico di “cacciatore”.

Apparteneva ad una nobile famiglia della classe senatoria romana di Camerino. Convertitosi al Cristianesimo, andò a vivere presso il suo maestro, il prete Porfirio. Fu martirizzato per decapitazione in quanto rifiutò di tornare al culto degli dei pagani, come imposto dagli editti dell’imperatore Decio.

Venanzio è patrono di Raiano, in provincia dell’Aquila in cui, a cavallo del fiume Aterno, è ubicato il suggestivo eremo di San Venanzio, meta di secolare devozione e pellegrinaggi di devoti provenienti da tutte le regioni circostanti fino a Pescara.

Il martire Venanzio è protettore delle cadute spirituali e materiali.

Il martire venne sepolto a Camerino, fuori della Porta Orientale, nel luogo sul quale venne edificata una basilica (V secolo) tuttora sede dell'”Arca del santo” e del suo secolare culto.

San Venanzio Martire è anche patrono di San Venanzo (TR).Ogni anno in occasione della festa del patrono, viene portata una fiaccola presso la chiesa del paese, accesa presso la basilica di Camerino. La leggenda racconta che il santo, di ritorno da Roma con appesa al collo la sua condanna a morte, si sia fermato nelle vicinanze del paese, del quale si stavano costruendo le prime case. Per far abbeverare i cavalli dei soldati che lo avevano in custodia, trafisse con una spada la roccia sopra la quale un cavallo aveva appoggiato la zampa, e dalla fessura sgorgò acqua. Tuttora, nel paese di San Venanzo, si ricorda questo avvenimento celebrando una messa la domenica precedente il 18 maggio, proprio presso questa sorgente, che viene chiamata “Traccio di San Venanzo” per il fatto che nella roccia sembra impresso l’orma di un cavallo.

Venanzio, quindicenne, rifiutatosi di seguire gli editti imperiali, sarebbe uscito incolume dalle flagellazioni, da pene inflitte con il fumo, il fuoco, da un cavalletto cui fu sottoposto, suscitando conversioni fra gli stessi persecutori; imprigionato ed ancora torturato (carboni accesi sul capo, denti e mandibola fratturati, gettato in un letamaio) Venanzio avrebbe resistito ancora e, dato poi in pasto a leoni affamati, questi si sarebbero accucciati ai suoi piedi; ancora incarcerato e poi fatto gettare dalle mura dal prefetto della città, sarebbe stato ritrovato salvo, nell’atto di cantare le lodi a Dio; legato e trascinato attraverso le sterpaglie della campagna, avrebbe fatto sgorgare una sorgente da uno scoglio per dissetare i soldati, operando così altre conversioni.

La leggenda vuole anche che la testa decapitata cadendo rimbalzò 3 volte facendo sgorgare altrettanti zampilli d’acqua dalla terra, il santo è così definito “acquaiolo”.

 

 

18 maggio Eremo di San Venanzio Abruzzo

 

 

Eremo di San Venanzio Abruzzo

Raiano (Aq), eremo di San Venanzio, l’eremo a cavallo del fiume Aterno

 

 

Per il 18 maggio abbiamo gli altri santi:

 

Santa Bartolomea Capitanio, vergine

Santa Claudia, vergine e martire

San Dioscuro, martire

Sant’Erik IX, re di Svezia

San Felice da Cantalice, frate minore cappuccino

San Felice di Spalato, vescovo e martire

San Giovanni I, Papa e martire

San Leonardo Murialdo, sacerdote

Santi Potamone, Ortasio e Serapione, martiri

Santi Teodoto e Tecusa, martiri

Santa Vincenza Gerosa, vergine

Beata Blandina del Sacro Cuore

 

Il 18 maggio è il 138º giorno del calendario gregoriano (il 139º negli anni bisestili). Mancano 227 giorni alla fine dell’anno.

 

 

 

 

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