Santa Valpurga di Heidenheim, badessa

 

Questa scelta, quella di parlare di Santa Valpurga, l’abbiamo fatta per entrare ancor di più dentro la festa odierna, quella del 1° Maggio e vi rimandiamo l’articolo relativo, nella rubrica “Accadde oggi”.

Ma anche per sottolineare come tutte le religioni, ed in particolare il Cristianesimo, tendono ad incamerare e a sovrapporre le proprie credenze a quelle precedenti.

Per i Celti, i primi abitatori di tante parti d’Europa dei quali si conosca la vita e la verità storica, la notte fra il 30 aprile e il 1° maggio, segnava il passaggio rituale alla bella stagione. Era quindi per loro, una notte di veglia, una specie di capodanno primaverile, durante la quale si susseguivano danze e banchetti, in un’atmosfera orgiastica, aspettando il nuovo giorno che segnava l’inizio del trionfo della luce sulle tenebre. Era la festa di Beltane, da cui sarebbe derivato il Calendimaggio medievale. Sulla notte, si diceva, vegliava la Grande Madre della fertilità, che governava il destino dei viventi e dei morti.

Con la cristianizzazione dell’Europa centrale la notte del 30 aprile subì una metamorfosi profondissima. Da notte di trionfo della vita e della luce, passò ad una notte piena di paure e di negatività, perché si raccontava che vi si dessero convegno spiriti inferi, streghe e stregoni che si dovevano espellere grazie all’intercessione di santa….Valpurga, che, guarda caso!, portava lo stesso nome germanico con cui s’indica quella notte di feste sfrenate!

Lei era una monaca inglese (710-778), mandata proprio nel cuore della Germania a convertire quelle popolazioni pagane e radicate in quei culti antichi. Qui divenne badessa del monastero di Heidenheim, presso Eichstatt, dove fu sepolta, si dice, ma forse fa parte di tutta una sovrapposizione ai riti antichi, proprio il 1° maggio. In qualche modo cercando di ereditare e di far le funzioni della Grande Madre, che aveva dato il nome alla notte, chiamata d’ora in poi popolarmente «la notte di Valpurga».

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Santa Valpurga

 

Quindi, quella notte che per i Celti era la principale dell’anno, si trasformò nel culto di una santa che protegge dalle streghe! Dalle pietre dove le sue ossa furono sepolte, si raccontava fosse sgorgato un miracoloso «olio di santa Valpurga» che fra le tante virtù avrebbe avuto anche quella di proteggere dalle stregonerie. Il 1° maggio, cacciate le streghe, ovvero ricacciati i morti negli inferi, si portava e si porta ancora, dove la tradizione è sopravvissuta, ma ha perso del tutto il suo significato sessuale e di fertilità, un albero dal bosco collocandolo in mezzo al paese: è l’Albero di Maggio o semplicemente il Maggio.

 

Gustav Adolph Spangenberg, La notte di Valpurga (1862)

Gustav Adolph Spangenberg, La notte di Valpurga (1862)

 

 

Maggi erano anche i ramoscelli che i giovani offrivano alle ragazze come augurio di amore e fecondità; oppure erano portati in processione di porta in porta da gruppi di questuanti che chiedevano cibi o dolciumi in cambio. Quelle processioni avevano la funzione di ottenere grazie al «magico» maggio rinnovamento e prosperità. Come per la notte del 30 aprile la Chiesa cercò nel corso dei secoli se non di cristianizzare per lo meno di rendere più accettabili queste cerimonie: nacque così l’usanza, ancora viva in alcuni paesi fra cui l’Andalusia, di sostituire l’albero con la Croce di Maggio. Chi è d’altronde il Cristo se non l’Albero della Vita?

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pacino di Buonaguida, Cristo , albero della vita – Firenze

 

 

 

 

 

1 maggio foto

Il grande caprone è un celebre dipinto a olio su tela di Francisco Goya.Il caprone, simbolo diabolico, officia un rito di streghe nella notte. La scena potrebbe svolgersi all’alba o al tramonto. Sullo sfondo ci sono dei pipistrelli che volano alle spalle del caprone. Nel dipinto sono presenti diversi cadaveri di bambini, probabilmente rapiti dalle streghe (in riferimento alle leggende popolari).

 

 

 

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Per questa data speciale, un numero speciale di santi:

 

Sant’Ambrogio martire, festa patronale di Ferentino (FR)

Sant’Agostino Schoeffler, sacerdote e martire

Sant’Aldebrando di Fossombrone, vescovo di Fossombrone

Sant’Amatore di Auxerre, vescovo

Sant’Arigio, vescovo

Sant’Asaf, vescovo

San Brioco, vescovo e abate

Sant’Efisio, festa patronale della Sardegna

San Ferdinando III, re di Spagna

Santa Fiorina, vergine di Roma

San Geremia, profeta

Santi Giovanni de Zorroza e Giovanni de Huete, mercedari e martiri

Santi Gistaldo e Gundebado

San Giuseppe Lavoratore

Santa Grata di Bergamo

Sant’Ipolisto, martire

San Jean-Louis Bonnard, missionario e martire

San Marculfo, abate di Nanteuil

Sant’Orenzio di Auch, vescovo

Santi Orenzio e Pazienza, sposi e martiri

San Panarete, vescovo di Pafo

San Pellegrino Laziosi, frate servita, protettore degli ammalati di cancro; festa patronale di Forlì

San Riccardo Pampuri, religioso

San Sigismondo, re dei Burgundi e martire

San Teodardo di Narbonne Vescovo

San Torquato, vescovo di Guadix

Santa Valpurga di Heidenheim badessa

Beato Clemente Šeptyc’kyj, sacerdote e martire

Beato Giuliano Cesarello

Beata Mafalda di Arouca, badessa

Beata Petronilla di Moncel, badessa

Beato Vivaldo da San Gimignano, eremita

 

Il primo maggio è il 121º giorno del calendario gregoriano (il 122º negli anni bisestili). Mancano 244 giorni alla fine dell’anno.

 

 

 

 

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